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"La Vicìnia"
Lui dal 2022
 
Paolo Grossi presiede la 21^ Riunione scientifica del Centro studi e documentazione sui Demani civici e le Proprietà collettive dell’Università di Trento, dedicata nel 2015 al tema “Annodare i fili delle discipline e cogliere l’intima complessità degli assetti fondiari collettivi per evidenziarne l’attuale grande importanza”. A fianco del Presidente della Corte costituzionale, il professore di Scienza politica ed ex Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Lorenzo Ornaghi

Da sinistra: Paolo Grossi, Zeffirino Castellani, presidente delle Regole di Spinale e Manez (Trento), e Pietro Nervi, presidente del Centro studi e documentazione sui Demani civici e le Proprietà collettive di Trento, durante una Riunione scientifica, a Trento
Principale artefice della riscoperta e del riconoscimento degli Assetti fondiari collettivi in Italia, si è spento il 4 luglio
ADDIO AL PROFESSOR PAOLO GROSSI
Il ricordo del Centro studi e documentazione sui Demani civici e le Proprietà collettive di Trento e della Corte costituzionale

[Mario Zilli]
«Il Centro studi e documentazione sui Demani civici e le Proprietà collettive dell’Università di Trento apprende con profondo dolore la notizia della scomparsa del prof. Paolo Grossi, Maestro universalmente riconosciuto della scienza giuridica, che ha partecipato e sostenuto l’attività del Centro fin dal suo inizio, nelle sue molteplici vesti di studioso, poi di Giudice costituzionale e di Presidente della Corte»: queste stringate righe, il 4 luglio, hanno comunicato al Popolo italiano degli Assetti fondiari collettivi il decesso dell’illustre accademico.
«A causa dell’emozione suscitata dall’evento – continuava la Newsletter del Centro presieduto da Pietro Nervi –, in questo momento il Centro non è in grado di tracciare un ricordo dell’incommensurabile debito di riconoscenza verso il Maestro, ma provvederà a farlo nelle forme e nei tempi opportuni».


Il giorno successivo, 5 luglio, il Centro studi trentino diffondeva una nota commossa del prof. Aldo Carosi, che riproduciamo integralmente, insieme al comunicato emesso da Giuliano Amato, successore di Grossi alla guida della Corte costituzionale, e ad altri interventi commemorativi.

Innovatore “accademico sociale”

«Ieri è venuto a mancare Paolo Grossi, Presidente emerito della Corte costituzionale – ha scritto il giudice costituzionale Carosi –. Al di là della personale commozione per la perdita di un Giudice col quale ho condiviso tre quarti del mio mandato in Consulta e che è stato Presidente della stessa in uno dei periodi più alti della giurisprudenza costituzionale, onorandomi di una amicizia personale straordinaria fin dal mio ingresso in Corte costituzionale, vorrei ricordare – con la doverosa sintesi di questi momenti – la sua figura.
È stato uno storico e un giurista poliedrico che ha spaziato nei suoi studi dalla Storia del diritto italiano, al Diritto comune, alla Storia del diritto canonico e al Diritto canonico, al diritto agrario, al diritto civile.
Fervente cattolico non ha avuto remore nel rivolgere i suoi interessi verso una visione ecumenica del Mondo e delle sue Istituzioni attraverso una lettura attenta della loro evoluzione storica. Evoluzione storica che imputava ad una “codificazione dal basso” di istituti nati dalle regole emergenti dalle prassi di vita delle collettività succedutesi nel tempo.
Grossi è l’aedo degli usi civici, espressione che non prediligeva preferendole ad esempio “assetti fondiari collettivi” ma che gli è rimasta addosso dopo la pubblicazione del fondamentale studio del 1977 “Un altro modo di possedere” che è il più importante contributo alla materia nell’era moderna. L’emersione di forme alternative di proprietè alla coscienza giuridica postunitaria è l’espressione con la quale Grossi recupera una serie di istituti raggruppabili sotto il nome di proprietà alternativa a quella allodiale. Ho avuto il privilegio di ascoltare dalle sue parole le origini inconsuete di questo studio: fu contattato da accademici dell’Unione Sovietica per cercare forme di proprietà collettiva nei Paesi europei confinanti con il colosso sovietico. Egli non accettò compensi e (se ricordo bene neppure un incarico formale) ma ne fece un progetto di studio autonomo che lo portò dall’Europa fino all’America latina, andando a cercare in quei posti le vestigia degli antichi istituti.
In fondo – sottolinea Aldo Carosi, nel suo accorato ricordo – è stato un grande precursore della svolta normativa e giurisprudenziale che almeno in Italia ha associato beni comuni, conservazione ambientale e tutela e recupero del patrimonio naturale.
Durante i sette anni passati insieme in Consulta mi ha presentato centinaia di studiosi e di allievi che venivano a trovarlo da tutte le parti del mondo e che immancabilmente invitava a pranzo nella frugale mensa della Corte. Per loro era il Maestro, un Maestro che sapeva cogliere dalle loro istanze un continuo aggiornamento del sapere che ha continuato a praticare fino a pochi mesi antecedenti alla scomparsa. Credo che il Covid abbia anche Paolo sulla coscienza nella misura in cui gli ha impedito di poter svolgere quel ruolo di “accademico sociale” che ha sempre esercitato con immutata vocazione. Un pensiero commosso all’indimenticabile Amico degli usi civici e dei beni comuni».

