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"La Vicìnia"
Novembar dal 2010
 

Articolo del settimanale “ilFriuli”
TERRENI DORMIENTI
Secondo il Coordinamento della Proprietà collettiva, sfruttando con una nuova norma l’autonomia regionale, potrebbero rendere molto di più

[Rossano Cattivello]
Nel sito www.ilfriuli.it/if/top-news/49009/, oltre all’articolo di Rossano Cattivello “Terreni dormienti”, pubblicato dal settimanale “ilFriuli” nel formato cartaceo il 29 ottobre (qui riprodotto integralmente), è disponibile l’elenco delle Proprietà collettive del Friuli e della provincia di Trieste.

Una fetta del territorio regionale, seppur composto in prevalenza da foreste e specchi d’acqua, rimane una “bella addormentata”, anziché venire sfruttata economicamente con piglio imprenditoriale. La denuncia viene lanciata dal coordinamento delle terre collettive, un antichissimo istituto giuridico che prevede una proprietà indivisibile comune a un gruppo di famiglie o alla comunità di un paese.
Secondo una stima fatta alcuni anni fa dal Difensore civico regionale, l’estensione ammonterebbe addirittura al 7% del territorio regionale, vale a dire 55mila ettari. Più nel dettaglio, su 219 comuni, è certificata la presenza in 46, mentre in altri 93 è ancora pendente la definizione.
«Maggior chiarezza sarà fatta dal Censimento agrario appena iniziato – commenta il coordinatore Luca Nazzi – però, dovremo aspettare i risultati, pronti nel 2012».
Attualmente, l’ultima norma organica in materia risale al 1927 e la nostra Regione, pur avendo potestà primaria, non ha mai provveduto ad adottare una propria disciplina.
«Vogliamo essere messi in grado – continua Nazzi - di amministrare questo patrimonio al meglio e farlo fruttare economicamente. Molto spesso, invece, questi terreni rimangono abbandonati o sfruttati dalle amministrazioni comunali senza una reale logica imprenditoriale».