Jentrade / Articui / La Vicìnia
Jentrade/Gnovis
  Leams/Links
"La Vicìnia"
Otubar dal 2006
 
Dopo la costituzione del 9 ottobre all’opera il Coordinamento emiliano e romagnolo
PER LA GESTIONE DIRETTA DEL TERRITORIO
Lo statuto del Coordinamento della Proprietà collettiva dell’Emilia Romagna

Il 9 ottobre, con il patrocinio della Regione, è stato costituito a Bologna il Coordinamento della Proprietà collettiva dell’Emilia Romagna. Ne pubblichiamo lo statuto, approvato nel corso della solenne seduta inaugurale.

Statuto del Coordinamento della Proprietà collettiva dell’Emilia Romagna

Art. 1 - Denominazione e principi ispiratori. - È costituita l’Associazione denominata “Coordinamento della Proprietà collettiva in Emilia Romagna”. Essa è retta dal presente Statuto nel rispetto delle vigenti norme in materia. Il suo scopo è quello di costituire una occasione permanente di dibattito, di confronto e di verifica sui diversi problemi inerenti le proprietà collettive al fine di meglio conservare, sviluppare ed approfondire gli aspetti e le peculiarità storiche, giuridiche, istituzionali, economiche e culturali di detti istituti giuridici. Nel perseguire tale scopo l’Associazione si propone di valorizzare e coordinare il patrimonio comune nel quadro delle secolari tradizioni e dello sviluppo economico–sociale degli associati nella logica di riaffermare il diritto delle popolazioni rurali alla difesa della propria storia, nonché ad una diretta gestione del proprio territorio
L’Associazione si ispira ai principi della Carta Europea sull’autonomia locale approvata a Strasburgo il 15. 10. 1985, convertita nella legge n. 439 del 30 dicembre 1989 dallo Stato italiano, che riconosce nelle collettività locali i principali fondamenti di ogni regime democratico ed il diritto dei cittadini a partecipare alla gestione degli affari pubblici nel modo più diretto possibile.
Gli enti di proprietà collettiva soci, anche attraverso i loro coordinamenti regionali e nazionale, intendono ascriversi fra le formazioni sociali ove si svolge e si sviluppa la personalità dell’uomo, garantite come tali dall’articolo 2 della Costituzione Repubblicana e dalla Dichiarazione Universale del Diritto dell’Uomo, adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in Nuova York il 10-01-1948.
Art. 2 - Natura giuridica. - L’Associazione ha natura giuridica privata così come disciplinata dal codice civile e risponde esclusivamente ai propri Organi. Può richiedere il proprio riconoscimento alle autorità competenti. L’associazione non ha finalità di lucro; è aperta a quanti ne condividono i principi, siano essi organismi pubblici o privati.
È sostenuta moralmente ed economicamente dai soggetti che vi aderiscono in qualità di soci. Allo scioglimento dell’associazione il suo patrimonio dovrà essere devoluto ad altre associazioni senza fine di lucro o ad istituti pubblici che abbiano quale scopo lo studio e la valorizzazione delle proprietà collettive. In nessun caso potranno essere divisi utili tra i soci.
Art. 3 - Sede, luogo delle riunioni e articolazioni territoriali. - L’Associazione ha sede in…; può trasferire la sua sede altrove su deliberazione del Consiglio direttivo.
Può tenere riunioni ovunque sia ritenuto opportuno dal Presidente Coordinatore Regionale, salva l’approvazione del Consiglio Direttivo qualora dette riunioni siano convocate al di fuori dell’ambito territoriale della Regione Emilia Romagna.
Sezioni e Coordinamenti territoriali possono essere istituiti con decisione del Consiglio, che ne fissa anche gli obblighi, i compiti e le funzioni.
