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“Lettera aperta” al presidente della Cooperativa pescatori San Vito
LA LAGUNA DI MARANO è PASSATA DI MANO?

[Emilio Driussi, presidente “Co.Mo.Bi.M.”]
Il 29 dicembre del 2010, in qualità di presidente del Consorzio per la gestione della pesca dei molluschi bivalvi della Laguna di Marano (Co.mo.bi.m.), Emilio Driussi ha inviato una “Lettera aperta” al presidente della Cooperativa pescatori “San Vito”, Fabrizio Regeni.

Lettera aperta al presidente della Cooperativa pescatori “San Vito”, Fabrizio Regeni

Facendo una breve cronistoria di quanto è successo in questi ultimi anni nella “nostra” laguna e di quante persone e società non aventi diritto dell’uso civico si sono intrufolate nel nostro territorio. Partendo dal marzo del 2002 si sono insediate in località “Vedera” due società di Lignano Sabbiadoro, la ditta Nautilia e l’Agenzia di accoglienza turistica. Per la precisione alle suddette società con delibera di Giunta Comunale di Marano n. 46 del 29/03/2002 era stata concessa un’area per un totale di mq. 1767,75 sino al 31/03/2011. Il Comune di Marano s’impegnava a perdere la facoltà di pesca e caccia sull’intero specchio acqueo e non solo sulla parte di territorio occupato dai pontili e posti barca. Il Comune autorizzava lo svincolo dell’uso civico alle succitate ditte. Questo era il secondo pezzo di laguna dell’era Pizzimenti, il quale aveva già intrapreso la strada dello sgretolamento dell’uso civico della laguna.
Egregio signor presidente, mi permetta, prima di addentrarmi sull’argomento, alcune dovute osservazioni.
Innanzi tutto credo sia giusto essere leali, trasparenti ed educati (lei ben sa a cosa mi riferisco). Devo purtroppo constatare a malincuore, che durante le assemblee offende anche i non presenti. Perché non impiega il suo tempo in cose più serie, per esempio informando i suoi soci “spaesati” come stanno veramente le cose ed a cosa andranno incontro?
Un esempio significativo su tutti, perché non chiede all’amministratore unico dell’Ati quali sono le finalità all’interno del nostro territorio della vostra consociata? Società Lignano Sabbiadoro gestione Spa., nonché proprietaria assieme a Finalmar di Molluschicoltura Maranese! Come da visure camerali (atti pubblici della Camera di Commercio di Udine). La Molluschicoltura Maranese fa parte dell’associazione temporanea di impresa, con Almar e la Cooperativa pescatori San Vito, quindi titolare di concessione, nella laguna di Marano.
A mio modesto parere questo potrebbe essere palese conflitto di interessi, nel senso che all’interno della compagine sociale Lignano Sabbiadoro Gestione Spa. appaiono enti pubblici importanti quali Regione Friuli-Venezia Giulia, Provincia di Udine, Camera di Commercio Industria e Artigianato di Udine, Città di Lignano Sabbiadoro, Città di Latisana, i Comuni di Precenicco, Palazzolo dello Stella e il Comune di Marano Lagunare, oltre a Consorzi tematici ed Operatori privati. Alla faccia del diritto dell’uso civico e del diritto esclusivo di pesca che spettano esclusivamente ai Cittadini maranesi, diritti che per legge devono essere tutelati dal Comune di Marano Lagunare. Da profano, quello che trovo interessante e “forse” illegale è la posizione ambigua della Regione Friuli-V. G. e del Comune di Marano Lagunare in netto conflitto di interessi: da un lato fanno parte della compagine sociale della Lignano Sabbiadoro Gestioni Spa., e sono quindi comproprietarie di Molluschicoltura Maranese, e dall’altra espropria ai legittimi proprietari (che coerenza!) la plurisecolare concessione perpetua, il diritto di uso civico ed il diritto esclusivo di pesca. Per passarla di mano alle succitate società private. Per queste società che la Regione ha anche emanato delle leggi che io ritengo per varie