Jentrade / Articui / La Vicìnia
Jentrade/Gnovis
  Leams/Links
"La Vicìnia"
Lui dal 2008
 
Proprietà collettive della Valcanale
UNA SEDE PER IL CONSORZIO VICINALE DI UGOVIZZA

[Alessandro Cesare]
Il quotidiano “Messaggero Veneto”, domenica 27 luglio, ha pubblicato un servizio in cui il Consorzio vicinale di Ugovizza lamenta di non aver ancora ricevuto i fondi offerti all’indomani dell’alluvione del 2003 per la ristrutturazione della propria sede.
Riproduciamo integralmente tali articoli, intitolati “Alluvione 2003, mai consegnati i fondi della Slovenia”


A cinque anni dall’alluvione dell’agosto 2003, i fondi della solidarietà donati dalle associazioni e dai cittadini della Slovenia, e raccolti dal Centro culturale sloveno della Valcanale “Stella Alpina - Planika” non sono ancora stati distribuiti. A denunciarlo sono i componenti del Consiglio del Consorzio vicinale di Ugovizza, realtà a cui queste risorse sarebbero dovute andare per la ristrutturazione della loro sede. Per spiegare la situazione, il presidente del Consorzio Daniele Zelloth e i consiglieri Mariella Preschern, Raffaella Preschern, Giovanni Preschern, Rudi Schnabl hanno scritto una lettera esprimendo tutto il loro rammarico.
«Tra i tanti enti, associazioni pubbliche e private, popolazione civile che accorsero in nostro aiuto dopo l’alluvione, ci furono anche le realtà slovene al di qua e al di là del confine, che contribuirono con raccolte di denaro, mangimi per gli animali, fieno e legna. Una generosità di cui siamo e saremo sempre grati».
«La principale organizzazione degli sloveni nella Valcanale, il Centro culturale sloveno Stella Alpina, Planika – spiegano i componenti del Consorzio di Ugovizza – aveva organizzato una vasta sottoscrizione chiamata “Aiuto agli alluvionati della Valcanale”». Tutti gli interessati potevano fare un gesto di generosità offrendo il proprio contributo nelle banche del Friuli-V. G. e le offerte erano state numerose, tanto da sfiorare 150 mila euro. Soldi che però, come mettono in luce i consiglieri del Consorzio vicinale di Ugovizza, non sono ancora stati consegnati: «Ancor oggi nessuno ha fornito un qualche resoconto del denaro raccolto per gli alluvionati, nemmeno il principale esponente degli sloveni della Vacanale il quale, per iscritto, aveva promesso di devolvere il ricavato delle sottoscrizioni al Consorzio Vicinale di Ugovizza per la ristrutturazione del fabbricato, gravemente danneggiato dall’alluvione, che è sempre stato e sarà in uso a tutte le associazioni e manifestazioni paesane».

«I soldi serviranno per altre iniziative»

L’Associazione “Stella Alpina - Planika” risponde alle accuse mosse dal Consorzio vicinale di Ugovizza ribadendo come i soldi raccolti attraverso la sottoscrizione siano a disposizione per iniziative in campo culturale e sociale, meglio se sviluppate nel settore giovanile, con il coinvolgimento del Centro culturale Planika.
«Dopo l’alluvione la nostra Associazione – spiega il presidente Rudi Bartaloth – si adoperò immediatamente a favore del territorio colpito con la richiesta al Governo, alla Protezione civile e al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco della Slovenia per un intervento umanitario a Ugovizza.
Nel 2004 fui contattato dal presidente del Consorzio vicinale di Ugovizza che ci richiedeva informazioni circa la possibilità di poter usufruire dei fondi raccolti per la popolazione alluvionata. Ci sembrò – aggiunge Bartaloth – una possibilità percorribile in quanto sarebbe stato difficile adottare dei criteri di suddivisione della somma tra la popolazione di Ugovizza, anche perché non tutte le famiglie avevano subito danni. Ci rendemmo disponibili a tale operazione con termini e condizioni da stabilire». Tra queste, la possibilità di poter usufruire di alcuni spazi della rinnovata sede del Consorzio per le attività dell’Associazione, che si occupa di insegnare e trasmettere la lingua e la cultura slovena tra i giovani della Valcanale. In particolare l’accordo prevedeva una metratura di circa 120 metri quadrati per aule per le lezioni, biblioteca, cineteca e allestimento museale.
«Nel novembre 2004 però – precisa Bartoloth – ci è stata consegnata una proposta di comodato che non prevedeva alcune delle nostre richieste ma contemplava solamente l’uso esclusivo di una stanza di 20 metri quadrati, di una biblioteca e di una stanza pluriuso insieme a un altro ente, oltre che un comodato d’uso a tempo determinato di soli 20 anni non rinnovabile».
Per Planika quindi non sussistono più le condizioni per far andare in porto l’accordo e con tutta probabilità i soldi della solidarietà saranno destinati ad altre iniziative.

Messaggero veneto
27 luglio 2008