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"La Vicìnia"
Novembar dal 2008
 

L’Amministrazione frazionale potenzierà l’utilizzazione in “economia diretta” delle sue proprietà
PESARIIS: LA COMUNITà RINASCE INSIEME AL SUO BOSCO
Con i finanziamenti regionali della legge 26/2005 per l’innovazione nella filiera foresta-legno

[L. N.]
La Proprietà collettiva di Pesariis, in comune di Prato carnico, si appresta a potenziare ulteriormente l’utilizzazione in “economia diretta” dei propri boschi, garantendo nuovo impulso allo sviluppo della comunità.
Un progetto da 90 mila euro per il rilancio del borgo come punto di riferimento «per una gestione economica produttiva delle risorse ambientali locali» è stato finanziato dalla Regione, con un contributo pari al 95% della spesa prevista, in base all’articolo 16 della legge 26/2005 “Interventi a favore dell’innovazione nel settore della filiera foresta-legno”.
Nella graduatoria per l’assegnazione dei finanziamenti, stilata dagli uffici regionali, l’Amministrazione frazionale della Val Pesarina presieduta da Emilio Cleva si è classificata al primo posto.


Intitolato “Studio teso all’ottimizzazione dei processi produttivi nell’ambito di una filiera legno-energia”, il progetto ha totalizzato 163,35 punti, distanziando la Società agricola Utilia di Forni di Sotto (117,10 punti), il Consorzio Boschi carnici (109 punti) e la società cooperativa Legno servizi di Tolmezzo (100,80) e l’Associazione degli imprenditori boschivi del Friuli-V. G. Aibo (che ha piazzato due progetti al 5° e al 6° posto, rispettivamente con 95,5 e 82,45 punti). Lo studio della Proprietà collettiva di Pesariis avrà come responsabile Delio Strazzaboschi e come coordinatore tecnico Verio Solari.
Due gli obiettivi che si propone il progetto finanziato. In primo luogo punta a definire «una forma sostenibile di utilizzazione forestale che, nel rispetto delle peculiarità ambientali del territorio di proprietà, massimizzi gli aspetti positivi legati alla scelta di operare nella forma dell’economia diretta, al fine di valorizzare la risorsa umana, i ricavi economici e sociali». In secondo luogo mira ad ottimizzare il «processo produttivo della legna da ardere per il soddisfacimento dell’uso civico».
Negli ultimi tre anni, avviando un’attività di impresa forestale finalizzata alla cura dei propri boschi (su un territorio di mille e 600 ettari, di cui 800 di bosco di produzione sostenibile certificata Pefc), l’Amministrazione frazionale di Pesariis ha introdotto elementi innovativi e dirompenti, in un panorama economico e sociale altrimenti statico, e ha ottenuto esiti «assolutamente in linea con la programmazione generale del settore forestale».
Fra i principali risultati finora conseguiti, vi è il rilancio delle utilizzazioni forestali, con una particolare cura agli aspetti ambientali. «Non avendo l’assillo della produttività ad ogni costo – spiega il curatore del progetto, Delio Strazzaboschi, che per conto del Coordinamento regionale è anche responsabile del Progetto di assistenza gestionale per l’intero comparto della Proprietà collettiva in Friuli e sul Carso triestino –, la squadra boschiva dell’Amministrazione frazionale di Pesariis può dedicarsi anche ad attività di sistemazione delle formazioni boscate e delle aree rurali adiacenti alle stesse con una cura che si può definire “d’altri tempi”. Oltre alle utilizzazioni ordinarie, si è iniziato a curare la manutenzione delle aree riparali, delle giovani formazioni forestali e il recupero degli schianti isolati, che nessuna impresa avrebbe la convenienza di utilizzare».
L’iniziativa, inoltre, ha contribuito ad elevare l’occupazione locale in un settore tradizionalmente trascurato, talvolta addirittura abbandonato. Le conseguenti attività hanno così contribuito alla rivitalizzazione del paese e della comunità locale. «In particolare durante il periodo autunnale di consegna della legna da ardere – spiega Strazzaboschi –, la popolazione ha una percezione diretta della presenza di questa nuova iniziativa, grazie alla quale l’attività di produzione e distribuzione della legna da ardere agli aventi diritto è stata recuperata, rilanciando in un’ottica innovativa l’uso civico».
Questa azione – spiegano i responsabili del progetto – permette a tutti i residenti di «godere di un diritto che stava andando in disuso, a causa della mancanza di economicità e delle speculazioni che si erano innescate negli ultimi anni. In questo modo, il rilancio dell’uso civico, con la produzione di legna da ardere a scopo familiare, si inserisce a pieno titolo nella filiera legno-energia».
La definitiva affermazione di tali pratiche, grazie al progetto finanziato dalla Regione, potrà giovarsi della messa a punto di innovative metodologie operative, «arrivando a definire procedure e tecnologie per una gestione ottimale dei boschi di conifere e delle faggete di proprietà».
In questo ambito, sono stati definiti due obiettivi specifici: «ricerca della funzionalità e produttività nel processo produttivo in economia diretta (forme sostenibili di utilizzazione forestale)» e «innovazione tecnologica per l’ottimizzazione del processo produttivo della legna da ardere per uso civico». Tali scopi saranno perseguiti mediante l’individuazione e lo studio dei cicli produttivi utilizzabili, l’impostazione di cantieri sperimentali e l’analisi dei costi, dei ricavi e delle funzionalità.
L’Amministrazione frazionale di Pesariis si è impegnata a rendere liberamente disponibili i risultati derivanti dalla ricerca. Il lavoro, pertanto, sarà prodotto in forma cartacea e multimediale e verrà presentato a tutti i soggetti del comparto legno-energia delle valli Degano e Pesarina (comuni di Comegliàns, Forni Avoltri, Ovaro, Prato Carnico, Ravascletto e Rigolato), nonché al Coordinamento regionale della Proprietà collettiva (92 soggetti per 40 mila ettari di terreni). Testi ed immagini saranno poi diffusi in formato digitale su Internet, mediante l’inserimento del progetto sul sito dell’Amministrazione (www.pesariis.it) e su quello delle Proprietà collettive regionali (www.terrecollettivefvg.it).
I risultati di progetto saranno infine presentati all’annuale Riunione scientifica sulle Proprietà collettive italiane, a cura del Centro studi e documentazione sui Demani Civici e le Proprietà collettive dell’Università di Trento (www.jus.unitn.it/usi_civici).