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"La Vicìnia"
Setembar dal 2006
 
Il presidente della Consulta nazionale, Carlo Grgic, interviene alla festa delle Asuc

L’intervento della presidente Nicoletta Aloisi
SISTEMA ASUC
Gli organismi di gestione del territorio più vicini alla popolazione

Gli amministratori delle 99 Amministrazioni frazionali del Trentino si sono riuniti nel Parco del Brenta, ospiti dell’Asuc di Stenico presso Malga Stabli, per celebrare la prima “Festa delle Asuc trentine”. All’incontro del 2 settembre, sono intervenuti numerosi politici regionali e provinciali. Carlo Grcic ha portato i saluti e gli auguri della Consulta nazionale della Proprietà collettiva, mentre don Fortunato Turrini ha presieduto la liturgia eucaristica, su mandato dell’Arcidiocesi di Trento. Di seguito la relazione della presidente dell’Associazione provinciale delle amministrazioni separate di uso civico della provincia di Trento, Nicoletta Aloisi.

Un caro benvenuto da parte dell’Associazione provinciale delle “Asuc” a tutti i presenti a questa giornata di festa, dove oltre alle “Asuc” del Trentino, sono state invitate: associazioni di proprietà collettive nazionali, rappresentanze politiche provinciali e onorevoli, nonché funzionari provinciali, collaboratori e sostenitori delle attività delle “Asuc” , la Sat e l’associazione cacciatori.
Noto con molto piacere che avete aderito in tanti e, nonostante la notevole distanza che ci separa, è qui presente anche il presidente della Consulta nazionale della Proprietà collettiva Carlo Grgic, che arriva da Trieste, e anche i rappresentante del periodico La Vicìnia. Vi ringraziamo tutti di cuore per averci onorato della vostra presenza. Ringraziamo la stampa e le tv presenti. Non ci saranno con noi oggi per impegni istituzionali il presidente della Provincia Dellai, la vicepresidente Margherita Cogo, il presidente del Consiglio Dario Pallaoro, l’assessore Tiziano Mellarini, l’assessore Gianluca Salvatori, il senatore Claudio Molinari, i quali hanno inviato il loro saluto e l’augurio di una buona riuscita. Il consigliere Giovanazzi arriverà in gornata. Siamo in un periodo di ferie e purtroppo anche tanti amministratori “Asuc” e politici non sono qui. L’assessore provinciale Silvano Grisenti, a causa di impegni famigliari programmati già da tempo, mi ha incaricato di scusare l’assenza e di portarvi il suo saluto; si è complimentato con l’associazione per la realizzazione di questa festa che deve avere anche lo scopo di mantenere vivo il ricordo delle proprie radici, l’amore e la valorizzazione del proprio territorio con un occhio di riguardo a quanto i nostri padri amministratori ci hanno tramandato.
Altri consiglieri, Barbacovi, Bombarda, Pino Morandini, Bertolini, Mosconi hanno inviato il loro saluto si sono giustificati in quanto assenti dal Trentino. La nostra Provincia autonoma è comunque oggi rappresentata dalla presenza tra noi degli assessori Panizza, Bressanini, Berasi, dal consigliere e assessore regionale Chiocchetti, dai consiglieri Amistadi, Giovanazzi, Morandini. Ringraziamo della loro presenza anche gli onorevoli Giacomo Bezzi, la difensore civico Donata Borgonovo Re, il presidente del Parco Antonello Zulberti, funzionari e collaboratori provinciali, custodi forestali, con i quali tutti noi amministratori ci troviamo per approfondire e risolvere questioni amministrative e che qui colgo l’occasione di ringraziare per il loro prezioso aiuto. Saluto anche con piacere il sindaco di Stenico e gli amministratori comunali intervenuti.
Oggi per la prima volta ci troviamo insieme non per adempiere a formalità statutarie, ma per una giornata di festa, che prevede per ora alcuni interventi, seguirà quindi la santa Messa celebrata da don Fortunato Turrini e accompagnata dal coro Pineta Rio Bianco di Fiavè Stenico, coro che ha già ottenuto riconoscimenti e successi sia in Trentino che in altre regioni italiane ed all’estero; quindi ci sarà il pranzo allestito dalla Pro Loco di Fiavè.
