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"La Vicìnia"
Fevrâr dal 2010
 

“Co.Mo.Bi.M.” illustra la propria azione
LE VERE RAGIONI DELLA DIFFIDA AL COMUNE
Dopo l’ennesimo attacco alla proprietà collettiva nella Laguna di Marano

[Emilio Driussi, presidente “Co.Mo.Bi.M.”]
Viste le chiacchiere alimentate da organi di stampa evidentemente “imbeccati” e da fandonie divulgate da chi ha tutto l’interesse a sviare l’attenzione dal proprio operato, abbiamo deciso di fare chiarezza.

Il sottoscritto, a nome del Consorzio di cui è presidente, ha inviato al Comune di Marano Lagunare e per conoscenza e/o competenza al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al Ministro Luca Zaia, al Presidente della Regione Friuli-V. G. Renzo Tondo, al Commissario regionale agli usi civici, al Prefetto della Provincia di Udine, una diffida a sottoscrivere il previsto atto di concessione di aree cosiddette demaniali nella Laguna di Marano per i seguenti motivi:
- non viene rispettato l’uso del diritto civico di pesca degli aventi diritto in assenza della prescritta autorizzazione alla sospensione da parte del competente Commissario regionale per la liquidazione degli usi civici di Trieste ai termini del comma 2bis L. r. 31/2005 (indennizzo sentito il Commissario regionale agli usi civici);
- non viene rispettato il diritto esclusivo di pesca a favore dei titolari in quanto non indennizzato e quindi permanente, con espropriazione indebita;
- non viene rispettata la L. r. 31/2005 comportante l’obbligo del rispetto dei diritti dei titolari del diritto esclusivo di pesca in ordine alla loro esclusività nella raccolta dei banchi di vongola verace esistenti, con appropriazione indebita.
A tutela dei consorziati, vista l’esistenza dei banchi di vongole veraci naturali soggetti al diritto di pesca dei ricorrenti che dalla loro sottrazione troverebbero notevole danno economico ci riserviamo di adire ad ogni via di legge.
Spieghiamo meglio. Lasciando per un momento da parte il gravissimo abuso compiuto dalla Regione con l’appropriazione del diritto di proprietà della Laguna nonostante la mole impressionante di documenti a favore della Comunità maranese, esiste senza alcun dubbio un diritto di Uso civico, o almeno esisteva fino ad ora vista l’incredibile sospensione dello stesso decretata in sede di Finanziaria regionale 2010, e un diritto esclusivo di pesca che fa capo ai Cittadini maranesi: i titolari devono dunque essere indennizzati per la perdita di questi diritti e quindi prima dell’atto di concessione bisogna valutare la consistenza del bene alienato a favore dell’Associazione temporanea di imprese costituita da “Almar”, Molluschicoltura Maranese e Cooperativa San Vito.
Mi spiego ancor meglio. Le vongole naturali che già vivono nei 700 ettari di laguna concessi dal Comune a chi appartengono? Non certo ai concessionari, infatti devono ancora seminarle, ma al contrario, senza ombra di dubbio, a tutti i Cittadini di Marano Lagunare e tutti devono poterne godere i frutti come ben chiarito nel Regolamento comunale vigente e nella stessa Costituzione Italiana.
Facciamo qualche numero? Considerando una resa prudenziale di 3 kg. di vongole per metro quadro e una vendita delle stesse a soli 2 euro al kg., otteniamo dai 700 ettari (7.000.000 di metri quadri) l’equivalente di 42 milioni di euro.
Considerato che tutti i Cittadini devono essere indennizzati, a ciascuno dei 2.000 cittadini, dal neonato al pensionato, dovrebbero esser versati circa 21.000 euro. Questi sono soldi che devono andare ai Cittadini e non nelle casse comunali! Tenendo presente che la resa è più verosimilmente di 5 kg. per metro quadro e che il prezzo di vendita è mediamente più alto di quello indicato, ognuno faccia i suoi conti e poi stabilisca chi pensa realmente agli interessi dei Cittadini maranesi e chi invece ai propri comodi!
Chi vuole regalare questo patrimonio collettivo e perché?
Chi risarcirà i pescatori che non potranno più entrare nelle “concessioni” e dunque si dovranno scordare grasiui de reo, passelere, parangai, senei, corbole, ecc.? Nessuno può calpestare i diritti dei propri concittadini, tantomeno colui che dovrebbe tutelarli: abbiamo l’impressione che né il Sindaco attuale né il predecessore abbiano mai letto il Regolamento comunale che a tal proposito è chiarissimo! Caro Sindaco, invece di festeggiare la perdita dei diritti e della Laguna avrebbe dovuto chiedere al Parroco di far suonare le campane a morto come ha fatto per la chiusura della Maruzzella. Senza fiatare, Lei e il suo predecessore avete consentito alla regione di usurpare diritti secolari calpestando gli interessi di tutti a favore di pochi: cosa c’è da festeggiare?
A proposito, come mai vista l’importanza dell’evento, strombazzata da stampa e televisioni locali come unica speranza di salvezza del paese, non abbiamo potuto godere della presenza di ospiti importanti come gli invitati Ministro Zaia, il Prefetto o l’assessore Violino? Secondo me, perché, anche per merito delle nostre segna-lazioni, hanno “annusato” che in questa vicenda c’è qualcosa che non va e dunque non hanno voluto legittimarla con la loro presenza!