Jentrade / Articui / La Vicìnia
Jentrade/Gnovis
  Leams/Links
"La Vicìnia"
Març dal 2007
 
L'assemblea costitutiva di Belluno

Assemblea con 20 realtà regionali
LA RINASCITA DELLE REGOLE
Fondato a Belluno il Coordinamento veneto delle proprietà collettive

La sala di rappresentanza del palazzo provinciale di Belluno ha visto lo scorso 3 marzo costituirsi il nuovo Coordinamento veneto della Consulta nazionale della proprietà collettiva. La Consulta è nata nel marzo 2006 – giusto un anno fa – per raccogliere tutte le esperienze di gestione della proprietà collettiva italiana, sia essa del tipo “regoliero”, sia di altra forma di partecipazione collettiva al godimento di antichi boschi e pascoli.

Oltre 20 le realtà venete presenti all’assemblea, su un primo censimento che conta 55 soggetti gestori dei beni agro-silvo-pastorali nella regione. L’elenco, ancora incompleto, indica una cospicua presenza di beni collettivi, soprattutto nella parte alta della provincia di Belluno, luogo di elezione degli storici istituti regolieri. Grazie a leggi che favoriscono la ricostituzione di queste antiche forme associative, negli ultimi 10 anni sono rinate molte Regole un po’ in tutta la regione, dal Cadore all’Agordino, fino all’altopiano di Asiago.
Il coordinamento è stato voluto dalle Regole d’Ampezzo, su iniziativa del loro segretario Stefano Lorenzi, da anni impegnato nel settore. Nel corso dell’assemblea costitutiva Lorenzi ha ricordato che l’aspetto di maggiore debolezza per le proprietà collettive di oggi è il disinteresse della gente verso questa forma di amministrazione del territorio: la proprietà collettiva deve essere capace di coinvolgere la base su cui poggia, di rappresentare qualcosa di reale e utile per la gente che vive nei paesi di montagna, così come lo era un tempo. «Non bisogna dunque fermarsi alla sola tradizione, alla consegna in bosco della legna da ardere o al sorteggio dei vari benefici – ha continuato il segretario delle Regole Ampezzane – la proprietà collettiva deve guardare oltre: il territorio e l’ambiente sono oggi terra di conquista, lasciati in fondo a se stessi, fra le istituzioni pubbliche che se ne disinteressano e i privati che se ne interessano anche troppo. Ecco dove deve porsi la proprietà collettiva, proprio lì in mezzo: scomoda, certo, noiosa, una spina nel fianco per gli uni e per gli altri, ma con il chiaro obiettivo di difendere, conservare e sviluppare il patrimonio di tutti».
Il primo impegno su cui si attiverà il Coordinamento è quello di stimolare un coinvolgimento diretto degli associati nella formazione del P.T.R.C. regionale, che in questi mesi sta vedendo un aggiornamento importante proprio ad opera della Regione Veneto. La proprietà collettiva vuole essere sentita nei vari tavoli in cui si parla di pianificazione del territorio, in quanto ritiene di rappresentare gli interessi della collettività dei cittadini – soprattutto in montagna – che sul territorio vivono e lavorano.