La festa di oggi dovrà essere un’occasione per tutti noi di conoscere altri amministratori “Asuc”, di condividere esperienze, approfondire problematiche, raccogliere suggerimenti e consigli, con il fine comune di migliorare sempre di più la gestione della proprietà collettiva, un grande patrimonio ricco di bellezze naturali, storiche, culturali, delle quali noi dobbiamo essere consapevoli ed orgogliosi, e proprio per questo dobbiamo conservarlo e nello stesso tempo migliorarlo “sfruttandolo” (aggiungo per essere più chiara: in maniera sostenibile) al meglio e nel rispetto dell’ambiente e a vantaggio delle popolazioni residenti, legittime proprietarie di questi beni.
Un esempio di un corretto sfruttamento della proprietà collettiva è proprio qui, in questo bellissimo posto situato nel Parco Adamello Brenta, dove l’“Asuc” di Stenico con coraggio ed impegno ha ristrutturato un’ex malga e sistemato i fabbricati connessi per migliorare il proprio patrimonio ed anche per garantirsi un’entrata futura a finanziamento delle sempre più consistenti spese di gestione. Di esempi come questi ce ne sono tanti nel nostro Trentino. Molte “Asuc” oltre ai compiti tradizionali di assegnazione delle “part” della legna, del pascolo, della vendita del legname (che in questi ultimi mesi fortunatamente ha recuperato valore) svolgono anche attività ricreative-sociali ed organizzano iniziative dirette alla conoscenza e valorizzazione del proprio territorio, delle proprie tradizioni, rafforzandone il senso di appartenenza che ha sempre contraddistinto la popolazione trentina.
Credo che sia corretto evidenziare che le nostre “Asuc” sono gli organismi di gestione del territorio più vicini alla popolazione, gestiscono la proprietà collettiva in rappresentanza dell’intera Comunità frazionale e, sulla base delle risorse disponibili appartenenti alla Frazione, offrono risposte ai bisogni dei censiti, applicando in tal modo concretamente il principio di sussidiarietà che trova le sue origini a partire dalle antiche Regole.
La nuova legge provinciale 6/2005 del 14 giugno 2005 di disciplina dell’amministrazione dei beni d’uso civico, cancellando la precedente n. 5 del 2002 da noi tanto contestata, tiene conto del ruolo delle “Asuc”: assegna un contributo annuale per concorrere al finanziamento delle spese di gestione, garantisce una maggior semplificazione negli atti amministrativi e riconosce alle “Asuc” la propria autonomia ed indipendenza, anche se potrà essere migliorata. Le popolazioni trentine prima con le Regole e poi con le “Asuc” hanno dimostrato di saper gestire il loro patrimonio e se noi oggi beneficiamo di un ricco patrimonio di proprietà collettiva è merito di chi, prima di noi ha saputo conservarlo e migliorarlo. Questa nostra capacità di autogoverno e questa nostra autonomia non poteva venire cancellata e per questo si è arrivati a rivedere la legge di disciplina dell’amministrazione dei beni d’uso civico. Un ringraziamento quindi è dovuto al presidente Dellai, all’assessore competente Silvano Grisenti, al presidente del Consiglio di allora Giacomo Bezzi, a tutti i consiglieri provinciali che hanno contribuito all’approvazione della nuova legge. La nostra gratitudine sincera deve essere rivolta anche a chi ha sostenuto da subito le nostre istanze, incontrando anche più volte l’associazione delle “Asuc” per approfondire le varie problematiche e trovare le soluzioni migliori. Ci sono sempre stati vicini: l’assessore provinciale Franco Panizza , l’assessore regionale Luigi Chiocchetti, i consiglieri Pino Morandini, Nerio Giovanazzi, Denis Bertolini e la vicepresidente Margherita Cogo. Ringraziamo anche della preziosa collaborazione il prof. Nervi, il dott. Paternoster e il dott. Pace.
Oggi vorremmo anche ricordare un caro amico: Domenico Fedel, scomparso nel dicembre scorso, fondatore nel 1987 insieme ad altri amministratori “Asuc” della nostra associazione provinciale. Non scorderemo mai il suo entusiasmo, l’amore per la nostra terra trentina, e le sue battaglie a difesa delle “Asuc” trentine e delle tradizioni legate alla gestione della proprietà collettiva.
