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"La Vicìnia"
Fevrâr dal 2006
 

La riforma agraria nel governo Lula non elimina la concentrazione della terra
BRASILE: BILANCIO DELLA RIFORMA AGRARIA
Il Movimento “Sem Terra” ha divulgato una nota con la sua posizione di fronte al bilancio della riforma presentata dal Ministero dello Sviluppo agrario

[Coordenação Nacional do Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra]
Di fronte ai numeri ufficiali divulgati dal Ministero dello Sviluppo agrario il 23 gennaio 2006, il “Mst” vuole chiarire:



1. Oggi esistono più di 140.000 famiglie accampate al bordo delle strade e in latifondi. Nel solo 2005, secondo il governo, 127,5 mila di loro sono state insediate. In accordo con gli impegni firmati tra i movimenti sociali delle campagne e il governo federale, attraverso il Piano Nazionale della Riforma Agraria (PNRA), nel dicembre 2003 e in occasione della Marcia nazionale del maggio 2005, le famiglie accampate sarebbero priorità della politica di Riforma Agraria adottata dal governo, Constatiamo che i bordi delle strade continuano ad essere occupati da queste famiglie e che i latifondi non vengono espropriati.

2. La pratica di insediare famiglie nelle regioni del nord, dove c’è maggiore concentrazione di aree pubbliche, non contribuisce alla diminuzione della concentrazione di terra nel paese. Ci pare che, per il governo, insediare famiglie sia semplicemente donare terra, dove e come capita. La riforma agraria è eliminare la concentrazione della proprietà della terra e risolvere i problemi dei poveri delle campagne. Oggi circa il 56% delle terre coltivabili sono nelle mani dell’1% dei proprietari. Sono più di 133 i milioni di ettari concentrati. Siamo il secondo paese al mondo per concentrazione di terra, ci supera solo il Paraguai.

3. Seguendo la logica di mercato e il timore di affrontare il grande latifondo e i suoi alleati, l’agrobusiness e il capitale finanziario sono stati i grandi beneficiati del 2005. Alti tassi di interesse, sommati al rinvio degli esorbitanti debiti dei latifondisti, indicano l’opzione del governo nei confronti della continuità di una politica economica neoliberista, che colpisce anche i contadini.

4. Gli indici di produttività utilizzati dall’Incra per determinare se un’area è produttiva sono degli anni 70. Anche qui c’era un impegno del governo Lula con i movimenti sociali delle campagne in un documento firmato il 18 maggio dopo la Marcia Nazionale. Tuttavia il decreto è fermo sul tavolo del presidente da quasi sei mesi, senza nessuna prospettiva di essere messo in atto. Basta che firmi perchè milioni di ettari improduttivi possano essere destinati alla riforma agraria.

5. Secondo dati della Commissione Pastorale della Terra (CPT), tra il gennaio e l’agosto del 2005, sono state assassinate 28 persone. Possiamo dire che la tensione nelle campagne si aggrava ogni giorno di più con l’assenza di una politica agraria che trasformi la struttura fondiaria nel paese. E le vittime sono lavoratori e lavoratrici rurali e non funzionari delle grandi aziende agricole e ancor meno latifondisti.

6. L’analisi dei dati disponibili conferma che: delle 127,5 mila famiglie considerate insediate nel 2005, solo il 45,7% lo sono state in aree di riforma agraria. Il resto (54,3%) si riferisce ad insediamenti antichi o al riordinamento degli insediamenti in terre pubbliche. I dati mostrano anche che gran parte degli insediamenti è stata realizzata in aree di frontiera agricola.

7. "La riforma agraria nel governo Lula non ha capacità di alterare la struttura fondiaria”, secondo l’opinione del ricercatore José Juliano de Carvalho Filho, professore della Facoltà di Economia e Amministrazione dell’università di São Paulo (USP). Secondo lui "gli unici risultati positivi si riferiscono al PRONAF (Programma Nazionale di Rafforzamento dell’Agricoltura Familiare), il che è poco per sostenere l’affermazione che la riforma agraria di qualità è in via di realizzazione. La sua politica è innocua nei confronti del latifondo. Non colpisce il monopolio della terra.

8. La questione è discutere la natura della riforma agraria, le dimensioni e i luoghi in cui le famiglie, di cui ha parlato il ministero, sono state insediate, La riforma agraria annunciata elimina realmente la concentrazione della terra e ha distribuito reddito e ricchezza alle più di 4,8 milioni di famiglie senza-terra sparse per il paese? Oltre a questo abbiamo bisogno di sapere se la annunciata riforma agraria ha interferito con la struttura fondiaria della terra

9. Il signor Presidente della Repubblica si è impegnato con il MST all’arrivo della Marcia Nazionale e esiste un documento firmato dal governo il 18 di maggio con i seguenti impegni: A) Pubblicare il decreto dei nuovi indici di produttività ; B) Priorizzare l’insediamento delle famiglie accampate; C) Creare un nuovo credito speciale per gli insediati, poichè il Pronaf non è adeguato alla realtà dei senza-terra. La conferma è venuta adesso con i dati della Banca del Brasile riferiti al Pronaf A a cui possono accedere gli insediati: Per questo raccolto sono riuscite ad ottenerlo solo 19 mila famiglie; D) Garantire una nuova linea di agroindustria per le famiglie insediate. Nulla di tutto questo è stato realizzato fino ad ora.

10. Chiediamo al governo: quale insediamento modello avreste potuto inaugurare in questi tre anni? Come si può considerare riforma agraria l’insediamento di 31.373 famiglie che sono soltanto subentrate in lotti liberi di insediamenti antichi. È come considerare nuovi posti di lavoro la sostituzione di lavoratori che hanno perso il lavoro. Come si possono considerare un insediamento le 18.000 famiglie nella regione di Santarém (PA), un numero stranamente rotondo che deriva direttamente dalla rilevazione dei posseiros che stavano nella regione? Infine, chi si vuole ingannare con questi numeri distorti e gonfiati?