Jentrade / Articui / La Vicìnia
Jentrade/Gnovis
  Leams/Links
"La Vicìnia"
Setembar dal 2010
 
La firma della convenzione tra Commissario delegato per la laguna di Marano, dottor Menchini, e Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Trieste, professor Fontolan (Udine, 1° aprile 2010; dal sito www.commissariodelegatolagunafvg.it/gallery.aspx?albumid=6, sezione “Foto gallery”)

Una realtà conosciuta «solo sulla carta»
INVASIONE DELLA LAGUNA: I MISTERI DELLE CASSE DI COLMATA
Documento del “Consorzio per la gestione della pesca dei molluschi bivalvi nella laguna di Marano”

[Emilio Driussi, presidente “Co.Mo.Bi.M.”]
Sul Messaggero Veneto del 16 settembre 2010 è apparso l’interessante resoconto dell’“escursione” nella Laguna di Marano e di Grado dei professionisti che hanno redatto il piano dei dragaggi della Laguna, del Corno e dei canali minori: il commissario Menchini, l’impareggiabile (…) Paride Cargnelutti, i vari tecnici della struttura commissariale, della Regione, dell’Arpa, dei ministeri coinvolti, di Confindustria Udine, il sindaco di Cervignano e il vicesindaco di Marano Pizzimenti, quest’ultimo non sappiamo se in queste vesti o in quelle di “esperto”, presumibilmente ben retribuito, del Comitato tecnico-scientifico del Commissariato per la Laguna.

Questi personaggi non finiscono mai di stupirci!

Sul Messaggero Veneto del 16 settembre 2010 è apparso l’interessante resoconto dell’“escursione” nella Laguna di Marano e di Grado dei professionisti che hanno redatto il piano dei dragaggi della Laguna, del Corno e dei canali minori: il commissario Menchini, l’impareggiabile (…) Paride Cargnelutti, i vari tecnici della struttura commissariale, della Regione, dell’Arpa, dei ministeri coinvolti, di Confindustria Udine, il sindaco di Cervignano e il vicesindaco di Marano Pizzimenti, quest’ultimo non sappiamo se in queste vesti o in quelle di “esperto”, presumibilmente ben retribuito, del Comitato tecnico-scientifico del Commissariato per la Laguna.
Questo fior fiore di personaggi si è fatto una bella gita (pagata da chi?) sul battello “Santa Maria” con il conforto dei manicaretti preparati per loro dallo chef di un rinomato ristorante di Marano chiuso appositamente per l’occasione (la domanda è sempre la stessa: chi paga queste raffinatezze?), per vedere finalmente dal vivo i luoghi su cui hanno esercitato la loro sapiente opera: apprendiamo infatti dal quotidiano che «hanno potuto visitare quell’area lagunare sulla quale hanno lavorato, ma che conoscevano solo sulla carta».
Se questo è il metodo di lavoro che hanno utilizzato per fare dei lavori di tale portata su un territorio delicato come la laguna, c’è da mettersi le mani nei capelli (…). Nell’articolo si mette in evidenza che «solo il 5%» dei fanghi depositati nella cassa di colmata realizzata a poche decine di metri dal centro cittadino di Marano proviene dall’Aussa Corno e che comunque, come ribadito da Menchini «qui non sono stati depositati fanghi inquinati»: peccato che di fanghi della Laguna ne sono stati dragati pochini e che da parecchio tempo nella cassa di colmata arrivino quelli dragati nell’Aussa Corno come si può facilmente intuire dal tabellone posto sulla stessa. Che poi tali fanghi non siano inquinati, a parte la contraddizione evidente dove l’impareggiabile Cargnelutti ipotizza l’uso dei fanghi «meno inquinati» per la ricostruzione delle barene – i fanghi o sono inquinati o non lo sono: la categoria «meno inquinati» è ridicola e offensiva per l’intelligenza di chi deve purtroppo ascoltare (…) – contrasta con la recente denuncia del presidente della Comunità di Marano sulla presenza di pericolosi inquinanti nei fanghi della cassa di colmata individuati da un’analisi fatta eseguire privatamente.
I valori di piombo, cadmio, cromo, nichel, mercurio ed arsenico evidenziati da questa analisi sono compatibili con la salute dei cittadini? Non vogliamo “annoiarvi” con la descrizione degli effetti di questi inquinanti, basta fare un “giro” su internet, ma ci chiediamo: se questi sono i «fanghi non inquinati», come saranno quelli «poco inquinati» descritti da Cargnelutti? Quanti maranesi porteranno i loro figli a giocare sulla cassa di colmata «completamente piantumata e collegata a Marano con un ponte pedonale», secondo i voleri di Pizzimenti (tanto lui non abita a Marano)?
Saranno ancora tranquilli i cittadini che hanno risposto “sì” alla domanda se destinare le aree della stessa a verde pubblico contenuta nel questionario inviato dal sindaco nel dicembre 2009? Credo che ora ci sarà qualche dubbio in più e sarebbe ora che chi per legge deve tutelare la salute dei cittadini si dia da fare per chiarire la situazione.
Ritornando alle parole di Menchini, va ricordato quanto apparso sullo stesso sito del Commissario: «A fronte dell’impraticabilità dell’utilizzo delle vasche di stoccaggio per le prescrizioni poste nell’ambito della procedura di Via, la Prima perizia supplettiva e di Variante ha previsto il conferimento di 20.000 mc alla cassa di colmata MA1 di Marano Lagunare, anzichè il loro conferimento nelle vasche di stoccaggio in località Planais a San Giorgio di Nogaro come da progetto approvato» e poi «…alla data del 30 novembre 2009 sono stati dragati complessivamente circa 46.000 mc (nella porzione del Corno)».
Domanda: se questi fanghi dovevano essere conferiti nelle vasche di stoccaggio di Planais perché inquinati, come mai sono finiti a Marano? Hanno improvvisamente e miracolosamente perso la loro carica inquinante?
Comunque, caro commissario Menchini, ci aiuti a svelare il vero mistero che aleggia sulla cassa di colmata: se la matematica non è un’opinione, distribuendo, come da Lei affermato, 1 milione di mc sui 17 ettari della cassa, l’altezza dei fanghi dovrebbe raggiungere la ragguardevole misura di 5,88 metri: pur tenendo conto del calo di volume, il dato appare assolutamente non corrispondente alla realtà visto che, a voler essere generosi, non si superano i 3 metri di altezza.
Commissario Menchini, ha una spiegazione plausibile per questo mistero? Diamo per scontato che il costo dell’operazione sia stato regolarmente pagato (con i nostri soldi) per un milione di mc come da Lei dichiarato: è tutto in regola?
Ci permetta di essere ragionevolmente dubbiosi: se non è verosimile questo dato da Lei indicato, come può pretendere di essere credibile quando afferma: «Qui non sono stati depositati fanghi inquinati»?
Ciò che abbiamo capito è invece che il reale interesse di questi personaggi è per il “riuso” dei fanghi e il successivo “utilizzo” delle casse di colmata “stranamente” individuate sempre in zone di alto valore economico come l’abitato di Marano, quello di Grado, Aprilia Marittima (Lignano): mai che pensino di farle in una zona distante dai centri abitati, chissà perché?

Marano Lagunare, 17 settembre 2010
Emilio Driussi
presidedente del “Consorzio per la gestione della pesca dei molluschi bivalvi nella laguna di Marano”