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"La Vicìnia"
Jugn dal 2004
 

Foresta di Tarvisio: il dovere e il diritto di custodirla per le future generazioni
UNITI PER UNA GESTIONE CONDIVISA

[Enrico Foschi]
Nel 2006 – ma altri storici indicano il 2007 oppure addirittura il 2014 – la gestione di quella che oggi è definita la Foresta di Tarvisio compie mille anni. La stessa rispettabile età compiranno quelle che ora sono le Vicinie ed i Consorzi di Vicinie: vale a dire le Comunità costituite dalle popolazioni che da 10 secoli sono legate ai benefici ed agli oneri della Foresta tarvisiana situata nella Kanaltal (Valcanale). Una storia nella quale si consuma, insieme, la vita della Foresta e la vita delle popolazioni che vi abitano. Non è che prima dell’anno Mille la Valcanale e la sua Foresta fossero disabitate. Tutt’altro! La storia e i suoi reperti archeologici tramandano che la Valcanale segnò il confine con il Norico; che, più tardi, il suo spartiacque delimitò il territorio tra il Norico romano (Virunum, Magdalensberg) e Roma (Aquileia, Forum Iulii) e fu abitata da popolazioni industriose e dedite ai manufatti, ai commerci, alle arti ed alla custodia della Foresta sin da allora resa possibile da strade alpine e forestali efficienti e sicure. Se con il Mille – dissoltasi la stabilità dell’ordinamento politico garantito da Roma – la regione divenne teatro di irruenti pressioni sociali da est verso ovest e da ovest verso est, pure continuò ad accogliere una popolazione che, nonostante tutte le avversità, contribuì in modo determinante a preservare la Valcanale e la sua Foresta, come oggi la conosciamo. Di qui il dovere ed il diritto di mantenere la Foresta intatta per le future generazioni.

Il Diritto di servitù o, meglio ancora, il “Diritto di fuoco” (ovvero casa), riferito ad ogni singolo insediamento famigliare nel territorio tarvisiano, fu uno degli strumenti creati dalla “saggezza” degli antichi per mantenere viva la Foresta e la Valcanale.
Successive e mutevoli vicende politiche e militari, seguite alla primordiale istituzione dei “Diritti di servitù”, non hanno alterato l’impegno delle popolazioni residenti, al rispetto ed alla conservazione della Foresta.
Impegno, rispetto e conservazione che nei nostri giorni – mutati velocemente i regimi politici, giuridici e sociali anche con la nascita e la crescita dell’ordinamento europeo – richiede di riaffermare ed allargare la sfera di partecipazione delle popolazioni nella gestione del territorio in cui si estende la Foresta.
La Foresta tarvisiana, infatti, non può più essere considerata come esclusiva fonte di legname, ma anche una bellezza ambientale, una ricchezza di fauna e flora e quale richiamo turistico e produttrice di una enorme quantità di “aria buona” che il vento fa affluire ora verso Villach e Klagenfurt, ora verso Udine ed il mare.
Non v’è oggi alcun dubbio che il potere civile – i Comuni di Tarvisio, Malborghetto e Pontebba, nonché la Provincia e la stessa Regione Friuli-V. G. – ha più volte manifestato l’impegno al rispetto, alla conservazione ed alla valorizzazione della Foresta. Né meno impegno alla tutela della Foresta mostrano le benemerite associazioni territoriali, quali quelle che accolgono il “Cai”, i Cacciatori, i Micologi e i Pescatori. Non c’è da stupirsi, allora, se le Vicinie ed i Consorzi delle Vicinie abbiano ritenuto loro dovere rilanciare l’iniziativa per una “gestione” comune, o condivisa, della Foresta tarvisiana. Problema certamente non semplice. Anzi, difficile. Soprattutto per la presenza, sia pure scarsa, di chi ha interesse ad un diverso andazzo delle cose. Tuttavia, nonostante le “pesanti” difficoltà – per lo più di natura burocratica ed amministrativa – l’iniziativa cade in un momento in cui “tutti” sembrano manifestare un convinto orientamento per dare una soluzione quanto meno soddisfacente all’antica questione. è questa una “illusione”, come qualcuno sostiene, con la quale trarre in inganno quanti, in modi e circostanze diverse, si prodigano per il bene della Foresta e delle popolazioni che ci vivono?
Oppure si deve assistere passivi ad un “disordine” già incipiente nell’utilizzo non programmato della Foresta?
è la prima domanda a Martino Kraner promotore, nella sua veste di Presidente dell’Associazione dei Consorzi Vicinali, dell’incontro collegiale “pro Foresta”, svoltosi il 2 aprile, nel palazzo del Municipio di Malborghetto. «Sarebbe un’illusione – ha risposto Kraner – se alla proposta non seguissero i fatti. Ritengo giunto il momento di collaborare tutti insieme per raggiungere un obiettivo comune: valorizzare al massimo il patrimonio ambientale che ci hanno lasciato i nostri avi».