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"La Vicìnia"
Jugn dal 2009
 
L’edizione di Gorizia del quotidiano “Il Piccolo” del 22 maggio 2009

La “Magnifica Comunità di Grado” a difesa del patrimonio civico
POLO TERMALE DI GRADO: CONTRASTI INSANABILI CON LA LEGGE
All’opera per preservare l’ultimo «baluardo del prestigio e della tradizione turistica di Grado scampato alla speculazione edilizia»

Il quotidiano di Trieste “Il Piccolo”, il 22 maggio, si è occupato dell’azione intrapresa dal “Comitato per l’amministrazione separata degli usi civici di Grado - Magnifica Comunità di Grado” a difesa dei 170 mila metri quadri di terreno ove l’amministrazione comunae vorrebbe far sorgere il nuovo Polo termale. Riproduciamo integralmente l’articolo con le ragioni del sindaco, Silvana Olivotto, e della Magnifica Comunità di Grado che si è appellata al Commissario regionale per gli usi civici, alla Corte dei conti e al al Coordinamento regionale della Proprietà collettiva.

Il Piccolo, 22 maggio 2009

Protesta il Comitato: illegittimo cancellare gli usi civici dall’Isola

C’è il rischio, smentito dal sindaco, che il bando per realizzare il Polo termale debba subire dei ritardi. Infatti il “Comitato per l’amministrazione separata degli usi civici di Grado – Magnifica Comunità di Grado” si è schierato contro la recente delibera adottata all’unanimità dal Consiglio comunale con la quale il Comune chiede al Commissario regionale di cancellare gli usi civici esistenti in un’area di 170mila metri quadrati dove dovrebbe sorgere il Polo termale. Con la loro richiesta al Commissario regionale per gli Usi civici, alla Corte dei Conti, al sindaco di Grado e al Coordinamento regionale della Proprietà collettiva in Friuli Venezia Giulia, Giovanni Maria Mattiussi, Emanuela Contin, Manlio Grigolon, Alessandro Di Felice e Franco Degrassi chiedono «di respingere la richiesta di rettifica al bando n. 820/69 in quanto illegittima per insanabile contrasto con la legge fondamentale e relativo regolamento attuativo». «Inoltre – sottolineano – per eccesso di potere sotto i profili dell’errore nei presupposti e del difetto di motivazione». Per il Comitato la richiesta del Comune conduce «all’illegittima cancellazione, per di più senza compenso, delle realità civiche assimilandole alle proprietà patrimoniali del Comune». Ma la cancellazione del gravame degli usi civici nell’area dove dovrebbe sorgere il nuovo Polo termale è l’unico viatico per poter far decollare il bando europeo per arrivare alla realizzazione dell’atteso Polo termale. Nelle numerose premesse il Comitato afferma che si tratta «dell’ultimo baluardo del prestigio e della tradizione turistica di Grado scampato alla speculazione edilizia, che ha già sfigurato il volto della città» e contemporaneamente è un ambito di straordinaria rilevanza paesaggistica e ambientale di molto superiore al Lido di Venezia. Il sindaco Silvana Olivotto commenta la questione ribadendo che l’abolizione degli usi civici nella zona del comparto termale è assolutamente necessaria per procedere a una gara europea che auspica possa partire a settembre, dopo la realizzazione del piano di fattibilità. «Gli usi civici in quell’ambito – spiega la Olivotto – sono solo sulla carta perché si tratta di usi civici costituiti in tempo immemorabile che riguardano unicamente il diritto di caccia e pesca che ovviamente oggi non è attuabile né realizzabile né ripristinabile». Non esiste ovviamente la possibilità per i pescatori di fare attività al Parco delle Rose e nemmeno i cacciatori di dedicarsi alla loro passione. «Non c’è nessun pregiudizio per la cittadinanza se questi usi civici vengono tolti – aggiunge il sindaco – perché non c’è diminuzione di utilizzo. Per questo mi sono recata dal Commissario regionale per gli Usi civici che ha condiviso con me questa linea. Perciò non penso a ritardi di alcun genere in quanto la richiesta presentata è destituita di ogni reale fondamento andando fra l’altro contro gli interessi della collettività».

An. Bo.