| Il servizio informativo dell’Aiab, “Bioagricultura Notizie” dell’11 giugno, propone le riflessioni dell’assessore regionale alle Politiche agricole e valorizzazione dei prodotti locali del Lazio, Francesco Battistoni, sul convegno internazionale di Roma sulla “governance delle terre collettive e di uso civico”, svoltosi l’8 giugno, nell’ambito del progetto Interreg IV C “Commons” (www.commons-interreg.eu).
[Bioagricultura Notizie] Anno VIII Num. 22 - 11 giugno 2010
Lazio, Battistoni (Assessore agricoltura):
Terre collettive risorse comuni
La gestione delle terre collettive è una risorsa di estremo interesse per il settore agricolo. È quanto ha sottolineato l’Assessore alle politiche agricole e valorizzazione dei prodotti locali della Regione Lazio, Francesco Battistoni, a margine del convegno organizzato da Arsial che si è tenuto l’8 giugno a Palazzo Rospigliosi, Roma, sul progetto interregionale “Commos - La governance delle terre collettive e di uso civico”.
Le terre collettive, rileva in una nota Battistoni «sono elemento integrante il sistema territoriale locale, la cui conservazione e valorizzazione rappresenta un bene per tutta la collettività. Lo sanno bene le Università agrarie (oltre 30 nel Lazio) che gestiscono quasi 64 mila ettari di terre collettive, trasformandole spesso in vere e proprie aziende agricole. La vera sfida è quella di guidare al meglio lo sfruttamento delle risorse che caratterizzano queste terre, obiettivo per il quale incontri come questo sono fondamentali».
In merito al tema, la Regione sta valutando l’opportunità di una legge organica, che tenga conto delle mutate condizioni socio economiche e che stanzi dei finanziamenti atti a valorizzare le terre collettive, afferma l’assessore Battistoni, aggiungendo che si tratta di «un’opportunità per presidiare il territorio, tutelare il paesaggio e la biodiversità, sviluppare le filiere produttive locali e incentivare forme di turismo rurale».
Il progetto comprende 10 Regioni di 8 paesi Europei (Lazio e Sicilia per l’Italia, Maiorca e Catalogna per la Spagna, Alto Alentejo per il Portogallo, Nitra per la Slovacchia, Cluj Napoca per la Romania e Sundsvall per la Svezia).
Nel Lazio le terre collettive superano i 520 mila ettari. Arsial già da alcuni anni garantisce assistenza a decine di Comuni che non hanno regolamenti di fruizione dei pascoli.
«Attraverso il progetto “Commons” – si spiega nella nota – la Regione Lazio si prefigge due obiettivi: da un lato proporre all’Europa un modello di gestione partecipata rappresentato dalle Università Agrarie del Lazio, assolutamente innovativo in tutto il centro-sud, oggi avvalorato dalle indicazioni di Elinor Ostrom, premio Nobel per l’Economia 2009; dall’altro far sì che i 230 mila ettari di terre collettive ancora non gestite, che ricadono in metà dei Comuni della Regione Lazio, trovino un’adeguata regolamentazione e vengano riammesse nel circuito virtuoso delle politiche di sviluppo locale, affinché possano essere valorizzate attraverso l’agricoltura biologica, la tutela della biodiversità agraria e naturale e si traducano nella produzione dei numerosi prodotti tradizionali».
(Ansa) |
|