Maestro autentico

Lo stesso 4 luglio, l’Ufficio Comunicazione e stampa della Corte costituzionale ha espresso il cordoglio del presidente Giuliano Amato.
«Pochi studiosi sono stati maestri autentici come lo è stato Paolo Grossi – ha scritto Amato –: per i suoi scavi insuperati nelle radici e nel senso attuale del pluralismo giuridico al di là dello statualismo, per la scuola che ha creato attorno a sé, per gli studi che ha animato sulle sue riviste. E infine per il suo ruolo alla Corte costituzionale, dove ha insegnato a tutti noi la ricerca dell'equilibrio e quindi, ovunque possibile, della decisione consensuale; e dove, da Presidente, con la sua naturale e riconosciuta autorevolezza, ci ha presieduto davvero, anche nei momenti più difficili. Lo piangiamo oggi e continueremo a ricordarlo negli anni a venire».

Grande storico e amico degli Usi civici

Anche il presidente di “Aproduc”, Vincenzo Cerulli Irelli, con il segretario generale, Maria Athena Lorizio, ha espresso un «pensiero riconoscente al grande Amico degli usi civici e domini collettivi».
Sul “Notiziario” del sito dell’Associazione, demaniocivico.it, i due studiosi hanno scritto la seguente nota: «Con profondo dolore “Aproduc” dà notizia a tutti i Soci ed Amici della scomparsa di Paolo Grossi, il grande Storico e Maestro di diritto che con i suoi studi e ricerche scientifiche ha saputo comprendere e dare nuova vita alla grande realtà dei diritti civici e delle proprietà collettive. Con i suoi scritti e il fascino della sua parola Paolo Grossi ha conquistato il mondo degli appassionati di questi antichi diritti esistenziali di vita che sono stati tradotti in diritti di rango costituzionale anche per effetto della giurisprudenza della Corte, ispirata da Grossi.
È stato vicino anche ad “Aproduc”, apprezzandone il lavoro e gli sforzi diretti a far conoscere e diffondere nella società il mondo delle comunità originarie di abitanti in tutti i suoi aspetti e diversità, dalle comunioni familiari montane del Nord Italia ai demani e diritti civici del Centro e del Sud Italia».

Mestri dal pluralisim juridic

Sul settimanale della Chiesa udinese, “La Vita Cattolica”, il presidente emerito della Corte costituzionale, è stato commemorato in lingua friulana: «Ai 4 di Lui, al è muart a 89 agns il president emerit de Cort costituzionâl, Paolo Grossi. La brute gnove e à causionât un marum grant in dut il Popul regjonâl dai Bens coletîfs che tal professôr florentin al veve un protetôr e un inspiradôr, valent e larc di cûr. La sô opare fondamentâl “«Un altro modo di possedere». L’emersione di forme alternative di proprietà alla coscienza giuridica postunitaria”, publicade dal 1977 e tornade a stampâ dal 2017, e je stade la fonde dal resuriment de Proprietât coletive in Italie, screant un’atenzion culturâl e sientifiche, sociâl e politiche che no à cessât mai altri di cressi. Al à stât Grossi, storic dal dirit e dean dal “Centro Studi e Documentazione sui Demani civici e le Proprietà collettive” di Trent, a marcâ la specificitât antropologjiche dal “mût diferent di possedi” incjarnât dai Dominis coletîfs; a detâ i principis de Leç statâl 168/2017 (ch’e à ratificât il ricognossiment costituzionâl de Proprietât coletive, abolint i principis fassiscj de Leç 1766/1927); a racomandâur ai Consuarts, ai Frazioniscj e ai Vicìns de Patrie di vê simpri tal cûr “une psicologjie ative, combative, di resistence a l’ignorance e a l’ostilitât, in non de grande funzion economiche e sociâl, storiche e etniche, ch’o puartais indevant”».

Alcuni testi di Paolo Grossi possono essere consultati anche sulle pagine web di “La Vicìnia”, agli indirizzi:
www.friul.net/articui_vicinia.php?id=411
www.friul.net/articui_vicinia.php?id=842
http://www.friul.net/articui_vicinia.php?id=903