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"La Vicìnia"
Avost dal 2009
 

A confronto su Parco delle Rose e Polo termale con il Commissario agli usi civici
I TEMPI STANNO CAMBIANDO ANCHE A GRADO
Dopo il reclamo della “Magnifica Comunità di Grado” contro l’espropriazione

Il Comitato per l’Amministrazione separata degli Usi civici “Magnifica Comunità di Grado”, l’11 agosto, ha diffuso il seguente comunicato stampa sul confronto in atto per la salvaguardia della Proprietà collettiva in laguna.

A giudizio del Comitato, la propaganda martellante dell’Amministrazione comunale per la cancellazione degli Usi civici, si regge ormai su argomentazioni inconsistenti sul piano giuridico e per di più banali, se non addirittura ridicole.
Ci riferiamo allo sconto per i Gradesi sulle nuove tariffe termali, proposto trionfalmente dal Sindaco a compensazione della rinuncia dell’Uso civico sul Parco delle Rose, spiaggia e retrospiaggia. Nulla più di un piatto di lenticchie in cambio di 170 ettari di inestimabile pregio paesaggistico ed ambientale e di incalcolabile valore patrimoniale sui quali dovrebbero sorgere supposte iniziative termali da “Mille ed una Notte”. Un’irripetibile occasione, garantisce il Sindaco, per allargare la stagione turistica a tutto l’anno con ricadute occupazionali tali da ricompensare ulteriormente la perdita dell’Uso civico. Questa vecchia storia, cui nessuno presta più fede, è tornata buona anche per giustificare la lottizzazione di 500.000 mq. in Val Cavarera. Ma ne sospettiamo come minimo altri 300.000 in virtù di possibili varianti al piano regolatore: tutte aree sulle quali non si sa che fine ha fatto l’Uso civico ivi esistente. Ma non è finita dal momento che il Sindaco pretende di piazzare un cosiddetto “Albergo diffuso” ed un Villaggio turistico su Proprietà collettive in laguna.
«Beviamo la nostra acqua al prezzo d’argento; acquistiamo a pagamento la nostra legna (Lm. 5,4)»: è l’invettiva del profeta Geremia contro la servitù dei Giudei e l’espropriazione delle loro proprietà da parte dei Babilonesi, più che mai attuale per Grado. Dove non si trova un solo consigliere comunale disposto a farsi carico delle spogliazioni delle Proprietà collettive e presentare una mozione di sfiducia per chiedere le dimissioni del Sindaco. E nemmeno a sollevare un modesto dibattito nel Consiglio comunale, come avverrebbe nel più sperduto Comune della nostra Regione. Maggioranza ed opposizione, benchè in disaccordo su tutto, operano d’amore e d’accordo con il Sindaco e la Giunta per arrivare alla definitiva e per giunta gratuita liquidazione degli Usi civici su tutto il territorio comunale.
Si tratta, a nostro giudizio, di un blocco di interessi senza alcuna reale connotazione politica in aperto contrasto con lo Statuto comunale in materia di Usi civici. E più in generale con il mandato ricevuto dagli elettori poiché, non solo ha dimostrato una totale incapacità di governo della città, ma ha aperto un conflitto insanabile tra amministratori ed amministrati. Vale a dire tra cittadini proprietari dell’ancora cospicuo patrimonio civico da un lato, sindaco, assessori e consiglieri comunali dall’altro.
Su questo conflitto dovrà intanto esprimersi il neo Commissario agli Usi civici, che ci ha telefonicamente invitato ad un confronto nel Palazzo comunale per il 18 agosto. Il tavolo sul nostro reclamo contro l’espropriazione del Parco delle Rose, spiaggia e retrospiaggia, si prospetta alquanto affollato. Oltre all’Amministrazione comunale, ci è stata riferita la partecipazione di alcuni funzionari regionali e forse di altri personaggi collegati al cosiddetto “Polo Termale”.
Saremo in tal caso presenti con il Consiglio direttivo integrato dal presidente del Coordinamento regionale per la tutela degli Usi civici e dal presidente della “Comunità de Maran” con cui condividiamo il diritto di Uso civico sulla laguna.
I tempi stanno cambiando anche a Grado. Sono ormai più di 150 i cittadini che hanno sottoscritto il reclamo ed altri se ne aggiungeranno.
Espropriare le Proprietà collettive non sarà più una scontata formalità e tanto meno un titolo di merito per vincere le elezioni o fare carriera politica o amministrativa.
Siamo tuttavia consapevoli che la battaglia si prospetta dura e difficile e che la disinformazione, l’individualismo e l’apatia di certi settori dell’opinione pubblica, fanno il gioco dell’attuale Amministrazione comunale.