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Importante conquista della Consulta nazionale della Proprietà collettiva
LE TERRE COLLETTIVE SARANNO RILEVATE DAL CENSIMENTO DELL’AGRICOLTURA
I questionari dell’Istat saranno somministrati dal 25 ottobre al 31 gennaio a quasi 5 mila Enti gestori

[Luche Nazzi]
All’insegna delle novità, il 25 ottobre, prende il via il VI Censimento dell’agricoltura (http://censimentoagricoltura.istat.it/).
I rilevatori, selezionati dai Comuni nei mesi scorsi, somministreranno a tutte le aziende agricole italiane, fino al 31 gennaio del 2011, i questionari messi a punto dall’Istat, ove un’attenzione inedita verrà destinata alla cosiddetta “Green economy agricola” e alla Proprietà collettiva.
Il fine di queste importanti novità è quello di «portare a evidenza il nuovo volto del mondo agricolo italiano, differenziato e multifunzionale», come ha sottolineato il presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, nel corso della presentazione del rilevamento.


Grazie alla collaborazione fra Istat e Consulta nazionale della Proprietà collettiva (cui aderisce, come membro fondatore, il Coordinamento regionale della Proprietà collettiva in Friuli-V. G.), sono stati individuati in tutto il Paese 4 mila 857 soggetti gestori di Proprietà collettive indivise (in particolare pascoli, ma anche boschi).
Le domande specifiche sulle Proprietà collettive potranno fornire per la prima volta delle conoscenze statistiche approfondite su questa importante dimensione del mondo rurale, finora trascurata.
L’elaborazione definitiva dei dati sarà pronta nel 2012 e la Consulta nazionale (nel cui direttivo opera Carlo Grgic di Padriciano, in rappesentanza delle Proprietà collettive friulane e triestine) sarà chiamata a collaborare anche nella fase di analisi dei risultati.
La collaborazione fra il sindacato della Proprietà collettiva in Italia e l’Istat è stata sancita dalla partecipazione del responsabile dell’Unità operativa del Servizio Censimenti Agricoltura dell’Istat, Massimo Greco, all’assemblea generale di Roma della federazione delle Terre civiche, il 24 settembre scorso.
Greco ha sottolineato, fra l’altro, che il progetto di censimento della Proprietà collettiva italiana s’inserisce a pieno titolo nell’indagine europea sulle “Common lands”, avviata dall’Unione.
Il Coordinamento della Proprietà collettiva in Friuli-V. G., che riunisce un centinaio di Enti gestori e di Comitati promotori degli usi civici sparsi in tutte le province della Regione, garantisce la massima collaborazione per la riuscita della rilevazione statistica e auspica che, laddove non esistono ancora i Comitati per l’amministrazione dei Beni frazionali, le Amministrazioni comunali si facciano carico di segnalare minuziosamente la natura civica dei beni che insistono nei territori di propria competenza.