Jentrade / Articui / La Vicìnia
Jentrade/Gnovis
  Leams/Links
"La Vicìnia"
Mai dal 2011
 
Andrea Garlatti, assessore regionale alla funzione pubblica, autonomie locali e coordinamento delle riforme

Priola di Sutrio, ove si attende di votare il Comitato frazionale per porre fine ad un lungo commissariamento, che ha paralizzato l’autogestione delle proprietà collettive delle Comunità di Priola e Noiariis
È operativo il regolamento regionale che disciplina l’elezione dei Comitati per l’amministrazione separata
AL VOTO 9 COMUNITà

[M. Z.]
La normativa è entrata in vigore a seguito del decreto del presidente della Regione n. 68 del 29 marzo 2011 e della sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale del 13 aprile.
Lo stesso giorno, la Direzione regionale funzione pubblica, autonomie locali e coordinamento delle riforme ha provveduto ad inviare il testo ai presidenti dei Comitati frazionali che attendono di essere rinnovati (Bressa, San Gervasio, Tualiis e Noiaretto, Ovasta, Le Prese, Pesariis, Givigliana e Tors, Villanova e Priola e Noiariis) nonché ai sindaci dei Comuni interessati (Campoformido, Carlino, Comegliàns, Ovaro, Polcenigo, Prato Carnico, Rigolato, San Giorgio di Nogaro e Sutrio) e all’Assessore regionale alle Autonomie locali, Andrea Garlatti, al Commissario regionale agli Usi civici, Oliviero Drigani, al Servizio Libro fondiario e Usi civici, all’Avvocatura regionale, alla Direzione regionale risorse naturali, agroalimentari e forestali ed infine al Coordinamento regionale della Proprietà collettiva.


Il Coordinamento regionale della Proprietà collettiva, nei mesi scorsi, aveva partecipato alla consultazione avviata dalla Regione in vista della revisione del Regolamento, ma non tutte le sue proposte sono state accolte.
Il “sindacato” della Proprietà collettiva aveva richiesto che la convocazione dei comizi da parte del sindaco avvenisse dopo aver sentito anche «il presidente del Comitato frazionale in carica» e che le elezioni fossero celebrate «entro sei mesi dalla scadenza del mandato dei Comitati in carica»; che non fosse escluso il voto degli italiani all’estero, iscritti ai registri dell’Aire; che fosse stabilita «l’incompatibilità con ogni carica elettiva negli enti pubblici» e che fosse consentito a gruppi organizzati di «presentare una propria lista, con un proprio programma e con un proprio candidato presidente»; che i seggi fossero allestiti nei paesi interessati al voto e che non potessero essere previsti compensi per gli scrutatori.
Infine, il Coordinamento regionale aveva proposto che «il consigliere più votato o il più anziano» fosse deputato a convocare gli eletti nella sede dell’Amministrazione frazionale, entro 30 giorni dalla proclamazione, per procedere all’elezione del presidente del Comitato frazionale e che tutte le spese per le elezioni fossero sostenute dai Comuni.
Una buona parte delle proposte (recapitate anche a vari componenti del Consiglio delle Autonomie) non sono state accolte, in quanto la Regione ha ritenuto di doversi attenere alle indicazioni della legge statale 278/1957, in quanto la previsione di «discipline diverse o contrastanti con la fonte legislativa statale» non sono state ritenute accoglibili finché la Regione non si doterà di un «disegno legislativo organico in materia di usi civici e, quindi, con il coinvolgimento degli organi legislativi regionali nell’esercizio della loro potestà legislativa primaria ex articolo 4, comma 1. n. 4) dello Statuto».
Ad ogni buon conto, secondo il responsabile del procedimento Annamaria Pecile della Direzione regionale, «rispetto alle procedure in vigore per le elezioni amministrative, il procedimento per l’elezione dei Comitati dsciplinato dal Regolamento in parola risulta considerevolmente semplificato e, conseguentemente, anche i relativi costi saranno notevolmente ridotti».
Ma la novità più evidente del nuovo sistema elettorale sarà l’attribuzione ai sindaci del dovere di convocare i comizi e di sovrintendere alle operazioni di voto.
Sul tappeto resta tuttora irrisolto il grave problema di quei Comitati per l’Amministrazione separata dei beni civici frazionali che, anni addietro, erano stati costituiti nei Comuni di Duino Aurisina e di Trieste (Banne, Barcola, Basovizza, Longera, Padriciano, Prosecco e Villa Opicina), presumendo l’esistenza di Usi civici laddove sono state costituite e ufficialmente riconosciute dalla Regione come Comunioni familiari, numerose e attive Jus e Srenje.
Il testo integrale del regolamento è disponibile sul sito della Regione (http://bur.regione.fvg.it/newbur/), scaricando