Jentrade / Articui / La Vicìnia
Jentrade/Gnovis
  Leams/Links
"La Vicìnia"
Avrîl dal 2009
 
La prima serata pordenonese con i professori Furio Bianco e Carlo Lottieri

Problemi e prospettive della Proprietà collettiva in Friuli
AUTOGOVERNO E RESPONSABILITà
Convegno pubblico a Pordenone, martedì 7 aprile

[L. N.]
“Un altro modo di possedere, un altro modo di governare: la Proprietà collettiva in Friuli, problemi e prospettive”: si intitola così il secondo appuntamento della serie “Dalle Vicìnie al Federalismo. Autogoverno e responsabilità”, promossa a Pordenone dall’associazione culturale “Carlo Cattaneo” (www.associazionecattaneo.com/ - associazionecattaneo@yahoo.it).
Martedì 7 aprile, alle 20.30 interverranno al convegno pubblico presso l’Auditorium pordenonese della Regione l’on. Francesco Moro, già vicepresidente del Senato; il dottore di ricerca in geografia, Nadia Carestiato; il presidente dell’Amministrazione dei beni frazionali “Le Prese” di San Giovanni di Polcenigo, Piergiuseppe Bravin; e Fabio Formentin, presidente della “Comunità di Marano”. Condurrà la serata il redattore del periodico “La Vicìnia” (www.friul.net/vicinia.php), Luca Nazzi.


La riflessione sulle Comunità di villaggio e sulle varie forme di demani civici e proprietà collettive, che per secoli hanno caratterizzato gran parte del territorio regionale e che continuano a persistere anche al giorno d’oggi, è stata avviata dallo storico dell’Università friulana Furio Bianco, che è intervenuto il 30 marzo, insieme allo studioso di filosofia giuridico-politica dell’Università di Siena Carlo Lottieri, al primo incontro della serie organizzata dall’associazione Cattaneo.
Secondo una stima per difetto, comunicata alcuni anni or sono dal Difensore civico al Consiglio regionale, ancor oggi le terre civiche interessano almeno il 7% del territorio friulano e del Carso triestino.
Proprietà collettive, ufficialmente riconosciute in base alla legge statale 1766/1927 (che denomina le proprietà collettive “usi civici”) o alla legge regionale 3/1996 (che parla di “comunioni familiari”), sono presenti in 54 Comuni della Regione. Ma sono addirittura 93 i Comuni regionali (su un totale di 219), ove le comunità locali attendono ancora che sia portato a termine l’accertamento degli “usi civici”, previsto tassativamente oltre 80 anni fa dalla legge statale.
Sul problema del riconoscimento dei dominii collettivi interverrà l’ex parlamentare Francesco Moro, che è stato fra i promotori della nascita della Consulta nazionale della proprietà collettiva ed è uno fra i più attivi componenti dell’Intergruppo parlamentare Amici della proprietà collettiva.
La ricercatrice Nadia Carestiato, attiva negli Atenei friulano e padovano, proporrà i suoi studi su “Beni comuni e Proprietà collettive come attori territoriali per lo sviluppo locale”, ispirati alle teorie della politologa americana Elinor Ostrom che, nel celeberrimo volume “Governing the Commons”, ha messo in discussione la dicotomia privatizzazione/socializzazione e contribuito «allo sviluppo di una teoria empiricamente convalidata di forme di azione collettiva che si auto-organizzano e si autogovernano» con esiti particolarmente positivi in contesti di incertezza e scarsità di risorse.
Anche nella nostra regione, infatti, tale «altro modo di possedere» ha dimostrato concretamente che è possibile una gestione delle risorse naturali che superi «la riduttiva concezione del solo “prelievo” e che rappresenti una vera “gestione patrimoniale” di tipo usufruttuario (in base al principio secondo cui la proprietà delle terre civiche appartiene alle generazioni future, in un’ottica di equità intergenerazionale e di rinnovabilità delle risorse)», come sottolineava già nel 1997 il Documento-proposta dei comitati popolari di Arta Terme, Forni di Sotto, Pesariis, Ravascletto e del Carso indirizzato al consiglio regionale e agli enti locali friulani e triestini.
Al convegno di Pordenone interverranno, infine, i presidenti Piergiuseppe Bravin e Fabio Formentin, invitati dall’associazione “Carlo Cattaneo” a presentare due esperienze particolari di amministrazione (in comune di Polcenigo, nella pedemontana pordenonese) e di mobilitazione popolare per ottenere dalle istituzioni pubbliche un effettivo riconoscimento degli storici dominii collettivi (a Marano Lagunare, in Provincia di Udine).