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"La Vicìnia"
Avrîl dal 2011
 

I Regolieri di Ampezzo si riuniscono per l’assemblea generale
MOMENTO SUPREMO DI DEMOCRAZIA
Domenica 1° maggio, all’Alexander Girardi Hall di Cortina

Domenica 1° maggio, alle 16.30 presso l’Alexander Girardi Hall di Pontechiesa, a Cortina d’Ampezzo, è fissata l’assemblea generale ordinaria dei Regolieri d’Ampezzo (www.regole.it).

I mille 197 iscritti dovranno esaminare l’aggiornamento del Catasto generale, approvare i bilanci e verificare i lavori svolti dalle Regole nel 2010 oltre a quelli programmati per il 2011. Inoltre, saranno eletti 4 Deputati.
Infine, si valuteranno e voteranno gli adeguamenti ai Piani di sviluppo turistico nelle località Tofana e Cinque Torri.
In vista dell’importante appuntamento, Ernesto Majoni Coléto ha dedicato l’editoriale del numero di marzo del periodico “Ciasa de ra Regoles” al tema: “Regolieri presenti, regolieri assenti”, offrendo interessanti “Spunti sulle dinamiche di partecipazione”.
L’autore lamenta come «una certa freddezza che si va diffondendo verso le dinamiche di un istituto ricco di storia, trasformato negli obiettivi ma ancora vitale per Cortina come le Regole, che garantiscono egregiamente la tutela del territorio».
Ciò si evince dalla deludente partecipazione al confronto sullo svecchiamento del Laudo della Comunanza, ma anche dai dati sull’effettiva partecipazione alle assemblee annuali, opportunamente definite «momento supremo di democrazia in cui si discutono e si deliberano temi importanti per l’esistenza, l’economia, il futuro consortile».
L’autore fa chiaramente capire come non sia ammissibile abdicare al «diritto/dovere di porre a disposizione le proprie conoscenze, le proprie idee, il proprio tempo, il proprio senso civico, la propria voce, la propria penna per contribuire alla vita regoliera, la “nostra” vita comunitaria».
Per «garantire la democrazia partecipativa e rappresentativa e attenuare il problema di oligarchie decisionali», Ernesto Majoni Coléto avanza una proposta: «continuare per quanto possibile a sensibilizzare vieppiù la buona volontà, l’orgoglio e la coscienza dei consorti, che dal vecio in fora dovrebbero sentirsi ancora tutti uniti “nella stessa sorte”».