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"La Vicìnia"
Fevrâr dal 2011
 
Le foto sono tratte dal sito: www.vallegrotari.altervista.org/

La mobilitazione della cittadinanza e degli ambientalisti
MARANO LAGUNARE: NO ALL’ALIENAZIONE DI VALLE GROTARI E VULCAN
Se ne discuterà venerdì 11 febbraio in consiglio comunale

[M. Z.]
La popolazione di Marano Lagunare, ma anche gli ambientalisti di tutta la regione e il Popolo delle Terre civiche attendono con inquietudine e preoccupazione il consiglio comunale di venerdì 11 febbraio.
In quel giorno, infatti, l’amministrazione del sindaco Mario Cepile, riproporrà – al quinto punto dell’ordine del giorno – la contestata “Alienazione Valle Grotari e Vulcan. Approvazione perizia di stima e richiesta autorizzazione alla vendita”.
Il vecchio progetto (un primo tentativo di alienazione era già stato scongiurato nel 2007) mira a ridurre una proprietà pubblica di particolare pregio ambientale e naturalistico (come testimonia il sito www.vallegrotari.altervista.org/) in un porto turistico, con una darsena da 320 posti barca.
I 3 milioni di euro in ballo nell’operazione fanno molta gola e per tale cifra molti amministratori (sia comunali che regionali) paiono disposti a soprassedere su ogni ragione di tipo comunitario, naturalistico e paesaggistico.
Non così la pensano i cittadini che stanno aderendo massicciamente ad una petizione che verrà ufficialmente consegnata venerdì in consiglio comunale e che si presenta, più sotto, nella sua versione integrale.
Il “Wwf” regionale, dal canto suo, sta seguendo anch’esso da vicino la vicenda e ha presentato le proprie rimostranze attraverso il proprio sito web (http://www.wwf.it/client/news_regionali.aspx?root=24995&parent=1949&content=1) e in un comunicato stampa diffuso l’8 febbraio.
In particolare, l’organizzazione ambientalista nota che l’area che si vorrebbe completamente stravolgere risulta compresa in una Important Bird Area (“Iba”) ed è adiacente al Sito di Importanza Comunitaria (“Sic”) e Zona di Protezione Speciale (“Zps”) “Laguna di Grado e Marano”.
Sulla vicenda, infine, da più parti si auspica un intervento della Soprintendenza regionale, in base al “Codice dei beni culturali e del paesaggio” (Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42), che definisce e tutela i «beni paessaggistici… costituenti espressione dei valori storici, culturali, naturali, morfologici ed estetici del territorio».
Fonti di stampa, infine, annotano che, fin dal 2006, la Giunta regionale avrebbe autorizzato l’alienazione, svincolando le aree soggette a diritti di Uso civico con propria deliberazione del 10 marzo. Non si fa però riferimento ad un altrettanto necessario decreto del Commissario regionale agli Usi civici e, soprattutto, alla vertenza in atto fra Comune, che si arroga il diritto di unico amministratore dell’Uso civico e Comunità di Marano (www.comunitadimarano.it) che invece difende la natura civica della laguna e che, per tale ragione, rivendica il diritto di autogoverno dei maranesi sul proprio territorio, come nei secoli è sempre stato esercitato e riconosciuto.


La petizione popolare che verrà presentata in consiglio comunale
No alla vendita di Valle Grotari e Vulcan.

Al Sindaco del Comune di Marano Lagunare
Al Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia
Al Presidente della Provincia di Udine

Marano Lagunare, 11 febbraio 2011

Raccolta firme contro la cementificazione di Valle Grotari e Vulcan

«Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori ma per l’ìinerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare»

