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"La Vicìnia"
Març dal 2006
 

Nasce a Roma la Consulta nazionale
IL SINDACATO DELLA PROPRIETà COLLETTIVA
L’assemblea costitutiva martedì 7 marzo, in Senato

[Luche Nazzi]
Martedì 7 marzo, presso la sala stampa del Senato della Repubblica, nasce la Consulta nazionale della Proprietà collettiva. La seduta costitutiva è convocata dalle ore 14 alle ore 17.

I coordinamenti regionali e sovraccomunali delle oltre 2500 comunità che in ogni parte d’Italia sono titolari di usi civici, terre civiche e terre collettive (Università agrarie del Lazio, Comunalie parmensi e della Liguria, Partecipanze agrarie dell’Emilia e del Piemonte, Regole delle Dolomiti, Amministrazioni degli antichi beni originari del Veneto e Amministrazioni separate del Trentino e del Friuli, Comitati per la gestione degli Usi civici, Comunanze agrarie e Consorzi di Comunioni familiari…), il 7 marzo, tengono a battesimo a Roma, presso il Senato, l’organismo che coordinerà la conservazione e lo sviluppo della proprietà collettiva in Italia.
Alle 14 inizierà l’assemblea costitutiva dell’organismo che opererà per «conservare, sviluppare ed approfondire le peculiarità storiche, culturali, istituzionali, giuridiche ed economiche delle proprietà collettive, dei domini civici e delle risorse naturali di collettivo godimento».
Presiederà la seduta costitutiva il professor Pietro Nervi, professore di Economia e Politica montana e forestale nella Facoltà di Economia dell’Università di Trento.
Prima della lettura ed approvazione dello Statuto della Consulta, il professore Alberto Germanò della Facoltà di Scienze politiche dell’Università degli studi di Roma “La Sapienza” proporrà una relazione su “Usi civici, Terre civiche, Terre collettive” e il professore di Istituzioni di diritto privato nella Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Roma “La Sapienza” Paolo Vitucci tratterà il tema: “Proprietà collettiva: la sua specificità”.
La Consulta nazionale avrà la sua sede a Trento, presso il Centro studi e documentazione sui Demani civici e le Proprietà collettive dell’Università trentina.
Impulso e ispirazione al “sindacato” italiano delle Terre civiche che sta nascendo sono venuti dal Centro studi e documentazione sui Demani civici e le Proprietà collettive di Trento che, mediante l’appuntamento annuale delle “Riunioni scientifiche”, ha incoraggiato, formato e messo in rete centinaia di amministratori e di studiosi di ogni parte d’Italia. Il suo responsabile, prof. Pietro Nervi, in apertura dell’XI assise trentina del novembre 2005 aveva fra l’altro affermato: «Riteniamo ora che i tempi siano maturi per promuovere una Consulta nazionale della proprietà collettiva. È questo un invito che a nome del Centro studi mi onoro di rivolgere ai rappresentanti degli enti collettivi. Forti del proprio patrimonio culturale, gli enti collettivi sono in grado di esprimere una cultura della comunità, una cultura giuridico-istituzionale, una cultura economica e tecnologica, una cultura ecologica, una cultura dell’innovazione, una cultura della conservazione, una cultura della democrazia. Questo potenziale di cultura – ha proseguito il prof. Nervi – è oggi necessario per: - contrastare la presenza di una classe politica e burocratica che al proprio interno mantiene decisori tanto arroganti quanto ignoranti in materia di dominii collettivi; - costituirsi come interlocutore unico presso il Parlamento e la Pubblica amministrazione ad ogni livello di governo elettivo del territorio; - mantenere ed ampliare spazi di autonomia; - costituirsi come modelli di gestione sostenibile al fine di constrastare comportamenti predatori sulle risorse naturali da parte di produttori e di consumatori; - proporre un progetto di civiltà, nel quale, accanto alla crescita ed allo sviluppo, si radichi nel cittadino comunale la consapevolezza che, pur nella diversità delle varie figure, i dominii collettivi hanno tutti un tratto comune: il vantaggio di godere utilità del fondo attribuito ad appartenenti a determinate collettività; di una situazione giuridica complessa che si concreta in un interesse civico alla conservazione della destinazione dei beni e in un diritto avente ad oggetto un uso dei beni conforme alla loro destinazione».
La Consulta avrà la propria sede operativa presso l’Università degli studi di Trento, in via Prati 2 (tel. e fax 040 226161 - consultanazpropcollettiva@yahoo.it).