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"La Vicìnia"
Zenâr dal 2011
 

Si presenta a Pordenone la “rassegna” curata da Paolo Cacciari
LA SOCIETà DEI BENI COMUNI
Venerdì 21 gennaio, un’iniziativa della Rete di economia solidale del Friuli-V. G.

Venerdì 21 gennaio, si presenta a Torre di Pordenone il volume “La società dei beni comuni. Una rassegna”. Alle ore 18, presso la Casa del popolo di via Carnaro 10, interverrà il curatore dell’opera, edita da “Carta” ed “Ediesse” (www.ediesseonline.it), Paolo Cacciari.
L’iniziativa culturale è promossa dalla Rete di economia solidale del Friuli-V. G. (“Res-Fvg” - http://resfvg.blogspot.com), che introdurrà i lavori e animerà il dibattito intitolato: “Proviamo a farla davvero la società dei beni comuni?”.
Nella sezione del libro “Buone pratiche”, la studiosa Nadia Carestiato propone la Proprietà collettiva come «un modello di economia solidale e sostenibile».
La geografa trevisana, da tempo collaboratrice del Coordinamento regionale della Proprietà collettiva in Friuli-V. G., riassume il contributo scientifico del premio Nobel Elinor Ostrom sul tema dei Beni collettivi e si sofferma sul caso esemplare dell’Amministrazione frazionale di Pesariis (www.pesariis.it), in Carnia.


La società dei beni comuni

Dal sito: resfvg.blogspot.com/2011/01/la-societa-dei-beni-comuni.html

Il successo imprevisto nella raccolta di firme per promuovere i tre referendum contro la “privatizzazione” dell’acqua ha segnalato un rinnovato interesse per le tematiche del bene pubblico e, più in generale, per la partecipazione dei cittadini alle scelte che investono la collettività.
La rete di economia solidale, insieme di soggetti/nodi che esercitano buone pratiche nei diversi territori della nostra regione, cerca di sostenere e ampliare tali pratiche, vedendo in esse un potenziale di cambiamento nell’offrire piste alternative di uscita dalla crisi economica, ecologica e sociale in corso.
La rete democratica è questo: un’organizzazione leggera per rendere sinergiche le specificità dei singoli nodi. Ma per promuovere il cambiamento materiale servono nuove istituzioni e, parallelamente, un nuovo immaginario collettivo e condiviso. Una nuova cultura dello stare insieme. Vogliamo iniziare questo percorso nella provincia di Pordenone proponendovi di condividere un’iniziativa concreta: la presentazione, a Pordenone, del nuovo libro curato da Paolo Cacciari: “La società dei beni comuni”.
L’incontro avrà luogo venerdì 21 gennaio prossimo, alle ore 18, presso la Casa del Popolo di Torre, via Carnaro 10, Pordenone.
Hanno finora aderito all’iniziativa della Res-Fvg (Rete di economia solidale del Friuli-V. G.: Comitato Cittadini per l’ambiente, Iniziativa Libertaria Pordenone, Circolo Arci Monterereale, SacilePartecipata e Sostenibile, Legambiente Pordenone, Isde - Associazione Italiana Medici per l’Ambiente Sezione Provinciale di Pordenone, Officina della decrescita, Terra è, Rifondazione Comunista/Federazione della Sinistra di Pordenone, Circolo Culturale Menocchio di Montereale Valcellina, Cooperativa l’AltraMetà, Sinistra e Libertà Pordenone, Circolo A. Capitini Pordenone.

Dal sito: www.ediesseonline.it/catalogo/saggi/la-societa-dei-beni-comuni

Frutto di un accurato lavoro di raccolta dei più innovativi contributi teorici in materia di economia, lavoro, sociologia, diritto del lavoro, politica e diritti, fornisce utili strumenti interpretativi delle più importanti trasformazioni socio-economiche e politiche nazionali e internazionali.
Il libro raccoglie diciannove opinioni di autrici e autori italiani che da diverse visuali disciplinari (storiche, giuridiche, filosofiche, antropologiche, ambientaliste…) si sono confrontati con il tema dei «commons».
Aria, acqua, terra, energia e conoscenza sono risorse speciali, beni primari da cui tutto dipende e la cui fruizione richiede quindi attenzioni particolari. L’applicazione a tali beni della logica del mercato ha sperimentato infatti i più clamorosi fallimenti.
Il riconoscimento del Nobel all’economista Elinor Ostrom dimostra che il pensiero unico neoliberista sta incrinandosi anche dentro l’accademia.
Ma nella sfera politica (specie in quella italiana) non vi è ancora traccia di ravvedimento: la saga delle privatizzazioni procede, ma cresce anche l’opposizione da parte di numerosi gruppi di cittadinanza attiva, di comitati, di associazioni in nome di una società più consapevole nei riguardi della natura e più responsabile nei confronti di tutta la comunità umana.