Jentrade / Articui / La Vicìnia
Jentrade/Gnovis
  Leams/Links
"La Vicìnia"
Avrîl dal 2009
 
Gianpietro Menegus, presidente della Regola generale

Un contributo alla conoscenza della secolare cultura sanvitese e cadorina
I NOMI DELLE REGOLE
Il patrimonio toponomastico di San Vito di Cadore

[Gianpietro Menegus, presidente della Regola generale]
Le Regole di San Vito hanno inteso ricostruire e recuperare per quanto possibile i nomi originali dei siti più importanti presenti sul territorio sanvitese. Questa ricerca si è resa doverosa perché questi nomi, in parte scomparsi dalla toponomastica ufficiale odierna, contribuiscono a svelare i segreti di un mondo che oramai è pressoché perduto se non per ciò che ancora resta come patrimonio orale dei nostri anziani.

La sospensione delle pratiche agricole a partire dalla fine degli anni ’50 sul territorio della nostra vallata, ha inesorabilmente segnato l’affievolirsi della conoscenza di quelle complesse relazioni che legavano la popolazione al suo territorio ed il cui rigoroso rispetto era fondamentale per la sussistenza stessa della popolazione.
Questi rapporti, come si intuisce, erano di vitale importanza per un ordinato vivere civile ed una corretta gestione economica/finanziaria delle risorse fornite dal territorio. Tra i vari effetti percepiti di questo mutato rapporto uomo-territorio va sottolineata la graduale perdita di quel patrimonio di nomi, aneddoti e conoscenze talora indispensabili per la vita di allora.
L’attuale generazione rischia di essere indifferente a questo tesoro culturale che è fonte sicura di insegnamenti di valore universale perché pescano nella sapienza secolare di un popolo che è stato in grado di darsi delle regole che gli hanno consentito di sopravvivere per generazioni con dignità e fierezza in un ambiente povero di risorse ed essenzialmente ostile e pericoloso.
I risultati della ricerca sono derivati dall’esame rigoroso delle fonti documentali più attendibili e fornite da quelle persone che per ragioni diverse hanno da sempre praticato il territorio. Questi, poi, sono stati messi a confronto con le varie testimonianze orali ancora presenti ed attinenti un’epoca che per le odierne generazioni appare per lo più sconosciuta.
Naturalmente non è stato un lavoro esente da difficoltà, considerando che spesso la documentazione scritta ha presentato trascrizioni errate e dovute al fraintendimento od all’incomprensione del significato più autentico legato al toponimo in esame.
Non si è avuta la pretesa di trattare in modo definitivo un argomento che per la sua complessità e vastità richiederebbe tempi di indagine maggiori, ma si è mirato soprattutto a far riflettere sull’utilità che assume un’analisi di questo tipo ai fini della riscoperta e della valorizzazione della tradizione locale, con la speranza, inoltre, di aver apportato un contributo alla conoscenza della secolare cultura sanvitese e cadorina.