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"La Vicìnia"
Dicembar dal 2008
 
Il Senato della Repubblica, ove è stato presentato il disegno di legge della Consulta

Consulta nazionale della Proprietà collettiva
UN ANNO IMPEGNATIVO
La relazione del segretario generale

[Stefano Barbacetto]
Nel 2008, la Consulta nazionale della Proprietà collettiva ha intensificato la propria attività in ambito politico-legislativo, organizzativo e divulgativo.
L’opera svolta è stata sintetizzata dal segretario Stefano Barbacetto, nel corso della quarta assemblea generale, svoltasi a Trento il 20 novembre.
Pubblichiamo integralmente il documento.


Riferisco, come ormai è consuetudine, sull’attività svolta dalla Consulta nel 2008 nei diversi ambiti, politico-legislativo, organizzativo e di divulgazione ad essa riservati dallo Statuto. La sintesi sarà maggiore rispetto agli anni scorsi, vista la diversa collocazione oraria e la necessità di dar parola ai Vicepresidenti delle singole Regioni per il denso resoconto delle loro attività a livello regionale.
1. Come da mandato dell’Assemblea del 16 novembre 2007, la Consulta ha presentato ad un nucleo di senatori la proposta legislativa, approvata in quell’occasione, e predisposta dai professori Pietro Nervi, Paolo Grossi, Vincenzo Cerulli-Irelli.
Il testo, che è stato perfezionato grazie alle osservazioni dell’Assemblea, è stato affidato a due parlamentari di maggioranza sensibili alla materia, il sen. Bettamio ed il sen. Stiffoni; inserito nel sistema informativo interno del Senato della Repubblica, esso è aperto alle sottoscrizioni di altri parlamentari. È quindi fondamentale la sensibilizzazione, da parte nostra, di tutti gli Amici della proprietà collettiva: la possibilità di una discussione dipende dal numero e dalla composizione dei sottoscrittori, che auspichiamo provengano da tutte le parti politiche.
2. La Consulta s’è adoperata, per ora senza esito, per una modifica legislativa di portata minore, ma comunque non trascurabile: l’Imposta Comunale sugli Immobili colpisce tuttora i fondi agricoli di proprietà collettiva, siti in zone non montane, qualora siano gestiti da soggetti diversi dai Comuni. Le modifiche da noi proposte non sono state ancora approvate; è necessaria anche qui una sensibilizzazione maggiore dei nostri rappresentanti in parlamento, per la quale si chiede l’aiuto di tutti.
3. Ha ottenuto invece un bel successo, sul piano legislativo, l’azione intrapresa a livello nazionale perché la riforma della Legge sui parchi naturali della Regione Piemonte rispettasse le peculiarità della Partecipanza dei Boschi di Trino Vercellese, singolare – benché non unico – esempio di proprietà collettiva di pianura a regime privatistico (categoria, e anche questo è un sintomo, sin qui ignorata dalla nostra legislazione). L’azione s’è sviluppata in più fasi, una di solidarietà “militante” tra comunità e dei singoli (una petizione di sapore antico, accompagnata però da una raccolta d’adesioni per fax e posta elettronica), una di trattativa politica, affidata ai rappresentanti della Partecipanza, ed infine in un incontro al vertice, avvenuto a Palazzo Lascaris a Torino, tra i rappresentanti della Consulta, la presidente Bresso e l’assessore De Ruggero, oltre a varî consiglieri regionali. L’incontro è stato franco e cordiale e la proposta è stata accolta, con particolare soddisfazione di tutti anche per la buona copertura mediatica offerta dalla stampa e dalle televisioni piemontesi. Si tratta, insomma, di un evento da ricordare e di una buona pratica da tener presente in futuro, visto l’orientamento non sempre condivisibile delle legislazioni regionali, dovuto, anche, ad una scarsa visibilità dei titolari di demani civici ed altre forme di proprietà collettiva.