Albert Einstein

Valle Grotari è una zona incontaminata del paese a disposizione della popolazione e di tanti animali che vi vivono e vi transitano. Da un punto di vista geografico, ambientale oltre che naturalistico è una zona rara e utile nella sua specificità.
All’interno di Valle Grotari e Vulcan sono presenti quattro ambienti diversi: specchi aperti, canneto allagato, canneto asciutto e cespugli sparsi tali da costituire una particolare attrattiva per l’avifauna.
Sono state censite dal Wwf diverse specie di animali protetti e rari quali per esempio il moriglione, il tarabusino, l’airone rosso, l’airone cenerino, l’airone bianco, la garzetta, la nitticora, il falco di palude, la sgarza ciuffetto, il marangone minore, il cigno reale, il germano reale, la folaga, la gallinella d’acqua ecc. ecc.
Siamo un gruppo di persone che di fronte alla possibilità di perdere questo ambiente e la sua funzione geografica e quindi naturalistica chiedono alle Autorità in indirizzo di non vendere e di conservare questo sito nelle condizioni attuali, essendo l’unico ambiente non artificiale a disposizione della popolazione e di tutti quanti vogliano immergersi nella natura.
Monetizzare anche la bellezza e la natura significa distruggere l’umanità e il bene comune.
Chiediamo alle Autorità in indirizzo di non procedere con la vendita di Valle Grotari e Vulcan.

Il comunicato del “Wwf” regionale

L’associazione ambientalista si prepara a dare battaglia
e invita i cittadini a partecipare
Valle Grotari: anche il “Wwf” al consiglio comunale di Marano Lagunare
«Pronti ad adire alle vie legali»

Venerdì 11 febbraio presidio a tutela dell'area rifugio per il “popolo migratore” presso l’assemblea comunale che si pronuncerà sulla vendita dell’ex-valle da pesca.

Ci sarà anche una delegazione del Wwf del Friuli-V. G. al consiglio comunale indetto dall’amministrazione di Marano Lagunare per venerdì 11 febbraio alle 17.30.
All’ordine del giorno dell’assemblea compare infatti anche la vendita di Valle Grotari, l’ex valle da pesca diventata negli anni uno straordinario bacino di biodiversità, che l’amministrazione comunale vorrebbe trasformare in porto turistico.
Un’ipotesi contro cui il Wwf si batte da tempo e che l’associazione non mancherà di contrastare anche in occasione del consiglio comunale.
Attualmente Valle Grotari è infatti uno dei più spettacolari esempi in Friuli-V. G. di come una piccola zona umida abbandonata (circa 12 ettari) possa diventare uno straordinario bacino di naturalità e biodiversità.
In origine laguna, venne realizzata dopo gli anni ’30 e rimase attiva sino alla metà degli anni ’70. Alcune porzioni marginali furono purtroppo urbanizzate negli anni ’80-’90 con l’edificazione di ville a schiera e di una zona artigianale, ma dopo l’abbandono, la parte centrale della valle si è trasformata progressivamente in un vasto canneto, intervallato da pozze stagnanti poco profonde, con vegetazione arbustiva lungo gli argini e una discreta presenza di prugnoli cresciuti nel canneto: un habitat prezioso quasi ormai assente nella nostra regione.
In quest’area – compresa in una Important Bird Area (“Iba”) e adiacente al Sito di Importanza Comunitaria (“Sic”) e Zona di Protezione Speciale (“Zps”) “Laguna di Grado e Marano” – fino ad oggi sono state segnalate oltre 170 specie di uccelli, fra cui 30 regolarmente nidificanti, tanto da generare una effettiva “concorrenza” alla vicina riserva naturale di Valle Canalnovo.
Le specie più importanti che regolarmente vi nidificano sono: cigno reale, oca selvatica, 1-2 coppie di falco di palude, 20 coppie di airone rosso, 10 coppie di tarabusino, circa 40 coppie di airone cenerino e altri aironi che hanno probabilmente nidificato come la sgarza ciuffetto e la nitticora. Alcuni anni fa è stata accertata la nidificazione del raro tarabuso e del variopinto basettino.
Nonostante le spettacolari valenze naturalistiche, il Comune di Marano ha dunque intenzione di mettere all’asta Valle Grotari a privati per realizzare un porto turistico di circa 320 posti barca con relativo insediamento abitativo
Un progetto che il Wwf intende contrastare con tutti i mezzi possibili, compresi quelli legali e un inevitabile ricorso alla Commissione europea. «Qualunque cosa – avverte l’associazione – pur di preservare un’area di così straordinaria importanza naturalistica e dall’eccezionale funzione di presidio della biodiversità lagunare».