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In gioco l’integrità delle terre indigene brasiliane
INDIANI MAKUXI E WAPIXANA IN ITALIA
La campagna intrapresa dai popoli di Raposa-Serra do Sol è intitolata “Anna Pata, Anna Yan” (Nostra Terra, Nostra Madre), e sta ricevendo adesioni e ampia solidarietà da tutta la società civile e dal mondo politico

Due Indiani brasiliani sono arrivati il 29 giugno in Italia alla disperata ricerca di aiuto per salvare la loro terra ancestrale. Jacir José De Souza (membro fondatore del Consiglio Indigeno di Roraima (Cir), una delle organizzazioni indigene più influenti del Brasile) e Pierlângela Nascimento Da Cunha (coordinatrice del Consiglio degli insegnanti indigeni di Roraima (Opirr), che appartengono rispettivamente ai popoli dei Makuxi e dei Wapixana, sono in Europa dal 17 giugno in un tour de force che li ha già portati in Spagna, Regno Unito, Francia e Belgio. Dopo l’Italia partiranno alla volta del Portogallo.

Le loro tribù – rende noto Survival International Italia –, insieme a quelle degli Ingarikó, dei Taurepang e dei Patamona, sono sotto attacco da parte di coloni e agricoltori brasiliani. Il 5 maggio, alcuni sicari mercenari hanno sparato e gettato bombe contro una comunità makuxi ferendo 10 persone, tra cui alcuni bambini (per vedere il drammatico filmato dell’attacco: http://italia.survival-international.org/news.php?id=3093).
I Makuxi, i Wapixana e le altre tre tribù, hanno lottato per oltre 30 anni per ottenere dal governo brasiliano la protezione del loro territorio, noto come Raposa Serra do Sol, una spettacolare distesa di foresta tropicale, savane, montagne e maestose cascate.
Iniziato negli anni ’70, il processo di demarcazione è passato prima attraverso l’identificazione dell’area indigena da parte del Funai che, nel 1993, gli ha assegnato le dimensioni attuali. Durante la presidenza di Fernando Henrique Cardoso, nel 1998, il territorio è stato demarcato fisicamente e amministrativamente. Nel 2005, dopo il rigetto di tutti gli appelli legali intentati dai coloni, Raposa è stata finalmente riconosciuta dal presidente Lula.
Nonostante la demarcazione sia avvenuta nel pieno rispetto della costituzione, un gruppo di potenti imprenditori agricoli, che occupano una vasta parte del territorio, rifiuta di lasciare l’area e continua a minacciare e trattare gli Indiani con estrema brutalità nel tentativo di avere la meglio.
Il governo dello stato di Roraima sostiene i coloni e si è appellato alla Corte Suprema del Brasile contestando la demarcazione di Raposa come terra indigena e chiedendo la riduzione della sua dimensione.
La sentenza è attesa nel mese di agosto.
Se la Corte dovesse esprimersi a favore degli imprenditori agricoli, gli Indiani perderebbero la maggior parte delle loro terre fertili e si ritroverebbero permanentemente circondati da estranei armati ed ostili, esposti costantemente a intimidazioni e violenze. Inoltre, se Raposa-Serra do Sol dovesse effettivamente venire ridotta e divisa in piccoli appezzamenti, si creerebbe un precedente che potrebbe compromettere l'integrità di altri territori indigeni in tutto il Brasile.
«Si tratta di una battaglia cruciale per tutti gli Indiani brasiliani e anche per l’Amazzonia – ha commentato Francesca Casella, direttrice di Survival international Italia –. Se imprenditori agricoli e politici riuscissero a impadronirsi di Raposa Serra do Sol, gli Indiani di tutto il Brasile potrebbero venir derubati delle loro terre. Non possiamo permettere che questo accada».
Ricerche condotte da scienziati brasiliani e americani dimostrano che il modo più efficace di fermare il disboscamento dell’Amazzonia è quello di proteggere le terre indiane, che occupano circa un quinto dell’Amazzonia brasiliana.
La delegazione il 30 giugno ha incontrato Alberto Mattioli, vicepresidente della Provincia di Milano con delega ai Rapporti internazionali, in una conferenza stampa promossa dall’Associazione Impegnarsi Serve Onlus, alla presenza della senatrice Emanuela Baio e dell’Europarlamentare Patrizia Toia.
Nel pomeriggio era previsto un incontro con il presidente del Senato Renato Schifani, a Roma.
La campagna intrapresa dai popoli di Raposa-Serra do Sol è intitolata “Anna Pata, Anna Yan” (Nostra Terra, Nostra Madre), e sta ricevendo adesioni e ampia solidarietà da tutta la società civile e dal mondo politico.

Per maggiori informazioni: Associazione Impegnarsi Serve Onlus
Laura Poretti: 339 1147441 - laura.poretti@virgilio.it
P. Giordano Rigamonti: 333 3339205 - giordanorigamonti@consolata.net

Survival International Italia
Francesca Casella: 02 8900671 - fax 02 8900674 - ufficiostampa@survival.it