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"La Vicìnia"
Març dal 2009
 
La “Ciasa de ra Regoles” (Casa delle Regole) a Cortina d’Ampezzo (www.regole.it)

Le Regole e il Coordinamento veneto della Consulta ricorrono al Tar
NO AD ESPROPRI COATTI
Dopo la delibera 4070 della Regione sulle nuove centrali idroelettriche

[Stefano Lorenzi, vicepresidente della Consulta nazionale della Proprietà collettiva]
Il Coordinamento Veneto della Consulta nazionale della Proprietà collettiva si è riunito il 13 marzo a Cortina d’Ampezzo, presso la sede delle Regole Ampezzane (www.regole.it), per una riunione straordinaria dei soci.
Le recenti disposizioni regionali nel settore idroelettrico minacciano di intervenire pesantemente sulla proprietà regoliera, attraverso misure di esproprio per pubblica utilità che mal si conciliano con la natura indivisibile della Proprietà collettiva.


Hanno partecipato alla riunione i rappresentanti delle Regole di tutta la Provincia di Belluno, dal Comelico all’Alpago, dal Cadore allo Zoldano, alle comunità regoliere di Colle Santa Lucia, oltre – naturalmente – alle Regole d’Ampezzo.
L’esito unanime dell’incontro ha portato alla decisione di un ricorso al T.A.R. contro la delibera n° 4070 del 30.12.2008 della Giunta regionale del Veneto, ricorso già deliberato dalle Regole Ampezzane e al quale aderiranno in settimana le altre Regole del Bellunese.
Le comunioni familiari ribadiscono la validità degli interventi pubblici nel settore delle energie rinnovabili, in quanto gli obiettivi di tutela ambientale propri degli istituti regolieri sono del tutto compatibili con le forme di sfruttamento del territorio per le energie “pulite”. Ciò che però chiedono le Regole è un maggiore loro coinvolgimento nei processi decisionali nel settore, che interessa prevalentemente il loro territorio: stop alla volontà di esproprio, dunque, e un riconoscimento anche economico ai proprietari dei terreni interessati dalle nuove centraline.
L’acqua, in definitiva, è considerata una risorsa della montagna, e le Regole vogliono che alle comunità locali rimanga il giusto indennizzo in caso di sfruttamento dei torrenti da parte di operatori esterni, affinché alle Regole vengano destinati parte dei benefici economici, poi reinvestiti nella manutenzione dell’ambiente naturale, come da consuetudini e statuti millenari, a vantaggio dell’intera comunità.