Jentrade / Articui / La Vicìnia
Jentrade/Gnovis
  Leams/Links
"La Vicìnia"
Març dal 2007
 
Il servizio del quotidiano di Venezia
PROPRIETà COLLETTIVA DEL VENETO
A Belluno è nato il Coordinamento regionale

[Giovanni Santin]
Riproduciamo integralmente il servizio di Giovanni Santin, apparso su Il Gazzettino di domenica 4 marzo, dedicato alla costituzione del Coordinamento regionale veneto della Proprietà collettiva.

Si è costituito ieri il Coordinamento regionale della proprietà collettiva del Veneto, un organismo regionale che fa riferimento ad una Consulta nazionale. A coordinare l'incontro, ospitato a Palazzo Piloni dalla Provincia, c'era Stefano Lorenzi, membro delle Regole di Cortina e che in qualità di vice-presidente siede anche nel Comitato direttivo nazionale. All'importante appuntamento bellunese era presente anche Carlo Grcic, presidente della Consulta Nazionale; molti anche i rappresentanti venuti da altre province del Veneto.
L'aver organizzato l'appuntamento a Belluno è una sorta di omaggio e riconoscimento del ruolo della nostra provincia che con ben quarantatre Proprietà collettive già iscritte al Coordinamento veneto fa la parte del leone, in una Regione dove al momento ve ne sono 55. Insomma 9 su 10 di questi organismi sono bellunesi, dal Comelico a Cortina, dal Cadore a Zoldo, dall'Agordino all'Alpago. Una percentuale ribaltata completamente in un altro organismo: nell'Intergruppo parlamentare Amici della proprietà collettiva infatti non c'è alcun bellunese, né deputato né senatore. Sono invece ben rappresentate le regioni e le province confinanti: sei sono i parlamentari del Trentino Alto Adige e 4 quelli friulani.
Eppure, come ha ricordato Lorenzi , uno dei motivi per cui nasce la Consulta Nazionale è proprio «monitorare l'attività parlamentare e contrastare eventualmente iniziative e leggi che possano danneggiare gli interessi delle Regole, delle Proprietà Collettive e degli Usi Civici». La Consulta ha anche lo scopo di condividere informazioni e «far fronte comune ogni qual volta sia necessario ha ricordato sempre Lorenzi - perché sappiamo che i poteri forti, siano essi poteri istituzionali, politici o economici, ci vedono con fastidio, come il fumo negli occhi. Invece noi siamo ancora la soluzione migliore capace di coniugare sviluppo e tutela dell'ambiente».
L'impegno dei soci che rappresentano le singole proprietà collettive è contenuto nella Dichiarazione comune sottoscritta un anno fa a Palazzo Madama, ed è quello di collaborare per la salvaguardia della proprietà «e restare fedeli, nelle nostre amministrazioni, ai suoi storici principi: a salvaguardare l'incommerciabilità del capitale naturale, a gestirlo in forme usufruttuarie e partecipate, a garantire la reversibilità delle nostre scelte, il rispetto della consuetudine, la trasmissione alle generazioni future di quanto ereditato dagli avi».