Jentrade / Articui / La Vicìnia
Jentrade/Gnovis
  Leams/Links
"La Vicìnia"
Avrîl dal 2008
 
Fra le “Vedute di Precenicco del pittore Otto d’Angelo” messe in linea dal sito del Comune (www.comune.precenicco.ud.it), nella sezione “Paese da vivere - Galleria Otto d’Angelo”, la riproduzione dell’opera “Il paese visto dallo Stella”

Una realtà viva e vitale. Importante riunione ad aprile
USI CIVICI A PRECENICCO
Assegnati 18 lotti per il taglio della legna

È stato necessario procedere al sorteggio per assegnare i 18 lotti disponibili nel Bosco Bando di Precenicco.
Le domande di assegnazione, infatti, erano state 31 a dimostrazione di un rinnovato interesse, anche nella Bassa friulana, per questa forma di uso civico.
Precenicco è uno dei 46 Comuni della Regione in cui è stato effettuato l’accertamento stabilito dalla legge 1766 del 1927 e dispone del relativo bando del Commissario per gli usi civici.
Per l’occasione, l’amministrazione comunale ha pubblicato sul proprio sito internet – www.comune.precenicco.ud.it/paese/manifestazioni.asp – un comunicato, intitolato “Il comune assegna 18 lotti del bosco bando per il taglio della legna - Successo dell’iniziativa”, che riproduciamo integralmente.


«Nel corso di un affollato incontro tenutosi nella sala consiliare del Municipio, alla presenza del Sindaco Giuseppe Napoli, della Giunta, del tecnici dr. Alessandro Riccetto, dott.ssa Laura Billia, del Comandante della Stazione Forestale di San Giorgio di Nogaro Ispettore Alessandro Macuzzi, del segretario comunale dott.ssa Luisa Cantarutti e dei geometri Mario Comisso e Paola Buttò si è proceduto al sorteggio tra i 31 richiedenti l’assegnazione di uno dei 18 lotti di bosco per procedere al taglio della legna da ardere in tondello nell’ambito del Bosco Bando su terreni di proprietà comunali, soggetti ad uso civico.
Nel portare i saluti dell’Amministrazione comunale il Sindaco Giuseppe Napoli ha sottolineato l’impegno profuso dall’Assessore all’Ambiente Roberto De Nicolò che, assieme al tecnico incaricato Riccetto, agli uffici comunali ed alla Commissione Ambiente, ha svolto un prezioso ed attento lavoro di preparazione a cominciare dagli aspetti autorizzativi, trattandosi di terreno gravato da uso civico, a quelli ambientali e del coinvolgimento della popolazione.
“D’altronde – ha continuato il Sindaco – la migliore risposta è la massiccia, quasi inattesa, risposta di richieste ben 31 per 18 lotti assegnabili. Adesso però c’è bisogno della massima collaborazione dei cittadini assegnatari affinché questa opportunità possa rispondere alle attese degli interessati che potranno ricavare legna da ardere in quantità interessante, ed alla comunità perché a conclusione dell’intervento si potrà avviare il recupero dell’area boschiva e con le risorse recuperate procedere a nuove piantumazioni”.
L’Assessore all’ambiente De Nicolò ha manifestato apprezzamento per la qualità del progetto e per le modalità di coinvolgimento della cittadinanza, la cui concreta risposta è costituita dalla massiccia partecipazione.
Il Comandante della Stazione Forestale di San Giorgio di Nogaro Ispettore Macuzzi si è soffermato sulle modalità operative dell’esbosco, ricordando le tecniche di taglio, ma soprattutto la necessità di rispettare la tempistica, cioè il 31 agosto data ultima per il taglio ed il 15 settembre per l’esbosco.
È toccato, poi, al tecnici incaricati dall’Amministrazione Alessandro Riccetto ed alla collaboratrice dott.ssa Laura Billia, fornire alcuni dati dell’intervento: le piante segnate e che potranno pertanto essere tagliate sono 7764, i quintali di materiale legnoso ricavabile ammontano a 2.104 quintali per una consistenza di 262 metri cubi su un area di circa 9 ettari.
I professionisti hanno inoltre ricordato come non sarà possibile il taglio delle farnie-querce in quanto le stesse costituiscono una sede importante per la nidificazione di volatili. Inoltre è stata raccomandata particolare attenzione nelle procedure del taglio, dell’ammassamento e del trasporto sino alla viabilità ordinaria al fine di non arrecare danni alla restante parte boschiva ed alle colture contermini.
Al fine di procedere speditamente la Commissione d’assegnazione ha provveduto al sorteggio dei 18 assegnatari e delle riserve, in caso di eventuali rinunce».

Nel documento “Profilo di comunità”, elaborato dal Comune di Precenicco e disponibile nel sito dell’amministrazione, il Bosco Bando viene presentato nella sezione dedicata alle aree di interesse ambientale presenti nel territorio. Anche da tale descrizione giunge un’ulteriore conferma del ruolo insostituibile svolto dalla Proprietà collettiva, attraverso i secoli, per la salvaguardia del patrimonio naturale e del paesaggio

«Come gli altri boschi planiziali sopravvissuti alla trasformazione del territorio operata dall’uomo attraverso i secoli, il Bosco Bando si può considerare un relitto della “Silva Lupanica” che in epoca Romana si estendeva da Ovest ad Est, dal Fiume Livenza all’Isonzo, confinando con tante altre “Silvae”. L’estensione delle foreste nella Pianura Friulana è andata via via riducendosi a partire dalla fine del Medioevo soprattutto per l’estendersi delle attività agricole che portarono ovunque ad estese opere di disboscamento e di dissodamento dei terreni. Nel periodo in cui la Repubblica di Venezia esercitò il proprio dominio, i boschi vennero tutelati e protetti, in quanto fonti della materia prima più preziosa per la costruzione delle navi: il legno. Nel corso del XV secolo la Serenissima istituì il “Magistrato particolare per le selve del Friuli”, al fine di regolare lo sfruttamento delle risorse forestali, impedendo inutili opere di disboscamento. Nel 1688 venne emanata una legge che stabiliva l’inalienabilità dei beni e dei boschi comunali. Dopo la fine della dominazione veneziana, le foreste del Basso Friuli sono andate incontro ad una inarrestabile decadenza per effetto dell’aumento della popolazione agricola e conseguentemente per la necessità di disporre di sempre maggiori superfici da assoggettare a coltura. Le bonifiche idrauliche con lo scavo di canali collettori, hanno provocato un sensibile abbassamento della falda acquifera minacciando la stessa sopravvivenza dei boschi planiziali, per loro natura igrofili. Negli ultimi anni è venuta crescendo, a tutti i livelli, una maggiore sensibilità per i problemi ecologici ed ambientali. Ci si è resi conto della necessità di abbandonare certe forme di sfruttamento intensivo dei suoli e salvaguardare i pochi ambiti naturali ancora rimasti».