Colgo l’occasione anche per invitare quelle “Asuc” che non hanno ancora provveduto ad approvare quanto prima gli statuti comunali, e disciplinare il quorum di validità delle votazioni, perché altrimenti nel caso di rinnovo del Comitato “Asuc” vige la norma provinciale che prevede la validità della votazione solo se si raggiunge il 50% dei maggiorenni iscritti all’anagrafe del Comune residenti nella Frazione. Anche se la legge consente nel caso di mancanza del raggiungimento del quorum lo svolgimento fino a 3 votazioni, di fatto è difficile raggiungere tale percentuale, già l’“Asuc” di Vervò è stata soppressa proprio perché anche con la terza votazione non è stato raggiunto il quorum del 50% +1 dei maggiorenni, in questo caso il Comune di Vervò gestirà la proprietà collettiva per conto della Frazione di Vervò. Oltre ad indicare il quorum lo statuto può anche fissare il requisito minimo di residenza per entrare a far parte della Comunità frazionale e chi sono gli aventi diritto al voto: tutti i maggiorenni oppure i capi famiglia, oppure il delegato della famiglia. La stragrande maggioranza delle “Asuc” ha scelto di riconoscere al capo famiglia, ora intestatario di scheda, il diritto di voto, il quorum del 30%, ed un minimo di 3 anni di residenza per far parte della Comunità frazionale.
È notizia di questi giorni che il 17 settembre a Vigolo Baselga ci saranno le votazioni per l’eventuale costituzione della nuova “Asuc” di Vigolo Baselga, la quale se almeno il 50% +1 dei maggiorenni andranno a votare gestirà direttamente i propri beni d’uso civico ora gestiti dal Comune di Trento. Questo evento in controtendenza con la disaffezione ormai diffusa nelle cose pubbliche ed il fatto che l’anno scorso si è ricostituita l’“Asuc” di Dasindo, stanno a dimostrare come si stia rivalutando le attività delle “Asuc” e come sia maturata oggi in certe nostre realtà locali una nuova volontà di partecipazione da parte dei cittadini alla gestione diretta della proprietà collettiva. Auspichiamo che anche in altre zone del Trentino si guardi con occhio diverso alla proprietà collettiva e si apprezzi l’importanza di mantenere viva la cultura del diritto d’uso civico come elemento di democrazia reale e di autonomia locale. A questo proposito sarebbe molto importante programmare negli istituti scolastici, come lo sta già facendo l’Istituto Comprensivo di Ponte Arche ed anche con incontri pubblici, percorsi formativi relativi alla diffusione della conoscenza dell’uso civico per rendersi conto delle proprie radici e dei vari aspetti attuali dei beni di uso civico: quali sono gli organi amministrativi e le loro competenze, quali i diritti ed i doveri dei censiti, come viene oggi amministrato il patrimonio civico, funzione delle “Asuc”.
Concludo con un appello a tutti gli amministratori “Asuc” di guardare con ottimismo al futuro, perché come abbiamo potuto constatare, grazie all’impegno, alla passione, all’onestà e all’entusiasmo che dedichiamo quotidianamente alla frazione, siamo riusciti tutti insieme a dare nuovo vigore alle “Asuc”, alle sue attività ed a risvegliare nella popolazione la cultura dell’uso civico. Le iniziative delle “Asuc” vengono ormai riconosciute in tanti settori e riscontrano l’adesione e la condivisione di parecchi enti, con i quali dobbiamo mantenere rapporti collaborativi e di confronto. Il nostro impegno futuro dovrà essere quello di coinvolgere il più possibile la partecipazione dei nostri censiti, per trasmettere loro la consapevolezza di possedere un grande patrimonio che deve essere salvaguardato, conservato e valorizzato per un miglior utilizzo e per le generazioni future.
Nei prossimi mesi sarà convocata l’assemblea generale delle “Asuc” per assolvere alle formalità contenute nello statuto e per rinnovare il comitato esecutivo dell’associazione in scadenza il prossimo anno.
Un sincero ringraziamento da parte dell’Associazione provinciale a tutti i volontari impegnati nella buona riuscita di questa festa, all’“Asuc” di Stenico per la disponibilità del suo patrimonio ad uso di tutti noi, a don Fortunato Turrini da sempre sostenitore degli usi civici, al Corpo dei Vigili del Fuoco di Stenico, al Servizio Prevenzione Rischi della Provincia per l’allestimento del tendone, all’Associazione Pro Loco di Fiavè per l’organizzazione logistica di tutta la festa, al Coro Pineta Rio Bianco che ci allieterà con i suoi canti, alla Cassa Centrale delle Casse Rurali per aver contribuito all’acquisto dei cappellini.