Art. 4 - Finalità. - L’Associazione, in coerenza con i principi indicati all’art. 1:
1) favorisce ed incentiva l’adozione, a livello statutario e regolamentare, amministrativo, contabile e gestionale in genere, di orientamenti comuni per tutte le Proprietà collettive, al fine di garantirne la tutela, la gestione e lo sviluppo;
2) favorisce la conoscenza del fenomeno delle Proprietà collettive e ne promuove l’approfondimento scientifico in tutti i suoi aspetti storici, economici, culturali, giuridici, statistici, ecc. ;
3) rappresenta, nell’ambito e nei limiti stabiliti di volta in volta dal presente Statuto e dalle deliberazioni dell’Assemblea, le proprietà collettive presenti sul territorio emiliano romagnolo;
4) assiste e rappresenta i soci, su richiesta o su delega nelle forme di rito, in azioni amministrative e giudiziarie;
5) collabora con Istituzioni Regionali e Provinciali, con Università e Centri di Ricerca regionali, attivando, in modo innovativo e per finalità collettive, la collaborazione tra enti e l’integrazione tra fondi, strumenti e attività di gestione.
6) esperisce, su esplicita richiesta degli associati, tentativi di conciliazione ai sensi dell’art. 29 della legge 16 giugno 1927 n. 1766, al fine di transigere vertenze giudiziarie e amministrative da sottoporsi all’approvazione degli organi competenti;
7) svolge attività di sensibilizzazione alla buona conservazione dei patrimoni agro-silvo-pastorali e al rispetto dei valori ambientali di questi; opera sull’intero territorio regionale, coordinandosi con i piani paesistici (a tutela della funzione prevalentemente conservativa degli ambiti di tutela), ma anche contribuisce alla pianificazione territoriale regionale ed ai relativi interventi urbanistici;
8) intraprende iniziative didattiche e culturali in materia, in particolare per la formazione e l’aggiornamento di periti, delegati tecnici, amministratori e personale amministrativo di enti gestori di beni collettivi; svolge attività di sviluppo e crescita sociale, culturale ed economica;
9) sostiene la dignità delle popolazioni rurali, dalle quali ogni formazione sociale trae origine, consapevole che la difesa dei diritti e la tutela della proprietà collettiva sia un valore universale;
10) promuove l’unione delle gestioni dei beni collettivi, affinché la tutela dei beni e dei diritti delle popolazioni possa trovare in tale unione una maggiore forza, più efficaci sinergie e opportune rappresentatività;
11) assistere in ogni loro necessità,secondo le indicazioni del Consiglio Direttivo, gli enti della proprietà collettiva nonché i soggetti che gestiscono ed utilizzano i loro beni, anche se non associati;
12) salvaguarda e difende l’ambiente naturale delle proprietà collettive e private contro chiunque ne metta in pericolo l’integrità;
13) promuove, salvaguarda e sviluppa le destinazioni d’uso del territorio dal punto di vista urbanistico, economico, programmatico ed etnico in coerenza con i principi della proprietà collettiva;
14) pubblica e commenta studi, ricerche, normative statali e regionali riguardanti gli usi civici e i beni collettivi, sentenze degli organi giudiziari competenti;
15) realizza, per gli ordini e per i collegi professionali, e per altri interessati alla materia degli usi civici e beni collettivi, seminari e corsi di qualificazione in materia di diritto demaniale e privato;
16) organizza, anche per terzi, convegni riguardanti i fini istituzionali dell’Associazione;
17) coadiuva gli istruttori demaniali nella redazione delle istruttorie di accertamento dei diritti delle collettività attraverso la ricostruzione storico-giuridica dei diritti e delle aree civiche;
18) studia e predispone, su richiesta, Statuti e Regolamenti specifici per enti gestori di beni collettivi;
19) offre consulenze telefoniche o verbali ai soci e, su richiesta, consulenze scritte onerose;
20) collabora con enti e con altre associazioni internazionali, nazionali o subnazionali aventi scopi e finalità analoghe;
21) istituisce, per i soci, occasioni di aggregazione sociale e culturale in Italia e all’Estero;
22) svolge attività di promozione dei prodotti e delle attività degli associati; risponde con servizi mirati e idonei ai bisogni turistici e culturali odierni, sollecitando l’attuazione di un processo di integrazione sociale, quale momento unificante delle relazioni fra città e campagna;
23) si propone, quale organo qualificato, a raccogliere e rappresentare giudizi di congruità dei valori di canoni, di corrispettivi di alienazioni o permute dei beni collettivi;
24) predispone studi e programmi di gestione e, su delega degli associati, garantisce l’assistenza programmatoria e gestionale nonché l’assistenza generale civilistica e fiscale;
25) intraprende ogni altra iniziativa ritenuta utile al perseguimento dei fini istituzionali dell’Associazione.
