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Un Progetto della Consulta nazionale della Proprietà collettiva
TRE MILIONI DI ETTARI POSSONO ESSERE RESTITUITI ALLA LORO DESTINAZIONE PRODUTTIVA
L’iniziativa all’attenzione del ministro Linda Lanzillotta e dell’Intergruppo parlamentare “Amici della Proprietà collettiva”

[L. N.]
All’Unione nazionale dei Comuni ed Enti montani (“Uncem”) risulta che il 75% del patrimonio forestale italiano non sia gestito; eppure il Paese risulta contemporaneamente sia fra i maggiori importatori di legno sia il principale esportatore europeo di prodotti d’arredamento.
Un progetto per avviare a risoluzione questa paradossale situazione, a partire dal recupero e dalla valorizzazione agro-forestale delle Terre civiche italiane, è all’attenzione del ministro per gli Affari regionali, Linda Lanzillotta, e dell’Intergruppo parlamentare “Amici della Proprietà collettiva”.


Il Progetto per il recupero e la valorizzazione agro-forestale delle Terre civiche italiane è stato elaborato dalla Consulta nazionale della Proprietà collettiva (www.jus.unitn/itusi_civici/consulta/home.html), che ritiene possibile restituire alla loro destinazione produttiva 3 milioni di ettari di Proprietà collettive (pari al 10% dell’intera superficie italiana, per lo più in zone montane), creando 6 mila posti di lavoro (con un parametro di occupazione diretta pari a 4 posti di lavoro ogni 10 Kmq), con un intervento di 150 milioni di euro (di cui 75 reperibili tramite i contributi comunitari previsti per i Piani di sviluppo rurale).
La valorizzazione della Proprietà collettiva – secondo il progetto materialmente messo a punto da Delio Strazzaboschi e già sperimentato con sucesso in Carnia, presso l’Amministrazione frazionale di Pesariis (www.pesariis.it) – deve essere attuato attraverso la cosiddetta “Filiera foresta-mercato”, che supera la forma della vendita delle piante “in piedi”, passando alla commercializzazione diretta delle piante “assortite e a strada camionabile o piazzale”, mediante strutture comuni di vendita e marketing (“Borsa regionale del legno”). Tale innovazione dovrebbe essere incentivata da una nuova disciplina della gestione delle attività forestali che preveda la semplificazione dei procedimenti amministrativi e la limitazione della “mano pubblica” a compiti di pianificazione e controllo ambientale.
La maggiore autonomia e la reciproca valorizzazione dei diversi soggetti coinvolti nella Filiera, unita a semplicità e flessibilità delle modalità operative, è destinata a sviluppare il mercato dei semilavorati, dei prodotti in legno e, soprattutto, del lavoro umano.
Il progetto è altresì corredato di una Politica energetica per la montagna, basata sul recupero delle biomasse forestali per la produzione di calore (da distribuire tramite teleriscaldamento sia ad imprese come ad utenze private) e di energia elettrica (da immettere sul mercato), oltre che per la produzione e la commercializzazione di legna da ardere e di pellet, derivante dalle seconde lavorazioni del legno (segherie e mobilifici).
L’intervento ipotizzato sui 3 milioni di ettari di Proprietà collettive italiane presi in considerazione dal progetto della Consulta nazionale renderebbe fruibili 180 mila tonnellate di biomassa forestale all’anno, sufficienti per alimentare centraline in grado di fornire 172 mila 500 Kwh di potenza termica, impiegando 2 mila 400 lavoratori agro-forestali e 600 conduttori di centrali a biomasse, promuovendo investimenti di solo impianto per 30 milioni di euro.
La proposta elaborata da Delio Strazzaboschi per il recupero e la valorizzazione della Proprietà collettiva parte dal presupposto che una vera politica di sviluppo locale debba coniugare innovazione e qualità sociale per un generale miglioramento delle condizioni di vita delle città e degli ambienti rurali. «Questo significa semplicemente – spiega l’autore del progetto – che le regioni urbane devono ridiventare urbane, quelle rurali devono ridiventare rurali ed il rapporto fra esse deve tornare ad essere più equo. Per le aree montane spopolate occorre una valorizzazione innanzitutto culturale e poi economica degli specifici elementi di qualità oggettiva, onde creare opportune combinazioni di diverse fonti di reddito. La “sostenibilità” diventa allora politica di riduzione delle disparità territoriali, in una prospettiva integrata multisettoriale e di differenziazione delle strategie di sviluppo».

Per informazioni:
Delio Strazzaboschi
c/o Amministrazione frazionale di Pesariis
0433 69265 - pesariis@friul.net

Consulta nazionale Proprietà collettiva
Tel. e fax 040 226161
consultanazpropcollettiva@yahoo.it