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"La Vicìnia"
Dicembar dal 2009
 
Grazie ai ricorsi della Magnifica comunità di Grado
STOP AL PARCO TERMALE
Come la stampa presenta la vicenda

Presentiamo integralmente l’articolo che, lunedì 30 novembre, il quotidiano triestino “Il Piccolo” ha dedicato alla contestatissima vicenda che minaccia gravemente la proprietà collettiva della laguna friulana.

Il Piccolo
Lunedì 30 novembre 2009 - pagina 9 - Gorizia

Stop al Parco termale, il decollo del progetto bloccato dagli usi civici

È ferma la pratica per liberare di tutti i vincoli l’area del Parco delle Rose e i terreni adiacenti

Due i ricorsi presentati dal comitato “Magnifica comunità”

La pratica per liberare la grande area del Parco delle Rose e gli altri terreni adiacenti dagli usi civici di caccia e pesca tuttora esistenti dove sorgerà il nuovo grande Polo Termale è ancora ferma dal Commissario regionale per gli usi civici, Oliviero Drigani. E fintanto che tutta l’area non sarà completamente libera da qualsiasi vincolo non si potrà procedere all’emissione del bando di gara per la ricerca del promotore finanziario. Il promotore dovrà poi occuparsi non solo di reperire i finanziamenti dei privati ma anche di far predisporre la progettazione di massima in base alla quale Regione e Comune decideranno l’affidamento dei lavori di un progetto che costerà complessivamente svariate decine di milioni di euro. La pratica per lo svincolo degli usi civici è ferma essenzialmente per via di due ricorsi presentati dal Comitato per l’amministrazione separata degli usi civici di Grado (Magnifica Comunità di Grado). Uno al Capo dello Stato che si esaurisce, come ha spiegato in consiglio comunale Alessandro Baucero commissario per l’ufficio di progetto del Polo Termale, con la pronuncia del Ministero, l’altro che si trova all’esame del Commissario regionale per gli usi civici che ha una procedura diversa.
Ed è proprio quest’ultima decisione, ovvero la delibera del dottor Drigani che si attende per andare avanti con un’opera che durerà sicuramente almeno cinque anni. «Non abbiamo notizie di sviluppi – ha detto Baucero rispondendo a una domanda del consigliere Fiorenzo Facchinetti – sulla pratica che è ferma dal commissario regionale per gli usi civici». Nei mesi scorsi era emersa una proposta di compensazione per la comunità gradese che con il Polo Termale va a perdere quei diritti di uso civico che nulla hanno portato in tanti anni. L’ipotesi più probabile, quella che a un certo momento era parsa praticamente scontata ma della quale nulla di ufficiale oggi si sa, è che venissero stabilite delle agevolazioni a favore dei residenti. Alla pari di quanto avviene già da moltissimi anni, come ricompensa della perdita della proprietà della spiaggia principale per accedere alla quale i gradesi godono dello sconto del 50%. Fatto sta che si è in ritardo rispetto alla tabella di marcia anche perché l’area dove sorgerà il Polo Termale è gravata tuttora da altri impedimenti come i contratti di affitto dati a privati per chioschi, bar e altre attività.
Sull’argomento è intervenuto in aula anche il consigliere Roberto Marin che ha affermato che si tratta di un percorso difficile, sicuramente superiore a ogni previsione, che richiede almeno ancora alcuni anni prima della definizione completa di tutto l’iter. Ecco perché il consiglio comunale, su proposta della maggioranza, è stato chiamato a deliberare in merito ad alcuni indirizzi che obblighino la Git a cessare le attività sulle aree oggetto di diritti di superficie e sulle aree di retrospiaggia, nonché sugli immobili sulle stesse insistenti, La stessa Git avrà l’obbligo di informare, prima della pubblicazione del bando di gara del project financing, i conduttori degli esercizi commerciali interessati nonché la conseguente attivazione della clausola di anticipata risoluzione contenuta nei relativi contratti, con decorrenza dalla data di formalizzazione dell’accordo di programma.
Accordo di programma per arrivare al quale, come ha detto Roberto Marin ci vorranno un paio d’anni. In poche parole per emettere il bando di gara per il Polo Termale ci devono essere tutte le condizioni e le garanzie di poter avere l’area completamente libera ma, come ha sottolineato l’assessore Maurizio Delbello, sarà trovata la sintesi per consentire alle attività di continuare fino a conclusione dell’iter.

Antonio Boemo