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"La Vicìnia"
Lui dal 2007
 

Numerose le vertenze aperte con la Proprietà collettiva
PROMOTUR BOCCIATA ANCHE DAGLI AMBIENTALISTI
I casi più eclatanti: Priola e Noiariis, Val Canale e Pian Cavallo

L’organizzazione ambientalista “Legambiente” ha scelto “Promotur spa” come esempio più eclatante in Friuli di cattiva gestione del territorio alpino. Alla società che funge da braccio operativo dell’amministrazione regionale per il turismo invernale, il 25 luglio, è stata attribuita la “Bandiera nera” 2007, durante la manifestazione inaugurale di “La Carovana delle Alpi” (www.legambiente.fvg.it).
La “Bandiera nera” a Promotur è stata assegnata «per aver realizzato e programmato la realizzazione di nuovi, costosi impianti e piste da sci, eludendo ogni valutazione di impatto ambientale».
In passato, anche le Proprietà collettive friulane avevano duramente contestato l'operato di “Promotur”. Grandi interventi senza le dovute autorizzazioni e in assenza di ogni forma di concertazione con le legittime comunità proprietarie (Monte Tamai), espropri mai regolarizzati (Val Canale), tentativi di acquisizione di territori gravati da usi civici (Pian Cavallo) sono le principali vertenze tuttora aperte.


“Legambiente” regionale ha motivato così la sua scelta: «Promotur è una società per azioni a maggioranza pubblica, istituita con legge regionale del 1985. La nomina del presidente, del consiglio di amministrazione e del collegio dei revisori sono di competenza della Giunta Regionale. Scopo della società è quello “di concorrere, nel quadro della politica di programmazione regionale, a promuovere lo sviluppo turistico delle aree montane della regione”. Nel corso degli anni, all’iniziale funzione di concedere sovvenzioni per il risanamento delle situazioni debitorie degli enti gestori degli impianti di risalita situati nei poli sciistici di Piancavallo, Forni di Sopra, Zoncolan, Tarvisio e Sella Nevea, si è andata sostituendo l’acquisizione, progettazione, realizzazione e ammodernamento di infrastrutture, anche ricettive, situate nelle aree adiacenti gli impianti di risalita e le piste da sci. Di fatto, negli anni, Promotur si è trasformata nell’unico soggetto non solo gestionale, ma anche di programmazione, delle attività turistiche in montagna a fronte di una inesistente politica di programmazione o di indirizzo da parte dell'amministrazione regionale, che non è andata oltre i consistenti riparti ad ogni finanziaria.
L’assurdità di nuove strutture sciistiche a causa della diminuzione della neve è stata sottolineata da vari studi. Un recente rapporto dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico in Europa – “I cambiamenti climatici nelle Alpi: adattamento del turismo invernale e gestione dei rischi naturali” – ha ad esempio evidenziato che ad ogni grado di aumento della temperatura media, il limite dell'innevamento si innalza di 150 metri; quindi, se entro il 2050 ci sarà un innalzamento della temperatura di 2 gradi, la linea di innevamento salirà di 300 metri, con il 68% di neve in meno nelle località turistiche alpine italiane. L’effetto non sarà uguale per tutte le località, con un graduale decremento della disponibilità di neve da ovest a est e una previsione, per la regione Friuli-V. G., del 45% di aree sciistiche inutilizzabile e un innalzamento del livello della neve di 300 metri. Nonostante questo, gli interventi diretti di Promotur sono molteplici e devastanti. Nel corso del 2006 ricordiamo solo gli sfregi lasciati dalla pista Tremol sui pendii del Piancavallo (PN) e dall'assalto al Monte Tamai, nel polo sciistico dello Zoncolan (Udine). Ancora più preoccupanti appaiono alcuni progetti contenuti nel Piano Industriale della società, per il quale la Regione, con delibera n. 2277 del 29.9.2006, ha costituito presso la finanziaria regionale Friulia un fondo, utilizzabile con autonomia operativa e senza vincolo di impiego, ammontante a 10 milioni di euro all'anno per i prossimi 20 anni.
Sono previsti, tra gli altri: una nuova pista tra lo Zoncolan e Ravascletto (località a 950 metri di altitudine); infrastrutture turistiche a Passo Pramollo; impianti di risalita e nuove piste in direzione di Sella Prevala (un’area di grande interesse geologico e naturalistico nel gruppo del Monte Canin); lo stravolgimento dello storico “Sentiero dei Pellegrini” che sale da Tarvisio al Monte Lussari; etc. Il piano strategico di Promotur dichiara che l’indice di “fertilità economica” dei suoi interventi produce un ritorno economico di valore pari a 6 volte quello di ogni euro investito, di esso, però, non si trova significativamente traccia nelle ipotesi e nelle strategie del nuovo Piano Montagna varato dalla Regione.
Il cambiamento climatico propone una sfida seria allo sviluppo sociale ed economico in tutti i paesi. Emerge, quindi, la necessità di politiche di sviluppo per le nostre montagne improntate al più alto livello di sostenibilità possibile, ma anche molto banalmente alla realtà, nonché un’analisi approfondita delle ricadute ambientali delle opere previste nel piano strategico di Promotur che si chiede venga sottoposta a Vas. Così come, la particolare fragilità dell'ambiente montano richiede una attenta valutazione degli impatti delle molte opere in realizzazione e in previsione da parte di Promotur, riportando l’attività della spa pubblica a una normale amministrazione, nonché ad un minimo livello di trasparenza».