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Ravascletto: Annullato il Bando anti Terre civiche
VANNO RICONOSCIUTI PER LEGGE I DIRITTI CHE LA POPOLAZIONE HA SULLA SUA TERRA

[Stefano Plazzotta, consigliere del Comune di Ravascletto]


La Sentenza del Commissario aggiunto agli Usi Civici di Trieste, dottor Vincenzo Sammartano, datata 10 ottobre 2003, era attesa da 8 anni ed Ŕ stata accolta con grande soddisfazione nel Comune di Ravascletto. Tale sentenza revoca ed annulla il Bando-decreto commissariale del 4 dicembre 1995 con cui si disponeva di non doversi procedere al riordino dei Beni di uso civico per il Comune di Ravascletto, come previsto dalla legge 1766 del 1927. Quanto pronunziato dal Commissario Sammartano dÓ ragione al ricorso contro il Decreto d’archiviazione presentato nel ’95 da un nutrito numero di cittadini del Comune e che vedeva quale primo firmatario Orazio Barbacetto di Zovello. Di fatto l’archiviazione avrebbe negato l’esistenza dei diritti d’Uso civico che la gente della Valcalda ha sempre esercitato e che tuttora esercita sulle Terre civiche intestate alle tre frazioni del Comune (Ravascletto, SalÔrs, Zovello).
Le circostanze che portarono al decreto del ’95 si rivelarono da subito un malaugurato equivoco amministrativo e comunque diedero inizio ad un movimento popolare che, “dal basso”, fece prendere coscienza ai cittadini del problema. In crescendo si pass˛ dall’organizzazione di riunioni nelle frazioni all’istituzione di una Commissione comunale “ad hoc” per risolvere il problema e al convegno sulle Terre civiche della montagna friulana organizzato nel ’97, dal quale scaturý un documento unitario d’intenti per gli organi regionali, presentato alcuni mesi dopo a Tolmezzo, che port˛ poi al convegno regionale sulle Terre civiche e le ProprietÓ collettive del Friuli-V. G., organizzato nel ’98 a Villa Manin dall’assessorato regionale alle Autonomie locali.
L’impegno e il lavoro prodotto dal Comitato popolare di allora furono recepiti nelle linee programmatiche delle due liste che si sono presentate alle ultime elezioni comunali e l’opera congiunta di maggioranza e opposizione, almeno su tale problema, ha portato a questo positivo risultato.
Le Terre collettive e i diritti ad esse collegati sono saliti alla ribalta delle cronache italiane in quest’ultimo anno anche per un disegno di legge presentato in Senato e ritornato per fortuna in commissione per la decisa presa di posizione di diverse realtÓ del tessuto politico-sociale nazionale, che sarebbero state spazzate via, in un colpo solo, nonostante queste realtÓ amministrative siano presenti e operanti proficuamente in molte parti d’Italia, dal Trentino alle isole, nonostante siano tutelate dalla Costituzione italiana e finanziate dalla ComunitÓ europea, in quanto forme di gestione del territorio diretta e ottimale nella salvaguardia ambientale, geologica e naturalistica.
Oggi, fortunatamente, uno strumento come internet ci porta a conoscenza anche delle rivendicazioni e delle battaglie di tanti popoli della Terra che si vedono negare i loro diritti sulla propria terra da dittatori o politicanti di turno che poi, naturalmente, concedono l’onore di sfruttare le tante ricchezze di questi paesi a chi si compra il diritto, in barba alle popolazioni legittime titolari.
Ravascletto, 1.12.2003