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"La Vicìnia"
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LA LUNGJE TRATE DE CONCILIAZION



Il 19.I.1896, veniva decretato che la frazione di Pesariis «è autorizzata a tenere distinte, da quelle del rimanente Comune, le proprie rendite e passività patrimoniali». Con successivo decreto del 15.I.1899, firmato Umberto I e contrassegnato Pelloux, si stabiliva: «È riconosciuta come territorio della frazione di Pesariis tutta quella parte del territorio del Comune di Prato Carnico posta a ponente dei torrenti Fuina e Salangians».
Più di un secolo fa iniziò quindi la storia dell’Amministrazione separata di Pesariis. Il Comune di Prato Carnico, citato il 31.VIII.1904 davanti al Tribunale di Tolmezzo «perché fosse giudicato essere di appartenenza esclusiva di essa frazione i beni tutti riconosciuti nel comune omonimo nel catastico Peretti del 1606», si opponeva alla conseguente sentenza del 21/28.XII.1905. Il 31 maggio 1908 la corte d’Appello di Venezia decise sulla questione: «...sono di appartenenza esclusiva della frazione di Pesariis i beni tutti che i periti Peretti e Banderini, con la loro relazione 30.XI.1606 riconoscevano di essere di spettanza della villa di Pesariis». Contro tale sentenza il Comune di Prato Carnico ricorre alla Suprema Corte di Cassazione in Firenze, uscendone un’altra volta battuto, con conferma della precedente sentenza, il 13.V.1908. Ma nel 1921, il Comune, esponendo la necessità di combattere la disoccupazione e di sovvenzionare il bilancio, disponeva una tagliata di boschi nel territorio di Pesariis. Tale tentativo di sfruttare lo sfruttabile prima del responso della magistratura, veniva però impedito dai rappresentanti della frazione che ottenevano il sequestro giudiziario della zona controversa.
Il 6.X.1922 il Tribunale di Tolmezzo emetteva la sua sentenza, giudicando «essere di spettanza esclusiva della frazione di Pesariis tutti quei beni comunali esistenti nel suo territorio, e cioé quelli che stanno nella vallata del Pesarina a monte dei Rii Fuina e Salengians». La sentenza fu confermata da quella del 14.I-20.II.1925 della Corte d’Appello di Venezia. L’entrata in vigore della legge statale 1766 del 1927 sugli Usi civici fornì nuovi pretesti al Comune di Prato Carnico, che non intendeva rinunciare ai ricchi boschi di Pesariis, ma il Commissario regionale agli usi civici diede ragione a Pesariis con sentenza del 15-21.V.1930. Il Comune, appoggiato dalla Prefettura fascista con lettera del 30.X.1930, pretese a quel punto che le rendite destinate a spese non indispensabili per la Frazione andassero a sollievo della restante popolazione e quindi del bilancio generale municipale. Pesariis fece opposizione al Ministero dell’Interno e al Consiglio di Stato. La sua V sezione accolse il ricorso il 9.XII.1932 e dichiarò «la ricorrente stessa non tenuta ad alcun particolare contributo a pareggio del bilancio del Comune di Prato Carnico».
Dopo tante amarezze e liti, il 28.XII.1932 le parti contendenti firmarono una conciliazione presso il Municipio di Prato Carnico con la quale si dichiararono «del tutto definite le esistenti controversie di promiscuità di uso e godimento dei beni frazionali». La conciliazione stessa fu omologata con provvedimento del 21.III.1933 del Commissario Regionale per la liquidazione degli usi civici; il dispositivo conteneva anche i numeri dei mappali relativi ai terreni assegnati «in piena proprietà, suolo e soprasuolo».