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"La Vicìnia"
Novembar dal 2002
 
Vonde cu la conflitualitât; sot cu lis oportunitâts di svilup
FOR DISOT: SI VOLTE PAGJINE

[Stiefin Plazzotta]


Ospiti d’eccezione dell’incontro, patrocinato dal Comune di Forni di Sotto e intitolato “Beni civici, proprietà collettive e loro gestione”, erano i portavoce dell’“Associazione nazionale usi civici e terre e demani collettivi” (www.members.it.tripod.de/usi_civici/index.htm, e-mail: usi_civici@lycosmail.com): il presidente Luigi Olivetti e Giotto Minucci, responsabile dell’Amministrazione separata dei beni di uso civico di Montepescali (www.gol.grosseto.it/puam/montepescali - www.montepescali.com - montepe@gol.gorsseto.it). Era inoltre presente la dottoressa Anna Tomat dell’Ufficio regionale per gli Usi civici (s.usicivici@regione.fvg.it). Nel fare gli onori di casa, il sindaco di Forni di Sotto, Andrea Ghidina, ha confessato la sua scarsa conoscenza dell’argomento e quindi l’interesse e l’impegno personale ad approfondire le tematiche legate a questi diritti. Nel comune di Forni di Sotto, più di 6 mila ettari di beni silvo-pastorali sono soggetti a “diritti reali di godimento” in favore degli abitanti.
Nelle questioni rivolte dai cittadini agli esperti, si è avvertito il crescente interesse che queste realtà suscitano in Friuli, in virtù del ruolo socio-culturale, economico ed ambientale di primaria importanza che situazioni simili rivestono per moltissime comunità di varie parti d’Italia. Importanti chiarimenti sono stati offerti in merito al fatto che il soggetto amministrante, sia esso il Comune o il Comitato per l’amministrazione separata frazionale, deve creare le condizioni affinchè il “bene comune” crei opportunità di sviluppo per il territorio e per la comunità titolare; che è corretto regolamentare e valorizzare i diritti dei cittadini affinché questi possano esercitarli liberamente e pacificamente; che la proprietà del bene è di chi lo fruisce e quindi degli aventi diritto; che i diritti vanno esercitati, ma la loro fruizione non deve arrecare danno all’ambiente e quindi al bene stesso; che il Comune o l’amministrazione separata frazionale non pagano tasse su questi beni se sono stati accertati di Uso civico; che i proventi derivanti dalla gestione di tali beni, se amministrati dal Comune, devono essere rendicontati in un capitolo separato del bilancio comunale e non assieme alle entrate correnti ordinarie; che i cittadini residenti all’estero, iscritti all’apposita anagrafe “Aire”, mantengono i diritti di Uso civico; che è prassi consolidata, in Italia, che le elezioni per il rinnovo dei comitati frazionali non necessitino di “quorum” (come invece prescrive la Regione Friuli-V. G.); che l’istituzione di un “parco” sul territorio gravato da Usi civici non può e non deve “ingessare” i diritti dei residenti, ma valorizzare e ampliare le opportunità degli aventi diritto.
Numerose critiche ha suscitato la legge regionale 12/2000 sulla raccolta dei funghi, ritenuta dai presenti lesiva dei diritti e degli interessi dei titolari delle proprietà private e collettive della montagna. Luigi Olivetti e Giotto Minucci, nel salutare, hanno augurato che l’amministrazione comunale di Forni di Sotto, d’ora in poi, sappia coinvolgere la cittadinanza nella gestione corretta di questo “bene comune” e che, archiviati i motivi di conflitto, si passi a una fase di sviluppo per la comunità. Il responsabile dell’Amministrazione separata di Montepescali, Minucci, ha manifestato l’intenzione di presentare al seminario annuale di Trento, che si svolgerà il 14 e 15 novembre (www.jus.unitn/usi_civici/ - usi_civici@jus.unitn.it), il prezioso dossier sull’“Esperienza della proprietà collettiva di Forni di Sotto fra tradizione e modernità”.