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"La Vicìnia"
Avrîl dal 2011
 

Petizione internazionale sul fenomeno del “Land grabbing”
CONTRO L’ACCAPARRAMENTO DELLE TERRE

Il “World Social Forum” di Dakar, nel febbraio scorso, ha adottato un “Appello contro l’accaparramento delle terre”, la cui versione in italiano e francese è disponibile sul sito www.europafrica.info/documenti/appello-di-dakar-contro-l-accaparramento-delle-terre.
Il documento può essere sottoscritto nella versione inglese (“Dakar Appeal against the land grab”) all’indirizzo web: www.petitiononline.com/dakar/petition.html.
In Italia, la petizione sostenuta da “Roppa”, “Via Campesina” e “Fian”, è promossa “Aiab”, “Tn”, “Re.Te”, “Focsiv”, “Cic”, “Fair” e “Action Aid”, attraverso il coordinamento “Cisa” (“Comitato italiano per la sovranità alimentare”).


Appello di Dakar contro l’accaparramento delle terre

Noi le organizzazioni contadine, le organizzazioni non governative, le organizzazioni confessionali, i sindacati ed altri movimenti sociali, riuniti a Dakar per il Forum Sociale Mondiale del 2011:

- Considerando che le agricolture contadine familiari, che riuniscono la maggior parte degli agricoltori e delle agricoltrici del mondo, svolgono il ruolo più adatto a:
• rispondere ai loro bisogni alimentari e a quelli delle loro popolazioni, assicurando la sicurezza e la sovranità alimentare dei loro paesi
• fornire impiego alle popolazioni rurali e mantenere un tessuto economico nelle zone rurali, chiave per uno sviluppo territoriale equilibrato
• produrre beni agricoli rispettando l’ambiente e salvaguardando le risorse naturali per le generazioni future

- Considerando che la recente corsa all’accaparramento di grandi quantità di terreni (decine di milioni di ettari) a vantaggio degli interessi privati o degli Stati terzi – per ragioni alimentari, energetiche, minerarie, ambientali, speculative, geopolitiche – minaccia i diritti umani privando le comunità locali, indigene, contadine, pastorali, e d'industria della pesca artigianale, dei loro mezzi di produzione, limitando il loro accesso alla risorse naturali o privandoli della libertà di produrre come vorrebbero e aggravando le diseguaglianze d’accesso e di controllo alla terra da parte delle donne;

- Considerando che investitori e governi complici minacciano il diritto alimentare delle popolazioni rurali, e che le condannano a subire una disoccupazione endemica e un esodo rurale, acutizzando povertà e conflitti e contribuendo alla perdita delle conoscenze, del saper fare agricolo e della identità culturale;
- Considerando infine che la gestione fondiaria, così come il rispetto dei diritti dei popoli, sono sotto la giurisdizione dei parlamenti e dei governi nazionali e che questi ultimi hanno la maggior parte delle responsabilità di questi monopoli;

Ci appelliamo ai parlamenti ed ai governi nazionali, perché cessino immediatamente tutti gli accaparramenti fondiari massicci in corso o futuri e che siano restituite le terre che sono state sottratte. Ordiniamo ai governi di arrestare l’oppressione e criminalizzare i movimenti di lotta per la terra e di liberare i militanti illegittimamente imprigionati. Esigiamo dai governi nazionali che mettano in opera un quadro effettivo di riconoscimento e di regolamentazione dei diritti fondiari degli utenti attraverso una consultazione di tutte le parti in causa e preliminare a qualsiasi cessione massiccia delle terre. Ciò richiede di porre fine alla corruzione ed al clientelismo, che invalidano qualsiasi tentativo di gestione fondiaria condivisa.

Abbiamo bisogno di Unioni Regionali di Stati, della FAO e delle istituzioni nazionali e internazionali:

- Che mettano immediatamente in atto gli impegni che sono stati presi in occasione della Conferenza Internazionale su Riforma Agraria e Sviluppo Rurale (CIRADR) del 2006, vale a dire garantire il diritto alla terra degli utenti, il rilancio del processo di riforma agraria basato su un equo accesso alle risorse naturali e lo sviluppo rurale per il benessere di tutti. Reclamiamo che il processo di costruzione delle direttive della FAO sia rafforzato e si basi sui diritti umani come definiti nelle diverse carte e alleanze internazionali – questi diritti possono essere efficaci solo se strumenti giuridici costrittivi sono messi in atto al livello nazionale e internazionale, in modo che gli stati rispettino i loro impegni. Spetta dunque ad ogni Stato essere responsabile per l’impatto di tali politiche o delle attività delle proprie imprese nei paesi interessati dagli investimenti. Allo stesso modo bisogna riaffermare la supremazia dei diritti umani sul commercio e le finanze internazionali, all’origine delle speculazione sulle risorse naturali e d i beni agricoli.

Parallelamente invitiamo il Comitato della Sicurezza Alimentare Mondiale (CSA) a respingere definitivamente i Principi per gli Investimenti Agricoli Responsabili (RAI) della Banca Mondiale, che sono illegittimi ed inadeguati per affrontare il fenomeno, ed includere gli impegni della CIRADR così come le conclusioni del rapporto di Valutazione Internazionale delle Conoscenze, delle Scienze e delle Tecnologie Agrarie per lo Sviluppo (IAASTD) nel suo Quadro di Azione Globale.

Esigiamo che gli Stati, le organizzazioni regionali e le istituzioni internazionali si adoperino per mettere in atto gli investimenti necessari a sostenere le alternative alla cessione massiccia delle terre e all’agroindusria, sostenute dalle agricolture familiari, e allo stesso tempo si impegnino a difendere la produzione e le colture ago-ecologiche. Politiche agricole appropriate dovranno tenere conto dei diversi tipi di produttori (i popoli indigeni, pastori, pescatori artigianali, contadini e beneficiari delle riforme agrarie) e rispondere più specificamente alle esigenze delle donne e dei giovani.

Infine, invitiamo cittadini e cittadine, e le organizzazioni della società civile di tutto il mondo a sostenere – con ogni mezzo umano, mediatico, giuridico, finanziario e popolare possibile – tutti coloro che lottano contro gli accaparramenti delle terre e a fare pressione sui governi nazionali e sulle istituzioni internazionali perché possano adempiere ai loro obblighi nei confronti dei diritti dei popoli.

Noi tutti abbiamo il dovere di resistere e di sostenere i popoli che si battono per la loro dignità!

14 Febbraio 2011