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"La Vicìnia"
Fevrâr dal 2008
 

Assalto alla laguna: Marano
PESCATORI SOTTO ACCUSA
Finalmente la parola anche alla “Comunità di Marano”

C’è voluto l’oscuro episodio della notte del 26 febbraio, culminato con l’arresto di due pescatori maranesi, per poter risentire sui mezzi d’informazione la voce della “Comunità di Marano” (www.comunitadimarano.it) e le ragioni per le quali è intenzionata a difendere fino in fondo la proprietà collettiva della laguna, avversata in ogni modo sia dalla Regione Friuli-V. G. sia dall’amministrazione del sindaco Graziano Pizzimenti.
Di seguito riproponiamo integralmente il testo dell’articolo “I maranesi: la laguna è nostra”, pubblicato dal “Messaggero veneto” del 28 febbraio, a corredo del servizio dedicato alla ”Guerra delle vongole in laguna a Marano”.


«La laguna è di nostra proprietà, per cui possiamo pescare dove vogliamo, come vogliamo». La dichiarazione è della “Comunità di Marano” associazione che si è costituita (documenti alla mano) per difendere un diritto antichissimo e che la Regione – a detta loro – avrebbe di fatto sopresso acquisendo la stessa laguna come bene demaniale. Secondo i maranesi «il dominio collettivo è la forma di proprietà o possesso sul patrimonio lagunare del quale la comunità, che ne è la proprietaria, ha diritto di trarre tutte le utilità che esse possono dare. Ovvero la rivendicazione all’autogoverno al fine di garantire il sostentamento della comunità stessa e la conservazione del territorio». In questo contesto si inserisce la polemica con la Regione: «Se la Regione intende legiferare sui beni demaniali, che lo faccia, forse in Regione non sanno però che solo l’1,68 per cento degli 8.700 ettari di laguna è demanio statale, noi possiamo quindi agire da proprietari della laguna su tutto il restante territorio».
Fin qui le tesi dei maranesi. Ma chi attribuisce questa proprietà? È una lunga storia che si accompagna con la nascita e l’evoluzione della stessa comunità maranese. I loro diritti sarebbero sanciti da alcuni documenti, da qui anche la contestazione dell’interpretazione regionale, come l’atto di Dedizione all’eccelso ducal dominio di Venezia del 18 luglio 1420; la sentenza del Magistrato delle Rason Vecchie G. D. del Consiglio dei X del 14 ottobre 1452; l’investitura di pesca sul fiume Stella dell’11 febbraio 1775 e numerosi altri atti ufficiali. «Sul fatto che la Regione rivendica la proprietà demaniale sulla nostra proprietà – dicono i maranesi – si evidenzia il conflitto di interessi che legittima il sospetto sulla imparzialità del procedimento, fatta risaltare anche dalla nencessità di propagandare la sua decisione contraria. Da qui è emersa – dicono – una mancanza di rispetto della realtà umana, socioeconomica e della particolarità della nostra Comunità, in violazione di principi costituzionali e comunitari, lavorando invece per dividere un paese invece che sentirne le ragioni e correttamente amministrarlo. Al sindaco che ha dato ragione alla Regione e che ha dichiarato che la laguna è proprietà regionale, anche se iscritta catastalmente a Marano, ricordiamo che il Comune amministra i beni lagunari per conto dei cittadini legittimati dal regolamento comunale, per cui ci pare strano che diversamente da ciò che ha fatto il sindaco di Grado, rinunci alla difesa dei nostri diritti, decidendo lui quello che è giusto o no».