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"La Vicìnia"
Fevrâr dal 2008
 
La giunta regionale del Friuli-V. G., presieduta da Riccardo Illy

La giunta regionale del Friuli-V. G. licenzia «un primo schema di disegno di legge»
TIMIDO PASSO IN AVANTI
Il Coordinamento regionale auspica determinazione e coraggio

Nella riunione del 1° febbraio la giunta regionale, riunitasi a San Lorenzo Isontino in provincia di Gorizia, ha approvato «un primo schema di disegno di legge che prende atto della funzione economica, sociale e culturale degli usi civici e del ruolo di presidio ambientale riconosciuto agli stessi dalla Corte Costituzionale».
Un timido passo avanti a fronte di un ritardo ultraquarantennale della Regione Friuli-V. G. e con poche settimane a disposizione del consiglio regionale prima della conclusione della legislatura.
Il testo dello schema, ad oggi (3 febbraio), non è ancora disponibile nel sito dell’amministrazione regionale. Vi è comunque dedicato un breve comunicato, redatto dall’Agenzia regione cronache, che riproduciamo integralmente.
Nei giorni scorsi, il Coordinamento regionale della Proprietà collettiva aveva auspicato da parte del governo regionale un impegno coraggioso e determinato per consentire finalmente al Popolo delle terre civiche una gestione moderna del proprio patrimonio, valorizzandone appieno tutte le sue potenzialità (cfr. il testo integrale in questo stesso sito).


La necessità di adeguare ai tempi e alle realtà locali la normativa in tema di usi civici ha indotto oggi la Giunta regionale ad approvare, su proposta dell'assessore alle Autonomie locali Franco Iacop, un primo schema di disegno di legge che prende atto della funzione economica, sociale e culturale degli usi civici e del ruolo di presidio ambientale riconosciuto agli stessi dalla Corte Costituzionale.
La riforma si propone di rafforzare la tutela dei beni d'uso civico e dei diritti di uso civico su terre pubbliche, in particolare sui beni demaniali propriamente detti, come i diritti di uso civico relativi alla pesca.
Con questo provvedimento si punta alla tutela e alla valorizzazione dei beni d'uso civico quali strumenti di conservazione del territorio e di sviluppo, incentivando l'aspetto produttivo compatibilmente con l'ambiente e secondo il criterio della rinnovabilità delle risorse.
Il nuovo strumento normativo prevede, tra l'altro, di risolvere in forma consensuale le questioni che insorgono nel corso dei procedimenti amministrativi riguardanti gli usi civici, compreso quelle inerenti la "qualitas soli" e l'appartenenza dei beni a soggetti diversi dalla collettività dei residenti, quali le comunioni familiari montane. A tale proposito viene disciplinato l'istituto della conciliazione amministrativa, già previsto dalla legge fondamentale del 1927 ed ora di competenza della Regione.

San Lorenzo Isontino, 01 feb - ARC/LVZ