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"La Vicìnia"
Zenâr dal 2004
 

Le iniziative della Campagna "Acqua Bene Comune dell'umanità"
AGHE DERIT DAL OM
Tal sît www.contrattoacqua.it e je in linie la "Declarazion di Rome" su l'aghe derit dal om. Partint di chel document, il "Comitât talian pal Contrat Mondiâl su l'aghe" (info@contrattoacqua.it)al invide a la mobilitazion ducj i grops teritoriâi e i simpatizants de Campagne aghe. In specialitât si proponisi di tirâ sù adesions a la Declarazion.



Dichiarazione di Roma del 10 dicembre 2003

1. Ancora oggi vi sono al mondo più di un miliardo e quattrocento milioni di persone che non hanno accesso all’acqua potabile e 2,4 miliardi che non hanno accesso ad installazioni sanitarie adeguate, con le conseguenze che 30 mila esseri umani muoiono ogni giorno per malattie dovute all’essenza o cattive qualità dell’acqua e dell’igiene. Eppure : le Nazioni Unite avevano promosso nel 1980 “Il Decennio Mondiale dell’Acqua e dell’Igiene (1981-91) con l’obiettivo di assicurare l’accesso all’acqua per tutti nel 2000 !

2. La comunità internazionale continua a rifiutare il riconoscimento dell’accesso all’acqua come un diritto umano, cioè un diritto universale, indivisibile ed imprescrittibile. Specie dopo la Conferenza Internazionale sull’Acqua di Dublino nel 1993, essa preferisce trattare l’accesso all’acqua come un bisogno essenziale e l’acqua come una materia prima, un bene economico, favorendo cosi le politiche orientate al mercato, alla privatizzazione della gestione dei servizi idrici ed alla mercificazione dell’acqua. Recentemente (novembre 2002), il Comitato delle Nazioni Unite sui Diritti Economici, Sociali e Culturali ha affermato che l’accesso ad una fornitura adeguata di acqua per uso personale e domestico costituisce un diritto umano fondamentale di ogni persona. Nel suo “Commento generale” n°15 sull’attuazione della Convenzione internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali del 1966, il Comitato precisa che “il diritto umano all’acqua è indispensabile per condurre la propria esistenza in condizioni di dignità umana. Esso costituisce un prerequisto per la realizzazione degli altri diritti umani. Purtroppo, il “Commento Generale” non è legalmente vincolante per i 146 Stati che hanno ratificato la Convenzione internazionale. Ciò spiega perché nel marzo 2003 al 3° Foro Mondiale dell’Acqua a Kyoto, gli stessi Stati hanno invece ripetuto nella dichiarazione ministeriale conclusiva che l’accesso all’acqua è un bisogno vitale (e non un diritto) e che l’acqua deve essere considerata principalmente come un bene economico, cui si deve attribuire un valore economico secondo i prezzi di mercato che consentono il recupero del costo totale di produzione (profitto incluso).
Fortunatamente in occasione del Forum Mondiale di Kyoto, la Chiesa Cattolica ha presentato un Documento nel quale ha sostenuto con fermezza che l’acqua è un diritto umano ed ha espresso serie riserve sui processi di gestione delegati al mercato. In questo stesso senso si è espresso anche il Sindacato Internazionale dei Servizi Pubblici.

3. Già in passato, il diritto all’acqua è stato menzionato in atti o decisioni internazionali. La Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, per esempio, fa riferimento all’acqua.

La prima conferenza delle Nazioni Uniti sull’acqua a Mar del Plata nel 1977 ha stabilito che tutte le persone hanno il diritto ad avere accesso all’acqua potabile per soddisfare le loro esigenze fondamentali. La realtà è che i leaders politici, economici e tecno-scientifici dei paesi più ricchi e potenti del mondo – cosi come, spesso, le classi dirigenti dei paesi “in via di sviluppo” – hanno praticato negli ultimi venti anni delle politiche istituzionali, finanziarie, agricole, industriali e commerciali con effetti maggiori devastanti contrari alle sparute dichiarazioni di principi favorevoli al diritto umano all’acqua.

