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I partecipanti alla riunione di San Marco, con il sindaco di Mereto Andrea Cecchini e il presidente dell’Associazione “Paîs di San Marc”, Massimo Moretuzzo

“Paîs di San Marc” e Comune di Mereto di Tomba hanno ribadito il proprio impegno
SAN MARCO: AL LAVORO PER CREARE L’AMMINISTRAZIONE FRAZIONALE
Il 1° ottobre, un riunione con il Coordinamento regionale della Proprietà collettiva

Associazione “Paîs di San Marc” e Comune di Mereto di Tomba, con il pieno appoggio e la consulenza del Coordinamento regionale della Proprietà collettiva, da alcuni mesi stanno operando in piena sintonia per giungere, nel più breve tempo possibile, alla costituzione dell’Amministrazione frazionale di San Marco.

Per fare il punto sulle iniziative intraprese e sull’iter burocratico da ultimare, il 1° ottobre si è svolta una riunione presso la Sala della Comunità di San Marco.
Nell’ex asilo, si sono ritrovati il consiglio direttivo dell’Associazione “Paîs di San Marc”, il sindaco di Mereto di Tomba, Andrea Cecchini, e il consiglio direttivo del Coordinamento regionale della Proprietà collettiva, con il presidente Luca Nazzi, il segretario regionale Delio Strazzaboschi e il vicepresidente per la provincia di Udine, Renzo Trentin. Erano inoltre presenti i rappresentanti delle Proprietà collettive della Laguna di Marano e di Grado, Fabio Formentin, e delle province di Gorizia, Walter Devetak e di Pordenone, Piergiuseppe Bravin.
La comunità di San Marco – ha ribadito Massimo Moretuzzo, a nome dell’Associazione locale – intende riprendere ad amministrare in forma diretta i 15 campi friulani che costituiscono l’antico patrimonio collettivo del borgo.
Nei primi anni del secolo scorso, i frazionisti avevano stabilito di utilizzare le Terre comuni per ottenere dalla Chiesa udinese la presenza stabile in paese di un parroco. Ora che la nuova organizzazione per il sostentamento del clero ha reso superfluo questo genere di contributo, l’Associazione “Paîs di San Marc”, d’intesa con il parroco don Adriano Menazzi, intende superare una gestione basata sul semplice affitto dei campi, per intraprendere iniziative nuove a favore della comunità e per la sua crescita socio-culturale, nell’ottica della protezione e della promozione dei Beni comuni.
Questa intraprendenza della Frazione di San Marco e l’esercizio concreto da parte di essa del principio di sussidiarietà – ha dichiarato il sindaco Andrea Cecchini – è apprezzato e incoraggiato con convinzione dall’Amministrazione comunale di Mereto. Proprio per questo –ha ricordato il primo cittadino – il Comune ha già sostenuto, presso il Commissariato regionale agli Usi civici, la richiesta di indire i comizi elettorali per la costituzione dell’Amministrazione frazionale.
Tramite l’ufficio tecnico, inoltre, il Comune sta operando perché l’accertamento degli Usi civici presenti nel territorio comunale sia ultimato al più presto e il Bando commissariale del 1994 possa divenire operativo, tramite il decreto di esecutività che ancora manca.
Il Coordinamento regionale della Proprietà collettiva, che in regione rappresenta un centinaio di organismi che già gestiscono i propri patrimoni comunitari (sia nella forma dei cosiddetti Usi civici, in base alla l. s. 1766/1927, che in quella delle Comunioni familiari, in base alla l. r. 3/1996), tramite i suoi rappresentanti ha espresso soddisfazione e incoraggiamento per quanto si sta realizzando nel Comune di Mereto di Tomba. Luca Nazzi, Delio Strazzaboschi e Renzo Trentin hanno indicato la proficua collaborazione fra Amministrazione comunale di Mereto e Frazionisti di San Marco come un esempio da seguire in tutte quelle situazioni in cui le Amministrazioni non sono ancora costituite e, a maggior ragione, laddove non sia ancora stato ultimato nemmeno l’accertamento della Proprietà collettiva (ben 93 Comuni della Regione su 219).
Sono poi stati tratteggiati gli adempimenti burocratici richiesti per l’elezione e la gestione dell’Amministrazione frazionale e si è riflettuto sulle opportunità sociali, economiche e culturali offerte da un’innovativa gestione patrimoniale delle Terre collettive, per esempio nel campo dell’agricoltura biologica e sociale e della fornitura di servizi di prossimità come nella creazione di forme professionali e imprenditoriali nuove, anche in campo ambientale e ricreativo.