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"La Vicìnia"
Setembar dal 2009
 

Due significative informazioni dal settimanale “Bio@gricultura Notizie”
FAME DI TERRA

Il settimanale d’informazione dell’Associazione italiana agricoltura biologica “Bio@gricultura Notizie” del 26 settembre ha diffuso due significative notizie sulla “Fame di terra” che si diffonde nel mondo.
Dall’Onu giunge conferma che è in atto una nuova forma di colonialismo, la «corsa all’accaparramento della terra per garantirsi la sicurezza alimentare». In Italia, invece, prosegue il percorso volto a destinare ai giovani agricoltori le terre di proprietà dello stato a destinazione agricola.


Onu: «Aumento della corsa all’accaparramento della terra
per garantirsi la sicurezza alimentare»

L’investimento agricolo estero dei paesi in via di sviluppo è “in crescita”, a causa delle preoccupazioni inerenti la sicurezza alimentare, hanno detto le Nazioni Unite, giovedì 24 settembre, avvertendo come, in passato, decisioni simili si siano rivelate «un completo fallimento».
La Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (Unctad) ha reso noto, in un rapporto che, nel periodo 2005-2007, il flusso degli investimenti esteri diretti è balzato a 3 miliardi di dollari (2 miliardi di euro, 1,8 miliardi di sterline) all’anno, in aumento rispetto ai 600 milioni di dollari degli anni Novanta. Tuttavia, il flusso degli investimenti esteri diretti nel settore agricolo rimane molto limitato se paragonato al livello generale.
Il World Investment Report dell’Unctad costituisce la prima analisi dettagliata del flusso degli investimenti esteri diretti dopo la cosiddetta corsa all’accaparramento della terra, per la quale Paesi come l’Arabia Saudita o la Corea del Sud investono nell’acquisto di appezzamenti di terreno all’estero.
L’obiettivo degli investitori è di esportare in patria la maggior parte del raccolto, così da poter sfamare la propria popolazione.
Il trend – considerato da alcuni come una nuova forma di colonialismo e da altri come un’opportunità di sviluppo – ha acquistato notorietà dopo il tentativo della sudcoreana Daewoo Logistics di assicurarsi una grossa fetta della terra coltivabile del Madagascar.
«Il World Investment Report di quest’anno rivela un sincero e crescente interesse… per gli investimenti nel settore agricolo dei Paesi in via di sviluppo», ha detto Supachai Panitchpakdi, segretario generale dell’Unctad. «Vi sono evidenti indizi, dai quali risulta che gli “investimenti Sud-Sud” nella produzione agricola siano in crescita e che questo trend sia destinato a continuare nel lungo periodo».
(Financial Times / agra press)

Progetto giovani e terre pubbliche

Nell’ambito della Festa nazionale dell’Altra Economia, si è svolto nei giorni scorsi a Roma l’Incontro organizzato dalla Rete Fattorie Sociali su “Terre pubbliche ai giovani: una proposta antica per un’agricoltura nuova”.
Alla riunione hanno partecipato numerosi giovani che vedono nelle attività agricole multifunzionali un’opportunità per realizzare il proprio progetto di vita.
Nel corso dell’iniziativa è stata esaminata la norma inserita nel recente “decreto anticrisi” che contiene tre indicazioni: 1. Entro il 4 ottobre l’Agenzia del demanio, d’intesa con il Ministero delle politiche agricole, dovrà individuare i beni liberi di proprietà dello Stato aventi destinazione agricola; 2. Con decreto del Ministero delle politiche agricole, di concerto con il Ministero dell’economia, dovranno essere adottati gli indirizzi per affittare detti beni a giovani imprenditori agricoli; 3. Con le stesse modalità anche gli enti pubblici statali e le Regioni potranno cedere in affitto terreni agricoli di cui siano proprietari.
È stata, inoltre, sottolineata l’esigenza di porre la necessaria attenzione anche all’utilizzo delle terre collettive e dei beni agricoli confiscati alle mafie. La Rete Fattorie Sociali aveva raccolto on line migliaia di firme per richiedere l’utilizzo delle terre di proprietà pubblica, mediante la cessione in affitto e sulla base di progetti coerenti con finalità collettive e frutto della partecipazione dei territori interessati; ed ora che questo primo provvedimento è stato approvato, essa ha ribadito l’intenzione di svolgere ogni utile iniziativa per ottenerne una rapida e valida attuazione. «Innanzitutto segnaleremo all’Agenzia del demanio – ha precisato il presidente della Rete, Alfonso Pascale – l’esistenza di beni agricoli di proprietà dello stato non utilizzati. Studieremo poi dei criteri di cessione dei terreni che oltre al requisito dell’età dei richiedenti prevedano elementi qualitativi dei progetti produttivi riferiti a finalità sociali e ambientali. Assicureremo, inoltre, ai soggetti che intendono attivarsi una serie di azioni informative e formative per elaborare validi progetti che tengano conto delle opportunità e dei bisogni del territorio».
A conclusione dell’Incontro la Rete Fattorie Sociali ha, pertanto, deciso di coinvolgere le organizzazioni agricole, ambientaliste e del Terzo Settore al fine di avviare una forte azione unitaria volta ad ottenere una efficace gestione della normativa.
In particolare, la Rete promuoverà nei prossimi giorni una riunione di tutte le organizzazioni disponibili per: 1. Formulare i criteri di cessione dei terreni da proporre al Ministero delle politiche agricole, prima che sia emanato il decreto contenente gli indirizzi in materia; 2. Programmare nei territori interessati le attività di animazione volte a suscitare il protagonismo e la progettualità dei soggetti locali.
(Rete fattorie sociali)