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Renzo Trentin, amministratore uscente dei “Bens di Bresse” e presidente per le province di Udine e Pordenone del “Coordinamento regionale della Proprietà collettiva”

Una Proprietà collettiva alle porte di Udine
BENS DI BRESSE: SI VOTA DOMENICA 29 OTTOBRE
Le proposte di Renzo Trentin per farne una vera “impresa sociale”

[Luche Nazzi]
Domenica 29 ottobre, dalle 8 alle 19, la comunità di Bressa, in Comune di Campoformido, è chiamata alle urne per rinnovare il Comitato per l’amministrazione separata dei Beni civici frazionali. I “Bens di Bresse”, come sono familiarmente chiamati, sono un’antica Proprietà collettiva, che la comunità ha difeso nei secoli e custodito gelosamente, ben intrepretando l’essenza stessa di questo «diverso modo di possedere», né privato né pubblico, ma in grado di garantire una vera gestione patrimoniale nell’ottica della rinnovabilità delle risorse e dell’equità intergenerazionale (secondo il principio per cui la proprietà delle Terre civiche appartiene alle generazioni future).

I Beni civici di Bressa ammontano a 28,35 ettari di terreni agricoli (81 campi friulani in un unico lotto), più altri appezzamenti minori, sia in paese che nei suoi dintorni. Per statuto, l’amministrazione punta ad uno sfruttamento razionale delle sue terre per consentire «il maggiore ed il migliore rendimento nell’interesse del paese di Bressa e dell’economia generale». Una parte considerevole dei profitti ricavati dagli affitti dei terreni agricoli è stata sempre destinata alle esigenze della comunità parrocchiale e per «opere di interesse esclusivo della popolazione di Bressa, che non siano per legge a carico delle pubbliche Amministrazioni».
Il Comitato uscente è composto da Rodolfo Zuliani (presidente), Lucio D’Agostini, Renzo Trentin, Andrea Zuccato e Davide Zuliani. In base al nuovo regolamento elettorale, emanato dall’assessorato regionale per le Autonomie locali, alle votazioni di domenica 29 non ci sarà un confronto di liste con programmi distinti, in quanto l’Ufficio elettorale comunale di Campoformido si è dovuto limitare a predisporre un «manifesto con la lista dei candidati che hanno proposto la propria candidatura».
Tale sistema ha suscitato non poche perplessità nel “Coordinamento regionale della Proprietà collettiva”, il quale aveva richiesto un rinvio della consultazione (che interessa anche le Amministrazioni frazionali di Le Prese-San Giovanni di Polcenigo, di Ovasta di Ovaro, di San Gervasio di Carlino, di Priola e Noiaris di Sutrio, di Villanova di San Giorgio di Nogaro e di Givigliana e Tors di Rigolato) in attesa dell’imminente approvazione della legge regionale che regolamenterà organicamente l’intera materia della Proprietà collettiva. L’impossibilità di presentare liste organiche non permetterà certo una competizione fra gruppi armonici ed organizzati con un proprio programma omogeneo ed inoltre potrebbe perfino lasciare spazio a situazioni di oligocrazia. Nonostante tali difficoltà, il candidato Renzo Trentin, amministratore uscente e presidente per le province di Udine e Pordenone del “Coordinamento regionale della Proprietà collettiva”, ha rivolto un appello ai suoi concittadini a non disertare l’appuntamento. «La partecipazione è indispensabile – ha dichiarato – garantisce quell’alternanza democratica che genera sviluppo e rafforza la comunità. Ogni frazionista-proprietario deve sentirsi responsabile di questo patrimonio che può ancor più favorire lo sviluppo del nostro paese, riqualificando e dando dignità economica all’agricoltura, ma anche individuando nuove forme di collaborazione con le realtà morali, sociali ed economiche del nostro territorio».
Secondo Trentin è necessario riconsiderare gli Usi civici come una “Impresa sociale”: «una realtà collettiva – spiega il candidato amministratore -– con finalità d’interesse generale per tutta la comunità. La Proprietà collettiva, infatti, è un valore aggiunto per tutto il territorio e per l’intera comunità. È necessario però che si operi in sinergia fra il demanio collettivo e quello comunale». In quest’ottica si inseriscono le proposte sostenute da Renzo Trentin e la cui elaborazione era cominciata già nel precedente mandato amministrativo.
Da un lato vi è l’impegno per una nuova cultura d’impresa con un programma di sviluppo rurale in sintonia alle nuove leggi di orientamento per l’agricoltura, dall’altro Renzo Trentin propone di effettuare con coraggio una politica del confronto e del dialogo, una concertazione per individuare dei progettti da condividere e realizzare, altimenti vi è il rischio che ognuno proceda per la sua strada, come troppo spesso accade.
Motivi progettuali per un confronto sono molteplici, come la situazione dei 30 campi dei “Bens di Bresse” al di là della Ferrovia (lato Campoformido), rimasti “isolati” a seguito della dismissione del passaggio a livello. «Penso che sarebbe utile riallocare al di qua della linea ferrata, nel lato verso Bressa, la stessa quantità di terreno agricolo – propone Trentin –. Gli acquisti potrebbero essere effettuati con gli introiti derivanti da un’urbanizzazione delle terre rimaste a ridosso del capoluogo, con l’intervento dell’amministrazione comunale. Le notevoli plusvalenze derivate dal mutamento di superficie da agraria a fabbricabile, consentirebbero di mettere a punto con il Comune un progetto con finalità di interesse generale da concordare con tutta la comunità».