Art. 5 - Funzioni particolari. - L’Associazione rappresenta i propri associati nella Consulta Nazionale della Proprietà Collettiva e, per quel che riguarda temi di interesse generale, nei rapporti con la Regione Emilia Romagna. Su delega formale degli associati, svolge attività di rappresentanza svolgendo per essi ogni funzione tecnica o amministrativa da questi richiesta; compie per essi ricerche, contrattazioni, progettazioni, tiene bilanci. Cura per essi i rapporti con terzi e fornisce loro bilanci-tipo, inventari e regolamenti specifici, etc. Offre agli associati ogni altra assistenza di natura tecnica, giuridica, amministrativa.
Art. 6 - Durata e patrimonio. - La durata dell’Associazione è a tempo illimitato. Le entrate sono costituite:
a) dalle quote sociali; b) dagli utili di eventuali manifestazioni ed eventi; c) da contributi di pubbliche amministrazioni, enti pubblici e privati, associazioni, persone fisiche e giuridiche; d) da contributi volontari degli associati; e) da ogni altra entrata che concorra ad incrementare l’attività dell’associazione.
Le entrate di cui alle lettere c), d) ed e) sono soggette alla approvazione da parte del Consiglio Direttivo.
Le entrate dell’associazione sono destinate alla gestione dell’Associazione stessa per il raggiungimento dell’oggetto sociale e quindi, in via esemplificativa, alla remunerazione del lavoro prestato dagli associati, alle spese di rappresentanza, all’acquisto di beni e per quant’altro si renderà necessario agli scopi dell’Associazione. I contributi, la quota associativa non è trasmissibile e non rivalutabile. Durante la vita dell’Associazione non possono essere distribuiti agli associati, neanche in modo indiretto, eventuali utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve, o capitale, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalle leggi. La cessazione della condizione di associato non dà diritto alla liquidazione del patrimonio associativo.
Art. 7 - Esercizio finanziario. - L’esercizio finanziario si chiude al 31 dicembre di ogni anno. Entro 4 mesi dalla fine di ogni esercizio verrà predisposto a cura del Consiglio direttivo il bilancio consuntivo.
Art. 8 - Soci ordinari - Possono essere ammessi a soci le associazioni e gli enti della proprietà collettiva presenti sul territorio emiliano romagnolo che abbiano fatto richiesta di ammissione ed i loro soci. Tuttavia le singole realtà della proprietà collettiva partecipano alla vita consortile attraverso i loro rappresentanti, di regola corrispondenti con i legali rappresentanti dell’ente associato.
Possono essere ammessi a soci anche i soggetti gestori delle proprietà collettive ed i consorzi di gestione o gli enti intermedi (coordinaenti locali, comitati, ecc.) a cui gli enti che potrebbero divenire soci ai sensi dei commi precedenti partecipano.
I soci fondatori che partecipano alla costituzione dell’Associazione concorrendone alle spese versano la quota sociale. Il semplice versamento della quota sociale costituisce istanza di ammissione a socio dell’Associazione. La richiesta si intenderà accolta se non respinta dal Consiglio Direttivo entro sessanta giorni dal ricevimento della quota.
I soci hanno diritto a partecipare a tutte le iniziative promosse dall’Associazione; sono tenuti a sostenere le iniziative intraprese dai suoi Organi, fornendo a questi suggerimenti e proposte idonee a migliorare i servizi e le azioni intraprese e da intraprendere.
Art. 9 - Soci ordinari - Oltre che nei casi previsti dalla Legge, può recedere il socio che abbia perduto i requisiti per l’ammissione e che non si trovi più in grado di partecipare al raggiungimento degli scopi sociali; oltre che nei casi previsti dalla Legge e dal precedente comma, può essere escluso il socio, con delibera del Consiglio Direttivo, che in qualunque modo danneggia moralmente o materialmente l’Associazione e le Sezioni-Coordinamenti, oppure fomenta dissidi o disordini fra gli associati e che non osserva le disposizioni contenute nello statuto o nel regolamento oppure le deliberazioni degli organi sociali.
Tutti i soci ordinari hanno diritto:
a) di voto per l’approvazione e la modificazione dello statuto e dei regolamenti, per la nomina degli organi direttivi dell’associazione e per quanto è di competenza dell’assemblea degli Associati.
b) di partecipare a tutte le manifestazioni sociali ed usufruire di tutte le attrezzature dell’Associazione.
