Jentrade / Articui / La Vicìnia
Jentrade/Gnovis
  Leams/Links
"La Vicìnia"
Març dal 2006
 
Da sinistra: Pietro Nervi, Francesco Moro, Carlo Grgic

A Roma martedì 7 marzo
È NATA LA CONSULTA
L’assemblea costitutiva si è svolta in Senato

[M. Z.]
«Il Popolo del Terre collettive della Carnia, del Carso triestino e del Friuli, rappresentato qui dal Coordinamento regionale tra i Comitati per l’Amministrazione separata degli Usi civici e i Consorzi di Comunioni familiari delle Terre collettive, partecipa con emozione e speranza allo storico appuntamento di quest’oggi», queste parole pronunciate da Maria Grazia Rega del Comitato frazionale di Valle e Rivalpo (Arta), martedì 7 marzo sono risuonate nel palazzo del Senato, ove si è ufficialmente costituita la Consulta nazionale della Proprietà collettiva, una sorta di “sindacato” delle oltre 2500 comunità titolari di terre civiche e terre colletive in ogni parte d’Italia.

Da ogni regione sono convenuti a Roma i rappresentanti dei coordinamenti regionali e dei vari organismi rappresentativi delle proprietà collettive: Jus, Srenje, Comunelle, Comunioni familiari, Amministrazioni separate, Consorzi vicinali e Consorzi degli uomini, Vicìnie, Regole, Università e Comunanze agrarie…
Hanno tenuto a battesimo il neo costituito organismo, che avrà sede presso l’Università di Trento, il vicepresidente del Senato, Francesco Moro; il prof. Pietro Nervi, presidente del Centro studi e documentazione sui Demani civici e le Proprietà collettive di Trento, e gli accademici dell’Università “La Sapienza” di Roma, Alberto Germanò e Paolo Vitucci.
Con la neocostituita Consulta – ha affermato il prof. Nervi – il popolo delle Proprietà collettive potrà far fronte alle sfide del presente e sarà in grado di offrire il proprio contributo culturale alla società italiana. Se in passato interessi economici motivavano i tentativi liquidatori, oggi – secondo il cattedratico trentino – gli attacchi di amministratori e burocrati («tanto più arroganti quanto più ignoranti») sono causati dal venir meno del significato stesso della democrazia, in quanto le scelte sempre più dipendono da gruppi di potere. Anche il vicepresidente del Senato, Francesco Moro, ha incitato le comunità titolari di terre civiche e collettive a far sentire alta e unita la propria voce. Il prof. Alberto Germanò, dal canto suo, ha indicato le radici costituzionali della proprietà collettiva, in quanto espressione elevata della “sussidiarietà orizzontale” sancita dall’articolo 118. I partecipanti all’assemblea costitutiva della Consulta della proprietà collettiva hanno votato all’unanimità una dichiarazione comune in cui hanno ribadito la necessità di salvaguardare «il pluralismo giuridico espresso dalle nostre comunità… espressione primigenia dei principî di sussidiarietà e differenziazione e parte importante del patrimonio culturale d’Italia». I diritti della proprietà collettiva «sono economicamente e giuridicamente una forma di proprietà», ma partecipano al contempo «alla sfera inalienabile delle libertà naturali». È per effetto delle buone gestioni dei nostri predecessori – ribadisce la dichirazione di Roma – che «la proprietà collettiva costituisce parte fondamentale del paesaggio d’Italia e racchiude in sé un tesoro di biodiversità la cui conservazione, nostra precipua responsabilità, è tuttavia interesse universale». La Consulta nazionale al termine dei suoi lavori ha eletto primo presidente Carlo Grgic di Padriciano (Trieste), responsabile del Coordinamento regionale in Friuli-V. G. tra i Comitati per la Amministrazione separata degli Usi civici e i Consorzi di Comunioni famialiari delle Terre collettive. Come vicepresidente è stato scelto Marcello Marian, presidente della Associazione regionale dell’Università agrarie del Lazio. Presiederà il collegio dei revisori dei conti Pietro Nervi, presidente del Centro studi e documentazione sui Demani civici e le Proprietà collettive. Segretario della Consulta, infine, è stato nominato Stefano Barbacetto, dottore di ricerca in studi storici presso l’Università di Verona. La delegazione del Friuli e di Trieste, era composta da 22 persone, provenienti da Bagnoli della Rosandra, Bressa (Campoformido), Coccau (Tarvisio), da Malborghetto, Marano Lagunare, Malchina e Precenicco (Duino Aurisina), Padriciano, Gropada e Santa Croce (Trieste), Monrupino, Pesariis (Prato Carnico), Priola e Noiariis (Sutrio), Ravascletto, San Michele (Gorizia) e Valle e Rivalpo (Arta Terme). Ai lavori hanno partecipato anche il senatore Milos Budin e il consigliere regionale Igor Dolenc.
La Consulta nazionale della Proprietà collettiva avrà sede a Trento, presso l’Università in via Prati 2 (tel. e fax 040 226161 - consultanazpropcollettiva@yahoo.it - http://www.jus.unitn.it/usi_civici/consulta/home.html).