4. Le prospettive non sembrano molto incoraggianti. Da una diecina di anni, le analisi e le previsioni dell’ONU, della FAO, dell’UNESCO, del PNUD, della Banca Mondiale hanno ripetutamente “annunciato”:
- l’aggravamento della “crisi idrica” nel mondo . Nel 2032, a 40 anni dal 1° Vertice Mondiale dell’Ambiente di Rio de Janeiro, il 60% della popolazione mondiale rischia di “ vivere” in regioni caratterizzate da scarsità idrica.
- gravi problemi di approvvigionamento idrico per l’agricoltura in Cina, India e Stati Uniti. In questi paesi, le falde freatiche tendono ad abbassarsi a causa dei prelievi sproporzionatamente eccessivi operati negli ultimi cinquant’anni dall’agricoltura e dall’industria ( energia inclusa)
- la moltiplicazione e l’intensificazione dei conflitti intorno all’acqua per usi alternativi concorrenti tra Stati. Non si parla ormai dell’Acqua che come “oro blu” e si afferma che il XXI secolo sarà il secolo delle “guerre dell’acqua”.

Si tratta di futuri possibili ma inaccettabili

5. Il 2003, è stato l’Anno Internazionale dell’Acqua. Nel momento in cui l’anno volge al termine , ci siamo riuniti – provenienti da varie Regioni del mondo – in nome unicamente della nostra qualità di cittadini perché siamo decisi a far si che quest’anno non resti un anno di celebrazioni altamente retoriche e si concluda con magrissimi impegni politici concreti come è successo al G-8 di Evian nel giugno scorso. I leaders del G-8 avevano annunciato che avrebbero preso degli impegni nel campo dell’acqua : si parlò di triplicare l’aiuto pubblico internazionale per l’acqua e portarlo al livello di 30 miliardi di $ annui. La delusione fu grande : il G-8 si è concluso senza nessuna impegno significativo.

6. Difronte a tale stato delle cose, vogliamo reagire ed invitiamo tutti i cittadini a mobilitarsi attorno ai principi , agli obiettivi in funzione delle seguenti iniziative

affermiamo che :

- il riconoscimento formale del Diritto all’Acqua nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è un passo fondamentale per l’attuazione del Diritto alla vita per tutti
- realizzare il Diritto all’Acqua per tutti è una pre-condizione necessaria per ottenere lo sradicamento totale della povertà nel mondo
- la realizzazione del Diritto all’Acqua per tutti (e non solo per la metà di coloro che oggi non ne hanno l’accesso) entro il 2015 è economicamente possibile. Recentemente (1997), le Nazioni Unite ( in particolare il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo), hanno dimostrato che l’obiettivo dell’accesso all’acqua per tutti entro un periodo di 15 anni è economicamente realizzabile. Riaffermiamo con vigore che l’ostacolo principale alla realizzazione del Diritto Umano all’Acqua non risiede nell’assenza né nell’inadeguatezza delle risorse finanziarie, delle competerne, delle tecnologie.
Queste esistono. Ciò che manca è la volontà politica e le scelte economiche e sociali corrispondenti.

Pertanto sosteniamo che:

- l’esclusione dell’acqua - 55 anni or sono - quale diritto esplicito nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, ha impedito ai cittadini di esercitare delle pressioni efficaci sui Governi ed ha determinato l’affermarsi nelle legislazioni nazionali, di approcci e di gestione fondate sull’acqua come un servizio industriale, un bene economico. Da qui la crescente privatizzazione e la mercificazione dell’acqua.
- è urgente ed indispensabile riconoscere formalmente il carattere di “bene comune pubblico” dell’acqua ed escludere l’acqua dalla categoria dei “ beni e servizi mercantili”. L’acqua non è una merce.
Essenziale ed insostituibile anche per la produzione alimentare ed altre attività commerciale, l’acqua deve essere considerata un bene comune pubblico secondo le regole dell’economia pubblica non mercantile.
- l’acqua ed i servizi idrici non devono essere l’oggetto di negoziati commerciali ma di regole mondiali che definiscono e promuovono una valorizzazione e gestione dell’acqua sostenibile, integrata, giusta e solidale, come bene comune e diritto umano universale.

