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"La Vicìnia"
Fevrâr dal 2011
 
Dal sito www.salvaleforeste.it

Oltre 130 mila persone hanno firmato una petizione contro la svendita
«LA PRIVATIZZAZIONE DELLE FORESTE BRITANNICHE COSTA CARA»
La denuncia del sito internet www.salvaleforeste.it

[www.salvaleforeste.it/201101141360/la-privatizzazione-delle-foreste-britanniche-costa-cara-arrabbiata.html]
Il ministero britannico per l’Ambiente, Alimentazione e Affari Rurali (Defra) ha annunciato l’intenzione di vendere fino a 150 mila ettari di foresta per il settore privato, oltre la metà delle sue foreste in Inghilterra, scatenando dure critiche da parte di ambientalisti.

I piani di privatizzare tutti i boschi inglesi potrebbe costare al governo milioni di sterline alle finanze pubbliche. Anche se non sono stati ancora pubblicati i piani per la messa in vendita dei 250 mila ettari di foreste demaniali inglesi, di proprietà della English Forestry Commission, ma è già prevedibile che la perdita del gettito fiscale delle foreste statali inglese rischia di superare gli incassi realizzati nella vendita.
La messa in vendita di grandi aree di bosco rischia di farne cadere il prezzo, mentre i ricchi incentivi fiscali assicurati ai proprietari forestali ne fanno un ottimo investimento per evitare il pagamento delle tasse.
La English Forestry Commission è proprietaria di quasi il 17% di dei boschi inglesi ed è il maggior produttore di legname. Ma il governo è stato evasivo di dire quanto si spera di raccogliere dalla vendita dei suoi beni. Le stime variano da 400-500m con terreno boschivo di vendita per una media di 3 mila sterline l’ettaro.
«Si tratta alla fine di un’occasione di pagare meno imposte, e questo annulla l’obiettivo della vendita delle foreste, ossia fare cassa – ha spiegato al Guardian Richard Murphy, consulente di Tax Justice Network –. Se avessi un milione di sterline, la prima cosa che farei in previsione della successione, le investirei in foreste. Così il governo perderebbe 400 mila sterline di imposta di successione. In tanti saranno tentati dall’acquisto delle foreste pubbliche».
I proprietari forestali infatti sono esenti dall’imposta sulle plusvalenze, dall’imposta sul reddito e dall’imposta di successione. Solitamente le possibilità di acquistare grandi aree di bosco sono scarse e i prezzi sono rimasto elevati. Questo però potrebbe cambiare radicalmente quando migliaia di boschi e foreste saranno immessi sul mercato.
«Ecco una grande opportunità di pianificazione fiscale per le persone, che è destinata a diventare più facile da utilizzare e questo non porterà a uno sviluppo della silvicoltura».
Il possesso di foreste è divenuto il settore di investimento preferito all’epoca del governo Thatcher, quando i forti sgravi fiscali hanno portato a un boom forestale. Affaristi, celebrità dello spettacolo e dello sport. Cliff Richard, Phil Collins e Terry Wogan hanno investito con profitto nelle piantagioni di pino in Scozia. Questa politica è stata modificata dopo anni di campagne ambientaliste e dopo che decine di tempo di migliaia di ettari di terreno e di ecosistemi fragili erano stati devastati dalle piantagioni di alberi e parallelamente l’erario aveva perduto centinaia di milioni di sterline.
Inoltre nei prossimi anni, anche la conservazione di boschi e foreste potrebbe portare a grossi incassi per la protezione degli stock di carbonio, tutti incassi perduti dall’erario.
Oltre 130 mila persone hanno firmato una petizione contro la svendita dei boschi inglesi.

www.salvaleforeste.it/201101141360/la-privatizzazione-delle-foreste-britanniche-costa-cara-arrabbiata.html

Venerdì 14 Gennaio 2011