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"La Vicìnia"
Zenâr dal 2010
 

A Brescia si ricorda G. Andrea Trebeschi
AMORE PER LA GIUSTIZIA, FEDELTà ALLA VERITà
«Assumi sempre, dignitosamente, le tue responsabilità, anche se cagioni di previsti dolori»

[L. N.]
Domenica 24 gennaio, la famiglia Trebeschi e la città di Brescia onorano la memoria di G. Andrea Trebeschi (1897-1945), nel 65° anniversario della morte, avvenuta nel campo di deportazione nazista di Gusen, ove egli era giunto dopo essere stato rinchiuso nelle carceri di Verona e nei lager di Dachau e Mauthausen.
Alle 11, nella basilica di San Faustino a Brescia, sarà celebrata la liturgia eucaristica «per invocare pace, giustizia, solidarietà ricordando l’olocausto del popolo ebraico, dei rom e di quanti hanno testimoniato fedeltà ai valori di libertà, di giustizia, di Patria nei lager di deportazione ed internamento».


Andrea Trebeschi, avvocato e amico di Giovanni Battista Montini (poi Papa Paolo VI), con cui ha fondato e diretto fino al 1925 il periodico studentesco “la fionda”, è padre di Cesare Trebeschi, anch’egli avvocato e ritenuto «una delle personalità più autorevolil della storia bresciana del secondo dopoguerra».
Fra l’altro, è stato presidente dell’Azienda servizi municipalizzati, presidente dell’Ateneo e sindaco di Brescia dal 1975 al 1985.
Alla figura del padre, Cesare Trebeschi nel 2003 ha dedicato la pubblicazione “Il primo incontro”, in cui sono raccolte tre lettere: quelle scritte dall’ex sindaco ai nipoti Cesare e Ana Carolina e quella inviatagli dal padre Andrea il primo giugno del 1932, in occasione della sua prima comunione.
Tali pagine sono state definite «una straordinaria avvertenza contro la stupidità e la disumanità che, dal percorso tragico della scala di Mauthausen alle incomprensioni e discriminazioni dell’handicap, costituiuscono un agguato inesorabile, la linea d’ombra ineludibile della nostra condizione umana».
La pregnanza di tali riflessioni e la portata dell’appuntamento del 24 gennaio sono ribadite anche nelle poche righe, tratte da uno scritto di Andrea Trebeschi, pubblicate sulla cartolina-invito predisposta per l’occasione: «Ama la giustizia, senza compromissioni, senza reticenze; non escluderla mai sotto una falsa e troppo comoda prudenza. Sii fedele sempre alla verità. Assumi sempre, dignitosamente, le tue responsabilità, anche se cagioni di previsti dolori. Sii giusto nelle piccole cose come nelle grandi, in tutte le relazioni con il prossimo, alto o basso».
A questi alti dettami l’avvocato Cesare Trebeschi ha improntato anche il proprio impegno a servizio della Proprietà collettiva, di cui egli è uno dei massimi conoscitori e difensori in Italia.
Consigliere, dalla fondazione nel 1957, dell’Istituto di diritto agrario internazionale e comparato di Firenze, si è dedicato in particolare alla difesa delle Comunioni familiari montane.