ragioni costituzionalmente illegittime: la Legge regionale 31/05 e la legge regionale 24/09, art. 2 bis dove si sospendeva addirittura il diritto dell’uso civico all’interno delle concessioni fino alla durata delle stesse. L’avevo già detto non molto tempo fa, che la “torta laguna” faceva gola a tanti commensali senza scrupoli. Questo rende bene l’idea, chi sono i tutori del nostro bene. Questo fa capire quanti interessi ci sono nel nostro territorio. Non per niente la Regione per fare i propri comodi ha usurpato il territorio lagunare ai legittimi proprietari. Delegando il Comune di Marano al rilascio di concessioni (farsa). Con un bando ridicolo, fatto si può dire su misura per i loro amici, con requisiti che solo loro potevano avere (tutto ciò in evidente contrasto con i più elementari diritti dei Cittadini).
Voglio ribadire una cosa basilare, importantissima. Nella laguna di Marano esisteva già da secoli una concessione perpetua. Soggetta al diritto di uso civico, ed al diritto esclusivo di pesca. Mi chiedo come hanno potuto rilasciare delle concessioni al di sopra di concessioni perpetue preesistenti? Calpestando i diritti acquisiti? Solo Dio lo sa. Evidentemente questi “Signori” hanno trovato terreno fertile, diciamo la porta aperta, diciamo pure la strada spianata ed il libero assenso di qualcuno, per poter fare i propri comodi. Son talmente sicuri di essere intoccabili che si son persino permessi di sospendere in maniera illegale i diritti acquisiti, sanciti dalla Carta Costituzionale, in barba alle leggi vigenti ed ai loro esecutori. Quali e quanti interessi costringono la Regione a comportarsi in questo modo? Non credo siano le vongole l’oggetto del contendere ma altri appetiti molto più pastosi! Esempio: a far gola potrebbero essere i contributi regionali, statali ed europei stanziati per l’acquacoltura, le casse di colmata etc.
Per quale motivazione è stato modificato l’art. 2 della legge regionale 31 del 2005 con l’art. 2 bis della l. r. n. 24 del 2009 (Legge finanziaria 2010)? Per quale ragione sono stati sospesi il diritto di uso civico ed il diritto esclusivo di pesca? Forse per fare un favore a qualche finanziaria, dove i soci di questa finanziaria potrebbero essere forse gli stessi che hanno partecipato alle leggi regionali che hanno permesso tali usurpazioni? Nemmeno al tempo del fascismo si sospendevano certi diritti. Si può capire anche il perché: concessione demaniale regionale significa più ettari, più contributi. Quello che fa più indignare è che le istituzioni privilegino interessi privati (anche se legittimi) a danno degli interessi pubblici di uso civico che garantiscono il lavoro ed il sostentamento di tante famiglie maranesi. Con persecuzioni e pressioni a non finire, con lo scopo di intimorire e costringere le persone a cedere al loro ricatto.
Alcuni hanno purtroppo ceduto al ricatto: o concessione o fuori. In fin dei conti chiedevamo di continuare a lavorare nel nostro territorio, secondo le modalità del regolamento comunale. Il compito delle compatibilità ambientali e delle vigenti leggi di settore competeva e compete al Comune di Marano Lagunare quale nostro tutore. Essendo assoggettati al diritto pubblico di uso civico e diritto esclusivo di pesca, solo il nostro Comune poteva effettuare gli studi necessari per garantirci di lavorare in piena tranquillità legale. Non abbiamo avuto, come altri privati, “la fortuna”, visti i fatti, di avere un biologo di parte e fondi pubblici a disposizione per dimostrare la compatibilità ambientale della nostra attività, come invece dall’altra parte è stata dimostrata con il nastro trasportatore di due metri usato dalla nave Ada.

Emilio Driussi
presidente del Consorzio per la gestione
della pesca dei molluschi bivalvi della Laguna di Marano
(Co.mo.bi.m.)