3. È proseguito, passando dal piano legislativo a quello più strettamente politico, il lavoro di sensibilizzazione che ha portato a costituire l’intergruppo dei parlamentari Amici della proprietà collettiva. Le recenti elezioni politiche, però, hanno portato un discreto avvicendamento ed il numero totale di Amici in carica è sceso; si rinnova, quindi, l’invito a ciascuno a sensibilizzare i rappresentanti della propria circoscrizione.
Al momento gli Amici in carica sono: On. Emerenzio Barbieri; Sen. Giampaolo Bettamio; On. Vannino Chiti; Sen. Sergio Divina; Sen. Claudio Molinari; Sen. Oskar Peterlini; On. Ermete Realacci; On. Ettore Rosato; Sen. Albertina Soliani; Sen. Helga Thaler Außerhofer; On. Roberto Antonione; On. Dario Franceschini; On. Maurizio Paniz; Sen. Carlo Pegorer; Sen. Emanuela Baio.
4. La Consulta si è messa a disposizione (e ha accolto con gioia la disponibilità) del documentarista Mario Veronica, che ha girato in lungo e in largo il Paese per la realizzazione di un filmato divulgativo sulla proprietà collettiva in Italia, destinato nella forma breve alla trasmissione televisiva Geo & Geo, e in una forma più lunga ad una proiezione autonoma. Si tratta, e non abbiamo dubbi, di un’opera di estrema importanza, di cui si sentiva il bisogno; e, quindi, di un fatto di grande importanza per la nostra missione istituzionale, volta ad aumentare le conoscenze, a ottenere il rispetto, ed a suscitare curiosità ed attenzione nelle mille comunità che, nelle nostre Regioni, hanno dimenticato i propri diritti.
5. Il Comitato direttivo si è riunito, nello svolgimento delle sue funzioni, per tre volte: a Torino in aprile, a Parma in luglio e a Cortina d’Ampezzo in ottobre. Nell’ambito della sua molteplice attività è stata intrapresa un’indagine conoscitiva sulle comunità associate, alle quali, secondo un modello già sperimentato per il Veneto, è stato chiesto di compilare un modulo informativo con indicazione dell’estensione dei beni amministrati, della loro qualità agraria, del numero dei partecipanti (censiti/regolieri/cittadini…) titolari di diritti, dei dipendenti e dell’ammontare dei redditi dall’ultimo bilancio approvato.
Questo è un primo abbozzo di una più vasta ricerca sulle dimensioni del fenomeno dei beni d’uso comune in Italia; ciò di cui, per ora, vogliamo disporre è una valutazione economica e naturalistica della proprietà collettiva “consapevole”, ossia già associata alla Consulta, che sarà la base di futuri scambi d’informazione anche a livello gestionale.
6. Nell’ambito organizzativo, anticipo qui – ma ce ne occuperemo più avanti, secondo l’Ordine del giorno – la richiesta d’adesione alla Consulta di un Coordinamento per la Regione Basilicata costituitosi nello scorso mese d’agosto, che qui saluto nella persona del geom. Michele Labriola.
7. Concludendo, ricordo la partecipazione di rappresentanti della Consulta a numerosi convegni ed incontri sulla materia che ci sta a cuore; particolarmente significativa, a mio avviso, la partecipazione, nel mese di maggio, al rito di sorteggio delle quote della Partecipanza agraria di Villa Fontana.
Per quanto riguarda i programmi futuri, oltre a proseguire quanto sin qui svolto, vorrei menzionare, per un istante, una proposta approvata dall’ultimo direttivo. Viste le difficoltà e l’ostilità che i demani civici e le altre proprietà collettive incontrano in molte Regioni, sul piano simbolico abbiamo chiesto un incontro al Capo dello Stato: al presidente della Repubblica, rappresentante dell’unità dell’ordinamento giuridico e ideale continuatore della figura del Re al quale, un tempo, era affidata la tutela ultima dei diritti collettivi contro i varî baroni che ne mettevano in pericolo l’esistenza.