Ogni socio può essere liberamente eletto negli organi amministrativi dell’associazione.
A ciascun socio spetta un solo voto. L’assemblea degli associati è sovrana nelle sue deliberazioni ed è organo fondamentale della vita associativa per i compiti di indirizzo e di designazione dei membri degli altri organi sociali che le vengono affidati dallo statuto.
Le assemblee vengono convocate mediante comunicazione scritta a ciascun associato.
Per i soci di enti di proprietà collettiva o di altre forme di rappresentanza già associate al coordinamento regionale farà fede la convocazione inviata all’ente di appartenenza. Gli associati hanno il dovere di:
a) osservare scrupolosamente i regolamenti interni, i deliberati dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo;
b) versare regolarmente i canoni sociali ed eventuali altri contributi;
c) collaborare nelle attività sociali ed adempiere agli incarichi, che potranno essere loro affidati dal Consiglio Direttivo.
Art. 10- Soci sostenitori - Possono essere soci sostenitori tutti coloro che condividono i fini dell’Associazione. L’ammissione a socio sostenitore dovrà essere deliberata dal Consiglio direttivo.
I soci sostenitori possono partecipare all’assemblea senza diritto di voto. Oltre che nei casi previsti dalla Legge, può recedere il socio che abbia perduto i requisiti per l’ammissione e che non si trovi più in grado di partecipare al raggiungimento degli scopi sociali; oltre che nei casi previsti dalla Legge e dal precedente comma, può essere escluso il socio, con delibera del Consiglio Direttivo, che in qualunque modo danneggia moralmente o materialmente l’Associazione e le Sezioni-Coordinamenti, oppure fomenta dissidi o disordini fra gli associati e che non osserva le disposizioni contenute nello statuto o nel regolamento oppure le deliberazioni degli organi sociali.
Tutti i soci sostenitori hanno diritto:
a) di partecipare, senza diritto di voto, alle assembleee dell’Associazione;
b) di partecipare a tutte le manifestazioni sociali ed usufruire di tutte le attrezzature dell’Associazione.
c) di essere eletto negli organi amministrativi dell’associazione. I soci sovventori non possono essere presenti nel Consiglio Direttivo in una misura maggiore al 30% del numero complessivo dei suoi componenti.
Gli associati hanno il dovere di:
a) osservare scrupolosamente i regolamenti interni, i deliberati dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo;
b) versare regolarmente i canoni sociali ed eventuali altri contributi;
c) collaborare nelle attività sociali ed adempiere agli incarichi, che potranno essere loro affidati dal Consiglio Direttivo.
Art. 11 - Organi. -Sono Organi del Coordinamento Regionale: 1) l’Assemblea degli Associati; 2) il Consiglio Direttivo; 3) il Presidente Coordinatore Regionale; 4) i Vicepresidenti eventualmente nominati; 5) il Collegio Sindacale.
Art. 12 - Funzioni degli Organi. - L’assemblea: è costituita da tutti gli associati. Si riunisce almeno una volta l’anno; è convocata almeno dieci giorni prima della seduta ed è presieduta dal Coordinatore dell’Associazione. Può essere convocata sia in sede ordinaria che straordinaria. Le sedute sono valide in prima convocazione con la presenza della maggioranza degli associati ordinari. In seconda convocazione è validamente costituita qualunque sia il numero dei membri ordinari presenti. Determina il numero e la composizione del Consiglio direttivo. Delibera le eventuali modifiche dello Statuto proposte dal Consiglio direttivo, approva i bilanci, prende atto della Relazione annuale sull’andamento dell’Associazione predisposta dal Presidente Coordinatore Regionale. Delibera, su proposta del Consiglio direttivo, l’entità delle quote sociali e i regolamenti di funzionamento ed esecuzione dell’Associazione.
Propone al Consiglio programmi ed indirizzi da perseguire.
Ogni associato può farsi rappresentare, con delega scritta, da altro Socio, anche se sostenitore. Ogni Associato non può ricevere più di quattro deleghe.
