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"La Vicìnia"
Fevrâr dal 2011
 
La Vecia Pescaria affollata dai portavoce dei Gruppi di acquisto solidali della regione

Nadia Carestiato e Ivana Zanetti illustrano il progetto “Pesce Chilometrozero” della “Comunità di Marano”
I saluti del Coordinamento regionale della Proprietà collettiva ai “Gas” riuniti a Marano
L’ALLEANZA FRA BENI COLLETTIVI E RETE REGIONALE DI ECONOMIA SOLIDALE

[M. Z.]
Domenica 20 febbraio, si è svolto presso la “Vecia Pescaria” il convegno “Pesce Chilometro Zero. L’alleanza fra gruppi di acquisto solidale e pescatori per una gestione eco-sostenibile della laguna di Marano”.
L’iniziativa, organizzata da “Comunità di Marano” (www.comunitadimarano.it/) e Rete dei Gruppi di acquisto solidale, è stata sostenuta dal Coordinamento regionale della Proprietà collettiva e dalla Rete regionale di economia solidale “Resfvg” (http://resfvg.blogspot.com/), per la quale è intervenuto a nome degli animatori Ferruccio Nilia. Di seguito proponiamo il saluto del Coordinamento delle Amministrazioni frazionali e delle Comunioni familiari del Friuli e del Carso triestino, portato dal portavoce Luca Nazzi.


Carissimi amici, benvenuti a tutti da parte del Coordinamento regionale della Proprietà collettiva, l’organismo che si batte perché – anche in Friuli e nella provincia di Trieste – siano riconosciute e lasciate lavorare in piena autonomia le Proprietà collettive.
Ampiamente diffuse in tutto il territorio regionale, dalla laguna alle alpi, dall’altopiano carsico alle pianure pordenonesi e udinesi, le Proprietà collettive sono quei beni agro-silvo-pastorali e quei territori lagunari posseduti ancor oggi in forma condivisa dai legittimi eredi delle Comunità di villaggio.
Per secoli, queste Terre e queste Lagune civiche sono state fonti vitali di sostentamento per la nostra gente.
Oggi vogliono diventare, attraverso i Comitati frazionali e le Comunioni familiari che le gestiscono, un laboratorio in cui prende corpo e si consolida un altro modo di fare economia, basato sulla mutualità e sulla tutela dell’ambiente e fondato su una gestione di tipo usufruttuario del territorio, in un’ottica di equità intergenerazionale e di rinnovabilità delle risorse e nel rispetto del principio basilare che la proprietà delle terre e delle lagune appartiene alle generazioni future.
Per noi Popolo dei Beni collettivi, l’appuntamento di oggi è strategico, in quanto non ci può essere un’altra economia e non può svilupparsi un altro mercato se i consumatori critici e solidali non incontrano e non operano in sintonia con produttori critici e solidali.
Nel mentre vi offriamo i nostri prodotti, a partire dal pesce di Marano, chiediamo la vostra solidarietà e la vostra condivisione al nostro sforzo di recupero delle terre abbandonate, attraverso la gestione in forma associata dei boschi collettivi, attraverso la costituzione di aziende agricole e di fattorie didattiche che riprendono coltivazioni tipiche e biologiche e che favoriscono la nascita di orti comunitari e di esperienze di agricoltura sociale.
Vogliamo riuscire a mettere a disposizione del vostro circuito di economia solidale anche legna da ardere e da costruzione certificata, funghi e piccoli frutti, prodotti caseari e strutture per un turismo rurale e familiare oltre a territori particolari rinaturalizzati per fini didattici e turistici.
Infine, confermiamo qui da parte delle nostre aziende collettive – quelle che già esistono e quelle che stiamo operando per costituire – l’impegno ad intervenire laddove esistono bisogni primari del cittadino che il mercato tradizionale non soddisfa, ad esempio garantendo la presenza di punti vendita e di luoghi di ritrovo e di accoglienza nei piccoli paesi di montagna.