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"La Vicìnia"
Març dal 2008
 

Partecipanza e Bosco sono stretti in un vincolo indissolubile
AUTONOMIA PER IL BOSCO DELLE SORTI
Appello alla Regione Piemonte dalla Partecipanza di Trino

La Partecipanza di Trino ha rivolto un accorato appello all’amministrazione regionale piemontese affinché venga salvaguardata anche per il futuro l’autonomia gestionale del Bosco delle Sorti.
Chiunque intende associarsi a questa iniziativa è invitato a controfirmare la lettera, sottoscritta dal conservatore Bruno Ferrarotti, a nome dell’Amministrazione, e a trasmetterla alla Regione Piemonte.
I recapiti della Partecipanza piemontese sono: Partecipanza dei Boschi, via Vercelli 3 – 13039 Trino (Vc) – tel. 0161 828642 – fax 0161 805515.


Il Bosco delle Sorti della Partecipanza (una foresta di 580 ettari nel territorio di Trino, in provincia di Vercelli) è stato riconosciuto a livello europeo, nell’ambito della Rete Natura 2000, quale sito di importanza comunitaria (Sic) per la conservazione dell’ambiente forestale e quale zona di protezione speciale (Zps) per le specie di avifauna caratteritische dei boschi di pianura.
Il Bosco delle Sorti è inscindibile dalla Partecipanza, una società privata di capifamiglia, sorta nel 1275, proprietari “pro-indiviso” della Selva per concessione del marchese del Monferrato.
Partecipanza e Bosco, stretti così in un indissolubile vincolo, sono stati riconosciuti, nel 1991, come Parco naturale regionale (secondo caso in Italia, dopo Cortina d’Ampezzo, di Parco regionale affidato ad una proprietà collettiva), diventando una realtà precipua anche a livello europeo, che si mantiene viva grazie alle sue antiche regole statutarie, elaborate attraverso un’opera di revisione incessante nei secoli, ancorché prudente ed attenta a garantire una vitale singolarità.
Attualmente la Partecipanza dei Boischi di Trino conta 1272 soci, 27 dei quali residenti all’estero.
È pertanto un affronto grave quando non si riconosce alla Partecipanza e al Bosco delle Sorti la loro specificità di Patrimonio di Comunità che li fa qualcosa di irripetibile e di unico.
Purtroppo una discutibile politica ambientale regionale, per altri aspetti positiva, si è fatta strada in questi ultimi anni. Essa, pretendendo di omologare organizzativamente i territori dei Parchi regionali, ignora le particolarità territoriali, storiche, culturali, naturalistiche di ogni area protetta e, nel caso specifico della Partecipanza, sacrifica soprattutto consuetudini, statuti, esperienza e pratica di gestione forestale, in nome di un malinteso senso della pianificazione economico-territoriale.
Per questo facciamo sentire a tutti il nostro “grido di dolore”.
Non è lungimirante disperdere il senso comunitario radicato nell’anima della nostra gente più semplice, l’attaccamento al costume dei nostri avi, la fedeltà alle nostre orignali istituzioni.
Noi non vogliamo scomparire nell’uniformità e chiediamo fermamente che il Potere politico ci ascolti e ci aiuti a vivere come finora è stato, dando autonomia e sicurezza futura all’unico, attivo Patrimonio di Comunità esistente in Piemonte.

Per l’Amministrazione
Il Primo Conservatore
Bruno Ferrarotti

Trino, 2 febbraio 2008