A tal fine, ribadiamo i seguenti principi

1) L'acqua è una bene comune dell'umanità, appartenente a tutti gli organismi viventi.
2) L'accesso all'acqua è un diritto umano e sociale, individuale e collettivo.
3) Il finanziamento del costo necessario per garantire ad ogni essere umano l'accesso all'acqua, nella quantità e la qualità sufficienti per vivere, è una responsabilità della comunità internazionale.

Conseguentemente proponiamo, fra le tante e numerose azioni e soluzioni indispensabili che si conoscono e sono possibili,che la Giornata Speciale di Roma metta la priorità su sei obiettivi da realizzare nel corso dei prossimi 5 - 10 anni, e cioè :

Primo obiettivo: costituzionalizzare il Diritto all’Acqua

a. nella Dichiarazione Universale dei Diritti umani delle Nazioni Unite
b. nella Carta Costituzionale Europea e nelle Costituzioni dei vari Stati del mondo
c. a livello di comunità locali sotto forma di delibere e negli statuti delle autorità comunali, provinciali e regionali

Secondo obiettivo: trasformare l’ Acqua in strumento di Pace

Attraverso una campagna di firme di comuni, province e regioni, stati occorre sancire un impegno mondiale da pubblicare entro il 2020 per il ripudio dell’uso dell’acqua per fini politici o militari e come strumento di oppressione, di esclusione e di ricatto.

Terzo obiettivo: liberiamo dalla schiavitù i portatori d’acqua

Garantire il diritto all’istruzione entro cinque anni, ai 18 milioni soprattutto di ragazze che nel mondo non possono frequentare la scuola d’obbligo perché costrette a fare i/le “ portatori/portatrici d’acqua” per le famiglie e per il villaggio.

Quarto obiettivo: poniamo fine al pompaggio ed ai consumi devastanti

Ridurre, a livello mondiale, del 40% i prelievi attuali, eccessivamente elevati, per l’agricoltura e per l’industria entro il 2010 ed abbassare al 15% le perdite d’acqua delle canalizzazioni in tutti i paesi sviluppati dell’OCSE.
Ridurre , nei singoli Paesi, gli sprechi ed i consumi di acqua potabile a livello di consumi domestici, sopratutto per uso non potabile
Ripubliccizzare la gestione delle acque minerali e delle sorgenti e fonti naturali
Le economie di risparmio sui consumi, domestici ed produttivi, cosi realizzate, saranno destinate a finanziare progetti per garantire l’accesso all’acqua, nei paesi in via di sviluppo, con il coinvolgimento e la partecipazione delle popolazioni locali.

Quinto obiettivo: Inventare la finanza cooperativa per l’acqua

Creare un fondo cooperativo mutualistico, mondiale, destinato a finanziare interventi per garantire l’accesso all’acqua potabile a livello locali, nazionali e continentali, specie nelle regioni semi-aride e desertiche e nelle grandi metropoli della povertà.

Sesto obiettivo: La democrazia locale per l’acqua

Istituire a tutti i livelli locali (comuni, città, province,regioni, bacini internazionali) dei Consigli dei cittadini, con poteri deliberativi, a sostegno ed in rafforzamento delle istituzioni di democrazia rappresentativa, esistenti o similari, secondo le pratiche e le culture dei vari Paesi.

Roma – Campidoglio – 10 Dicembre 2003 - Giornata Speciale dell’acqua