Il consiglio direttivo: è costituito da cinque a undici soci, tra cui il Presidente Coordinatore Regionale. Il Consiglio dura in carica quattro anni. I Consigli successivi, per garantire la continuità degli indirizzi, conservano, con preferenza rispetto ad altri candidati eletti, tre dei consiglieri precedenti, anch’essi scelti dall’Assemdblea tra coloro che dichiarano la propria disponibilità. A parità di voti è eletto il più anziano di età. Il Consiglio predispone ed adotta i programmi della attività dell’Associazione, i bilanci e le loro variazioni, elibera sulla stipula dei contratti, sulle spese, sulla nomina di eventuali consulenti determinandone i compensi, predispone regolamenti di funzionamento e di esecuzione da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea, elegge tra i suoi componenti un Presidente Coordinatore Regionale e può eleggere i Vice presidenti che sostituiscono il Presidente Coordinatore Regionale nei casi di assenza o impedimento, propone all’Assemblea l’entità delle quote sociali, delibera l’elenco dei Consorti e l’eventuale esclusione di questi per gravi motivi di incompatibilità o per il mancato pagamento della quota sociale.
Le riunioni del Consiglio direttivo, che sono convocate dal Presidente Coordinatore Regionale con dieci giorni di anticipo, si tengono ogni qualvolta si ritiene necessario; sono valide con la maggioranza dei componenti. Delibera a maggioranza. In caso di parità di voti prevale il voto del Presidente Coordinatore Regionale.
Il presidente coordinatore regionale: è nominato dal Consiglio direttivo ed ha la rappresentanza legale dell’Associazione; in sua assenza le funzioni del Presidente Coordinatore Regionale vengono esercitate da uno dei Vicepresidenti.
Presiede le sedute degli Organi col1egiali, ne segue l’attività assicurando il corretto perseguimento di quanto deliberato dagli Organi. Firma i bilanci assieme ad uno dei Vicepresidenti. Nomina i Vicepresidenti proponendoli al Consiglio.
Art. 13 - Collegio dei Sindaci - I Sindaci sono nominati dall’assemblea in numero di tre con funzioni di controllo sull’amministrazione dell’Associazione e giudicano, su richiesta del Consiglio Direttivo, dei comportamenti dei Consorti non conformi allo spirito dell’Associazione. Durano in carica 4 (quattro) anni. II Collegio dei Sindaci ha l’obbligo:
a) di vigilare sulla osservanza delle consuetudini, dello Statuto, del Regolamento, delle deliberazioni assembleari e delle leggi generali e speciali;
b) di controllare l’amministrazione dell’Associazione, di accertare la regolare tenuta della contabilità e di verificare che alle risultanze di questa corrispondono i bilanci;
Art. 14 - Quote sociali. - Le quote sociali sono ordinarie o di sostegno, la cui entità è fissata annualmente dal Consiglio direttivo.
Art. 15 - Servizio di Tesoreria. - Il conto bancario aperto a nome dell’Associazione porterà la firma del Presidente Coordinatore Regionale ed eventualmente dai Vicepresidenti dell’Associazione - Presidenti dei Coordinamenti Provinciali.
Art. 16 - Disposizioni generali. - Particolari norme di funzionamento e di esecuzione del presente statuto possono essere disposte con regolamenti da approvarsi dal Consiglio e ratificati dall’Assemblea alla sua prima riunione. I regolamenti approvati dal Consiglio espletano comunque la loro validità fino alla definitiva approvazione. Per quanto non previsto nel presente statuto, si applicano le norme di legge vigenti in materia di associazioni private.
Art. 17 - Estinzione dell’Associazione. - L’Associazione è sciolta nei casi previsti dall’art. 27 C. C. Il materiale librario, documentario e archivistico sarà destinato ad un’istituzione collettiva con finalità analoghe scelta dal Consiglio direttivo, ritenuta meritevole e idonea alla buona conservazione del materiale trasferito. L’assemblea straordinaria delibera lo scioglimento e nomina un Collegio di liquidatori composto da tre membri, determinandone i poteri e stabilendo a quale altra Associazione o a quali altri fini di utilità collettiva debbano essere destinate le attività residue.
I beni immobili e mobili sono alienati e i proventi assegnati a enti soci, per iniziative ritenute di rilevante interesse.
Art. 18 - Norma finale - Per tutto quanto non previsto nel presente Statuto valgono le regole consuetudinarie, le norme del Codice Civile e altre norme legislative e regolamentari applicabili alle organizzazioni di questo tipo.