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"La Vicìnia"
Novembar dal 2003
 

L’assemblea dei partecipanti all’VIII Riunione scientifica del Centro Studi e Documentazione sui Demani civici e le Proprietą collettive dell’Universitą degli Studi di Trento, Facoltą di Economia e Giurisprudenza, che da anni coinvolge le pił significative realtą collettive e civiche del Paese
SALVAGUARDARE, MANTENERE, RAFFORZARE

[Mozion de VIII Riunion sientifiche “Cosa apprendere dalla proprietą collettiva: la consuetudine fra tradizione e modernitą” (Trent, 14-15.XI.2002)]


In relazione
alle problematiche generali per la tutela delle terre comuni e collettive, talora oggetto di interventi di sanatoria, specie di quelle in prossimitą dei centri urbanizzati, che ne riducono le estensioni con danni irreversibili alla consistenza del patrimonio delle comunitą locali
al testo proposto dal Comitato ristretto delle Commissioni n. 2 e 13 del Senato della Repubblica sui Beni collettivi e diritti di Uso civico

Segnala
l’importanza di salvaguardare, mantenere e rafforzare in capo agli enti esponenziali delle comunitą locali titolari delle Terre civiche e collettive le competenze dell’amministrazione e gestione dei domini collettivi;
la necessitą di tutelare e sostenere le comunitą titolari dei beni che rappresentano l’anello debole nelle controversie giurisdizionali.

Esprime
la propria preoccupazione in ordine a tutte le proposte dei disegni di legge giacenti in Parlamento e in particolare al testo del Comitato ristretto con riferimento a:
1. L’estendimento della possibilitą di alienazione delle terre civiche a destinazione pascoliva e boschiva a chiunque, contrariamente a quanto consentiva la legge 1766/’27 che ne limitava l’applicabilitą per le sole terre suscettibili di colture agrarie agli originari o per motivi di utilitą pubblica.
2. La legittimazione delle occupazioni abusive assicurata alla sola condizione della durata ventennale, commisurando l’indennizzo a favore della Comunitą titolare dei diritti di Uso civico alla redditivitą del soggetto occupante con indubbio vantaggio per l’occupatore e a detrimento dell’effettivo valore fondiario del bene occupato.
3. L’accertamento dei diritti di Uso civico demandato all’amministrazione comunale, cui č data la possibilitą di estinguere tali diritti – senza alcuna parvenza di indennizzo – semplicemente con l’inserimento di detti Beni civici non solo nei piani urbanistici ma anche a quelli territoriali di qualsiasi livello e in altri piani dotati degli stessi effetti, se e in quanto i diritti siano incompatibili con la destinazione dei piani.
4. L’errata equiparazione dei diritti soggettivi della comunitą titolare con gli interessi legittimi del privato cittadino, con il conseguente trasferimento delle competenze giurisdizionali della magistratura ordinaria, seppure specializzata dei Commissariati agli Usi civici, a quella del Tribunale amministrativo regionale.

Auspica pertanto
che le commissioni n. 2 e 13 del Senato possano rivedere il testo proposto nel disegno di legge sui Beni collettivi e sui diritti di Uso civico, accogliendo le osservazioni esposte nella presente mozione, in particolare mantenendo ai Domini collettivi i requisiti di inalienabilitą e il vincolo di destinazione silvo-pastorale;
che venga assicurata una struttura nazionale a livello di magistratura specializzata per le controversie d’ordine giurisdizionale e che venga istituita un’Agenzia per gli Usi civici a garanzia della difesa degli interessi delle Comunitą locali.
Invita pertanto il Centro Studi e Documentazione a seguire con attenzione e proporre opportune iniziative a livello amministrativo e legislativo che possano valorizzare il patrimonio culturale, sociale ed economico delle realtą civiche.