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"La Vicìnia"
Lui dal 2008
 
La bandiera nera assegnata al Comune carnico di Sutrio

Il sindaco di Sutrio, Sergio Straulino. Nel programma della sua lista, in vista delle elezioni del 2004, aveva scritto: «Se (l’uso civico) diventa, come è avvenuto, uno strumento di divisione piuttosto che un elemento di coesione, finisce col disperdere il proprio potenziale e, ciò che più deve preoccupare, col creare una serie di steccati e fratture che si frappongono alle dinamiche di sviluppo»
Il Comune di Sutrio di nuovo sotto accusa
TERRA DI CONQUISTA PER LO SKI-BUSINESS

Il dossier di Legambiente “La Carovana delle Alpi - Bandiere nere - Ferite aperte nel territorio alpino” lancia un nuovo grido di allarme sulle politiche adottate in Friuli per rincorrere un improbabile “ski-business”.
Come particolare esempio negativo, viene indicato il progetto di Villaggio turistico sul monte Zoncolan, che completerebbe un’opera di devastazione di cui ha già dovuto fare le spese anche la Proprietà collettiva di Priola e Noiariis (in particolare per quanto riguarda l’intervento sul monte Tamai).
Contestualmente all’assegnazione della “Bandiera nera” di Sutrio, resa pubblica il 25 luglio a Udine, è giunto un significativo riconoscimento all’opera dell’Amministrazione frazionale di Pesariis.
La Proprietà collettiva della Val Pesarina (www.pesariis.it) è stata segnalata per la gestione corretta dei propri beni e per lo sviluppo di un’economia attenta al patrimonio territoriale.
Riproduciamo integralmente il capitolo del dossier di Legambiente dedicato agli scempi sullo Zoncolan, rinviando per le altre questioni aperte fra amministrazione comunale e Proprietà collettiva ai precedenti articoli del nostro sito.


Bandiera Nera al Comune Di Sutrio

Motivazioni: per l’adozione da parte del Consiglio comunale di una variante urbanistica che prevede la realizzazione di un villaggio turistico sul monte Zoncolan, attorno alla stazione di partenza degli impianti sciistici.

DESCRIZIONE
Il Friuli-V. G. si conferma terra di conquista per lo ski-business, che qui non ha mai “sfondato” negli anni d’oro dello sci per una serie di ragioni (bassa quota della località, forte concorrenza di poli sciistici delle vicine stazioni dolomitiche e austriache) che restano valide tutt’ora.
Ma, dal momento che questa regione non ha saputo sviluppare forme di turismo diverse, prova a scaldare la vecchia minestra delle provvigioni pubbliche e della speculazione immobiliare. Ad essere a rischio è l’aspettativa di un originale progetto di sviluppo per la Carnia.
«Sutrio è uno dei più incantevoli e antichi borghi della Carnia, oggetto di un rinnovamento architettonico e paesaggistico grazie alla cura e all’amore dei suoi abitanti per la tradizione e la cultura locale»: così viene descritto questo paese della Valle del But sui siti internet che parlano dell’Albergo Diffuso, un pregevole intervento con l’obiettivo di recuperare il patrimonio architettonico tipico, ricavando residenze nelle quali ospitare per brevi soggiorni, vacanze, seminari durante tutto l’anno i “viaggiatori del terzo millennio”.
Sutrio è anche uno dei Comuni del Monte Zoncolan, la montagna resa celebre dalle piste da sci, ma soprattutto dalla durissima salita inserita in alcune tappe del Giro d’Italia.
Da decenni a Sutrio si parlava però anche della costruzione di un villaggio turistico in quota, attorno alla partenza delle seggiovie dello Zoncolan. A fine anni ’80 si diceva che, per essere al passo con i tempi, bisognava copiare il modello delle stazioni turistiche integrate francesi, in voga nel decennio precedente: grandi condomini autosufficienti e isolati rispetto ai paesi di fondovalle, costruiti a ridosso delle cime più elevate, dove l’uomo in passato non aveva mai abitato se non durante il periodo estivo per l’alpeggio.
Fortunatamente, questi esempi, che hanno fatto solo la fortuna degli speculatori edilizi e hanno lasciato ben poco, in termini di sviluppo economico, alle popolazioni locali, da noi non sono mai stati presi sul serio (e nella loro terra d’origine, in Francia, stanno fallendo uno dopo l’altro).
In controtendenza con quello che sta avvenendo in tutto l’arco alpino, dove, sulla spinta dei cambiamenti climatici, ci si sta attrezzando per trovare delle alternative allo sci, adesso però rispuntano progetti nati “vecchi”.
Il 24 luglio dello scorso anno il Consiglio Comunale di Sutrio, con i voti della sola maggioranza, ha adottato una Variante urbanistica per realizzare 1650 posti letto sullo Zoncolan, con tanto di alberghi, chalet, un centro commerciale e un centro fitness: un altro paese, insomma, che sorgerebbe attorno alla stazione di partenza degli impianti sciistici, a 1350 metri di altitudine. 1650 posti letto in un Comune che complessivamente raggiunge 1400 abitanti: un rapporto quasi otto volte superiore a quello della media della Carnia.
A preoccupare, naturalmente, sono le conseguenze di una simile cementificazione, l’impatto sul paesaggio, la carenza di disponibilità idrica, l’inevitabile contrasto tra questo tipo di insediamento e il recupero di posti letto nelle abitazioni esistenti sul fondovalle (Progetto “Albergo Diffuso”) che interessa, oltre a Sutrio, anche altri Comuni.
In futuro ci attendono inverni sempre più caldi e con sempre meno neve.
A lungo termine, secondo gli esperti, sopravviveranno solo quelle località turistiche che considereranno la natura e il paesaggio il loro principale “capitale”, come sta avvenendo nelle montagne francesi dove è in corso un processo di profonda riconversione turistica.
Perché non seguiamo l’esempio dei francesi, questa volta?