Jentrade / Articui / La Vicìnia
Jentrade/Gnovis
  Leams/Links
"La Vicìnia"
Lui dal 2008
 
La locandina del convegno, organizzato con il sostegno della Consulta nazionale della proprietà collettiva

Presentato a Cortina uno studio di Elisa Tomasella e Antonio Ciaschi
TERRENI AGRICOLI, BOSCHI E PROPRIETà COLLETTIVE
Occorre orientare la gestione del territorio attraverso l’uso di nuove tecnologie

[Stefano Lorenzi]
È stato presentato il 22 luglio, presso la sala cultura “Don Pietro Alverà” di Cortina d’Ampezzo, il libro “La montagna e il diritto – Terreni agricoli, boschi e proprietà collettive: elementi geografici e giuridici” di Elisa Tomasella e Antonio Ciaschi, edito dall’Ente italiano per la montagna con il patrocinio delle Regole di Ampezzo e del Parco naturale delle Dolomiti d’Ampezzo.
Attenta la partecipazione del pubblico – circa 50 persone – fra le quali molti amministratori di Comuni e Regole del Bellunese, Regolieri ed esperti di diritto.


L’autrice Elisa Tomasella ha illustrato il suo libro e le diverse problematiche affrontate nel corso della sua stesura. Si tratta, infatti, di uno studio scientifico sulla realtà della montagna di oggi, con particolare riguardo alle proprietà collettive e alle tecniche di gestione di boschi e pascoli.
Dalle pagine del libro, raccontate e sintetizzate dall’autrice, emerge un messaggio forte rivolto agli amministratori dei vasti territori naturali della nostra provincia, affinché si continui nella tutela del territorio, orientandosi però verso un ritorno alla produttività a beneficio delle comunità regoliere. Se un tempo la raccolta della legna, l’uso dei pascoli e il taglio del bosco era vitale per l’economia delle famiglie di montagna, oggi le necessità delle persone sono differenti e gli istituti regolieri sono diventati sempre più imprese forestali o agricole.
Il territorio naturale, protetto e difeso dagli antichi statuti e dalle consuetudini, ed oggi tutelato anche dalla legge, può avere – secondo Tomasella – un ruolo nella produzione e nella diffusione di energie rinnovabili quali le biomasse, le fattorie eoliche, gli impianti idroelettrici, ecc. Orientare la gestione del territorio attraverso l’uso di nuove tecnologie significa dare una speranza di lunga vita alle istituzioni regoliere, che altrimenti rischiano di non avere un’economia sufficiente per la loro attività e la loro sopravvivenza.
Ricco è stato anche il dibattito che ha seguito la presentazione del libro, dove si è riflettuto sul rapporto che oggi hanno le persone con la montagna e i suoi frutti: sempre meno sono coloro che raccolgono la legna nei boschi o che usano i pascoli per il bestiame. La conseguenza, su cui gli interventi del pubblico hanno messo l’accento, può essere un progressivo allontanamento dei Regolieri dalla proprietà collettiva, che rischia di trasformarsi in un’istituzione a tutela del territorio separata dagli interessi della popolazione.
Ha partecipato all’incontro anche Luigi Olivieri, commissario dell’Eim, il quale ha sottolineato come sia stata la proprietà collettiva a garantire la sopravvivenza delle genti di montagna nei secoli e come, anche oggi, questo tipo di provata gestione condivisa del territorio garantisca un modello di sviluppo sostenibile dell’ambiente, a beneficio sia di chi lo vive sia dell’intera collettività.