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"La Vicìnia"
Novembar dal 2008
 
Casoni nella laguna di Marano (la foto è tratta dall’opuscolo della “Festa della Comunità di Marano” del 2007)

Un nuovo intervento da Grado per scongiurare un progetto pericoloso
ALBERGO DIFFUSO E LAGUNA NON POSSONO CONVIVERE
Prende posizione l’associazione “Grado Nostra”

Anche l’associazione “Grado Nostra” prende apertamente posizione contro il progetto di “Albergo diffuso” nella laguna di Grado, tentando di incrinare il “silenzio stampa” imposto alle voci contrarie o critiche sull’impattante progetto.
A firma del presidente Augusto Cesare Marocco è uscita sul settimanale goriziano “Voce isontina” dell’8 novembre una lettera al direttore, che controbatte le tesi esposte in un articolo di Leonardo Tognon sullo stesso periodico il 1° novembre (“Albergo diffuso in laguna. La novità per la prossima Stagione turistica”).
Già in passato la Lista verde per Grado aveva espresso aperta opposizione (come testimoniano i documenti pubblicati da questo sito nel febbraio 2008 e nel settembre 2007), sottolineando i pericoli non solo per l’ecosistema ambientale ma anche per l’antico patrimonio collettivo della laguna e per i suoi usi civici.


Laguna ed albergo diffuso

Leggo sulla scorsa Voce, in cronaca di Grado, un articolo a tutta pagina che preannuncia per la laguna il cosiddetto albergo diffuso che – si dice – «ha già riscosso grande successo nelle zone montane della regione». La Regione elargirà i contributi e anche il Comune stanzierà qualcosa, a parte che la montagna non è la laguna. Ma non è questo il punto.
Nell’articolo si promuove l’iniziativa per Grado asserendo (excusatio non petita) che essa si basa «sulla centralità della persona, il rispetto dell’ambiente, l’autenticità dei luoghi, il rispetto della cultura e delle tradizioni locali». E aggiunge che rappresenta «un vero e proprio programma di gestione territoriale che consente di valorizzare l’originalità ambientale e culturale dei territori».
Siccome ci sono dei contributi, uno potrebbe dire che l’idea di chiedere l’albergo diffuso nella laguna di Grado venga da una certa politica, anche questa in passato “diffusa”, di operare innanzitutto per non “perdere” i contributi delle leggi regionali. Ma non è così, o non è solo così, per quanto riguarda il “bene unico, inestimabile” della laguna di Grado.
È sotto gli occhi di tutti che l’isola scoppia di cemento verticale e orizzontale. Perciò diventano sempre più forti e determinate le velleità di “allargare” in laguna la nostra cittadina. E questo “albergo diffuso” altro non può rappresentare se non l’incipiente urbanizzazione della laguna stessa. Non a caso sono sorte in concomitanza altre due iniziative, entrambe per realizzare in laguna dei parcheggi. E sulla stampa questi indirizzi per incominciare ad usufruire della laguna risultano esaltati. Il che appare anche più evidente poiché, contestualmente, vengono vanificate ed addirittura oscurate le motivate prese di posizione contrarie come quelle dell’associazione “Grado Nostra” che ho il compito di presiedere.
E quindi ipotizzare oggi l’urbanizzazione della laguna sta procedendo senza “intoppi” anche sulla stampa. Tentativi di “cogliere” la laguna ci furono anche in passato, ma ci furono anche, fortunatamente, sia a Grado che a Gorizia soprattutto, a Trieste e anche a Udine, persone e personalità che hanno aiutato Grado a salvaguardare la sua preziosa natura “unica e inestimabile” della laguna. Spero che qualcuno venga allo scoperto anche in questa occasione. Per la cronaca il primo tentativo fu un progetto negli anni Settanta per realizzare una piantumazione di latifogli sul Banco d’Orio: venne scongiurato sul nascere per le decise prese di posizione politiche e delle associazioni locali, quelle studentesche in primo piano. A far arenare il secondo tentativo, un parcheggio nella località palustre della Pampagnola, contribuirono in prima persona anche dei comuni cittadini con reiterati interventi ospitati allora, al contrario di oggi, sulla stampa locale.

Augusto Cesare Marocco
Voce isontina, 8 novembre 2008